James S. A. Corey.
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Caliban. La guerra.
Ciclo: The expanse (la distesa) 2.
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Parte 1. 
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Titolo originale: Caliban's War. 2013.
Traduzione di: Stefano A. Cresti.  
2015. Fanucci Editore, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Su Ganimede, il pianeta granaio dell'intero sistema gioviano e fonte di approvvigionamento per i pianeti pi esterni, un marine dell'esercito di Marte assiste inerme allo sterminio del suo plotone, massacrato da un mostruoso supersoldato. Nel frattempo, Venere  stato invaso da una protomolecola aliena altamente infettiva che, dopo aver apportato misteriosi e catastrofici cambiamenti all'equilibrio del pianeta, minaccia di espandersi nell'intero sistema solare. Sulla Terra, un politico di alto rango lotta per evitare che si riaccenda la guerra interplanetaria.  in questo scenario che James Holden e l'equipaggio della Rocinante provano a mantenere la pace all'interno dell'Alleanza dei Pianeti Esterni. Quando accettano di aiutare uno scienziato a ritrovare un bambino scomparso in una Ganimede devastata dalla guerra, comprenderanno che in gioco c' molto pi della sorte di un singolo. L'avvenire dell'umanit  nelle loro mani, ma riuscir una sola navicella a impedire un'invasione aliena che forse  gi cominciata? Un'epopea visionaria e avveniristica, un viaggio in un futuro remoto ma al tempo stesso sorprendentemente tangibile.
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GLI AUTORI.
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James S. A. Corey  lo pseudonimo collettivo dei due scrittori di fantascienza statunitensi Daniel Abraham (Albuquerque, 14 novembre 1969) e Ty Franck (Portland, 18 maggio 1969). Nome e cognome sono i secondi nomi, rispettivamente, di Abraham e Franck, mentre S. e A. sono le iniziali della figlia di Abraham. 
Utilizzando questo nome i due hanno pubblicato Leviathan - Il risveglio (Leviathan Wakes) nel 2011 (tradotto in italiano nel 2015), il primo capitolo in una serie di fantascienza chiamata The Expanse o La distesa. 
Leviathan - Il risveglio  stato candidato al Premio Hugo per il miglior romanzo e al Premio Locus, sezione Romanzo di fantascienza, nel 2012, mentre il terzo volume della serie, Abaddon's Gate - La fuga,  riuscito a vincere, nel 2014, il Premio Locus, sezione "Romanzo di fantascienza". 
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A Bester e Clarke, che ci hanno portato fin qui.
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Prologo.
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Mei.
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Mei? la chiam la signorina Carrie. Per favore, metti via i disegni.  arrivata tua madre.
Le ci volle qualche secondo per capire che cosa avesse detto la maestra, non perch non conoscesse quelle parole - aveva quattro anni ormai, non era pi una mocciosa - ma perch non concordavano con il mondo che conosceva. Sua madre non poteva venirla a prendere. La mamma aveva lasciato Ganimede per andare a vivere sulla Stazione di Ceres perch, come le aveva detto pap, aveva bisogno di un po' di tempo per stare da sola. Poi, con il cuore che cominciava a battere veloce, Mei pens:  tornata.
Mamma?
Da dove era seduta, di fronte al cavalletto ribassato, il ginocchio della signorina Carrie le bloccava la vista della porta del guardaroba. Le dita di Mei erano appiccicose per i colori, rosso e blu e verde le si confondevano sui palmi delle mani. Si sporse in avanti e cerc appoggio sulla gamba della signorina Carrie tanto per spostarla quanto per aiutarsi ad alzarsi.
Mei! grid la signorina Carrie.
Mei fiss la strisciata di pittura sui pantaloni della signorina Carrie e la rabbia contenuta sul volto ampio e scuro della donna.
Mi dispiace, signorina Carrie.
Non fa niente disse la maestra con una voce piccata che significava tutt'altro, in verit, ma Mei non sarebbe stata punita. Per favore, va' a lavarti le mani e vieni a mettere via i disegni. Ti porter questo gi e potrai regalarlo a tua madre.  un cagnolino?
 un mostro spaziale.
 un bellissimo mostro spaziale. Ora, per favore, va' a lavarti le mani, tesoro.
Mei annu, si volt e corse verso il bagno, con il grembiule che le svolazzava intorno come uno straccio incastrato in un condotto d'aerazione.
E non toccare le pareti!
Mi dispiace, signorina Carrie.
Non fa niente. Lo pulirai dopo che ti sarai lavata le mani.
Mei apr il getto d'acqua a piena potenza e i colori cangianti le scivolarono via dalla pelle. Si asciug le mani senza curarsi del fatto che stesse gocciolando o meno. Aveva l'impressione che la gravit fosse cambiata, che la attirasse verso la porta e l'anticamera invece che verso terra. Gli altri bambini la guardavano, eccitati perch lei era eccitata, mentre puliva via quasi del tutto le ditate dalla parete e rimetteva i vasetti di pittura nella scatola e la scatola sullo scaffale. Si tir via il grembiule da sopra la testa senza nemmeno aspettare che la signorina Carrie le desse una mano e lo ficc nel cestino di riciclo.
La signorina Carrie era in piedi nell'anticamera in compagnia di altri due adulti. Nessuno dei due era la sua mamma. Una era una donna che Mei non conosceva, con il disegno del mostro spaziale tra le mani delicate e un sorriso educato in viso. L'altro era il dottor Strickland.
No,  stata molto buona mentre andava in bagno stava dicendo la signorina Carrie. Certo che qualche piccolo incidente pu capitare, di tanto in tanto.
Certo conferm la donna.
Mei! esclam il dottor Strickland, chinandosi fino ad arrivare alla sua altezza. Come sta la mia bambina preferita?
Dov'... cominci a dire lei, ma prima che potesse dire mamma', il dottor Strickland la prese tra le braccia. Era pi grande del suo pap, e profumava di sale. La tir su facendole il solletico sulla pancia, e lei rise cos forte che non riusc pi a parlare.
Grazie mille disse la donna.
 stato un piacere conoscerla replic la signorina Carrie, stringendole la mano. Siamo sempre contenti di avere Mei in classe con noi.
Il dottor Strickland continu a fare il solletico a Mei finch la porta pressurizzata della Montessori non si fu richiusa alle loro spalle. Poi Mei riusc a riprendere fiato.
Dov' la mamma?
Ci sta aspettando disse il dottor Strickland. Ora ti portiamo da lei.
I nuovi corridoi di Ganimede erano ampi e lussureggianti, e i riciclatori d'aria erano al minimo. Le fronde sottili come lame delle palme di Betel si slanciavano esuberanti da decine di vasi idroponici. Le ampie foglie striate di giallo e di verde dei pothos ricadevano a cascata lungo le pareti. I tentacoli grassi, scuri e primitivi delle sansevierie spuntavano tra le altre due specie. Innumerevoli LED a spettro solare brillavano bianchi e dorati. Pap diceva che sulla Terra la luce del sole era proprio cos, e Mei si immaginava quel pianeta come un'immensa, intricata rete di piante e corridoi, con il sole che correva a strisce sopra di loro nel cielo blu, dove potevi scavalcare i muri e finire chiss dove.
Mei appoggi la testa sulla spalla del dottor Strickland, guardando alle sue spalle ed elencando ogni pianta mentre passavano. Sansevieria trifasciata. Epipremnum aureum. Ogni volta che indovinava correttamente un nome, pap le faceva un gran sorriso. Quando era da sola, le dava una sensazione di calma in tutto il corpo.
Ce ne sono altre? chiese la donna. Era molto bella, ma a Mei non piaceva la sua voce.
No disse il dottor Strickland. Mei  l'ultima.
Chysalidocarpus lutenscens disse Mei.
Bene replic la donna. Poi di nuovo, pi piano. Bene.
Pi si avvicinavano alla superficie e pi i corridoi si facevano stretti. Quelli pi vecchi sembravano pi sporchi anche se in verit non c'era nessuna sporcizia evidente. Erano, semplicemente, pi consumati. I quartieri e i laboratori vicino alla superficie erano la zona in cui avevano abitato i nonni di Mei quando erano arrivati su Ganimede. All'epoca, non c'era ancora niente di pi profondo. L'aria lass aveva uno strano sapore e i riciclatori dovevano essere sempre al massimo, ronzando e scricchiolando.
I due adulti non parlavano tra di loro, ma ogni tanto il dottor Strickland si ricordava che Mei era con loro e le faceva qualche domanda: qual era il suo cartone animato preferito sui canali della stazione? Chi era la sua migliore amica a scuola? Che cosa aveva mangiato a pranzo? Mei si aspettava che cominciasse a farle le altre domande, quelle che poi faceva sempre, e aveva gi le risposte pronte.
Ti senti raschiare la gola? No.
Ti svegli sudata? No.
C'era del sangue nella tua pup questa settimana? No.
Hai preso le medicine tutte e due le volte, tutti i giorni? S.
Stavolta, per, il dottor Strickland non le chiese niente di tutto ci. I corridoi che imboccavano si facevano sempre pi vecchi e stretti finch la donna non fu costretta a camminare dietro di loro per permettere il passaggio di chi incrociavano in direzione opposta. La donna aveva ancora il disegno di Mei tra le mani, arrotolato a tubo cos da non far grinze sul foglio.
Il dottor Strickland si ferm di fronte a una porta priva di indicazioni, spost Mei sull'altra anca e tir fuori il terminale palmare dalla tasca dei pantaloni. Digit qualcosa in un programma che Mei non aveva mai visto prima e la porta si apr, producendo un suono stridente di sblocco dalle serrature ermetiche, come se fosse uscita da un vecchio film. Il corridoio successivo era pieno di cianfrusaglie e vecchie scatole di metallo.
Questo non  l'ospedale osserv Mei.
Questo  un ospedale speciale replic il dottor Strickland. Non credo che tu ci sia mai stata, vero?
A Mei non sembrava affatto un ospedale. Sembrava uno di quei tunnel abbandonati di cui ogni tanto le aveva parlato pap. Spazi in esubero di quando Ganimede era stata creata, e che nessuno usava pi se non come deposito. Questo per aveva una specie di portellone pressurizzato alla fine, e, quando lo attraversarono, le cose cominciarono a essere pi simili a un ospedale. Erano pi pulite, perlomeno, e c'era un odore di ozono come nelle celle di decontaminazione.
Mei! Ciao, Mei!
Era uno dei bambini pi grandi. Sandro. Aveva quasi cinque anni. Mei lo salut con la mano mentre il dottor Strickland lo superava. Mei si sent pi tranquilla sapendo che c'erano anche i bimbi grandi. Se erano l, allora probabilmente andava tutto bene, anche se la donna che accompagnava il dottor Strickland non era la sua mamma. Il che le fece ricordare...
Dov' la mamma?
Andremo dalla mamma tra pochi minuti disse il dottor Strickland. Abbiamo solo un paio di cosette da fare, prima.
No replic Mei. Non mi va.
Lui la port dentro una stanza simile a una sala d'esami, solo che non c'erano leoni disegnati sulle pareti e i tavoli non erano a forma d'ippopotamo sorridente. Il dottor Strickland la pos su un tavolo chirurgico d'acciaio inossidabile e le strofin la testa. Mei incroci le braccia e mise il muso.
Voglio la mamma disse la bimba, e fece lo stesso sbuffo impaziente che avrebbe fatto pap.
Va bene. Aspetta qui da brava e vado a vedere che cosa posso fare rispose il dottor Strickland con un sorriso. Umea?
Credo che siamo pronti a partire. Sentiamo il reparto operativo, carichiamo e lo rilasciamo.
Vado a notificarglielo. Tu resta qui.
La donna annu e il dottor Strickland usc dalla porta. La donna abbass lo sguardo su Mei. Il suo bel viso non sorrideva pi. A Mei non piaceva.
Voglio il mio disegno disse la piccola. Non  per te.  per la mia mamma.
La donna guard il disegno che teneva tra le mani come se si fosse dimenticata che era l. Lo srotol.
 il mostro spaziale di mamma disse Mei. Questo le strapp un sorriso. Le porse il disegno, e Mei glielo tolse di mano. Nel farlo accartocci un po' il foglio, ma non le importava. Incroci di nuovo le braccia, mise il broncio e sbuff.
Ti piacciono i mostri spaziali, bambina? chiese la donna.
Voglio la mia mamma.
La donna le si avvicin. Puzzava di fiori finti e aveva le dita troppo magre. Pos Mei a terra.
Andiamo, bambina disse. Ti mostro una cosa.
La donna si allontan e per un istante Mei esit. Quella donna non le piaceva, ma stare da sola le piaceva ancora di meno. La segu. La donna attravers un breve corridoio, digit un codice di accesso su una grossa porta di ferro simile a un portellone di vecchia concezione, e, quando quella si apr verso l'interno, lei l'attravers con passo sicuro. Mei la segu. La nuova stanza era fredda. Alla bimba non piaceva. L dentro non c'era un tavolo medico. Solo una grossa scatola di vetro come quelle in cui tenevano i pesci all'acquario, solo che dentro era asciutta e la cosa che conteneva non era un pesce. La donna fece segno a Mei di avvicinarsi e, quando la piccola lo fece, buss seccamente sul vetro.
La cosa all'interno alz lo sguardo a quel suono. Era un uomo, ma era nudo e la sua pelle non sembrava pelle. I suoi occhi baluginavano azzurri, come se avesse un fuoco dentro la testa. E c'era qualcosa che non andava nelle sue mani.
La cosa venne verso il vetro e Mei cominci a gridare.

1.

Bobbie

Snoopy  di nuovo fuori disse il soldato semplice Hillman. Mi sa che il suo ufficiale ce l'ha con lui.
La sergente d'artiglieria del corpo dei marine di Marte Roberta Draper attiv l'ingrandimento sul visore dell'armatura e guard nella direzione indicata da Hillman. A due chilometri e mezzo da l, una squadra di quattro marine delle Nazioni Unite era fuori dall'avamposto, illuminata da dietro dalla gigantesca serra che stavano sorvegliando. Una serra identica praticamente in tutto e per tutto alla cupola che la sua squadra stava sorvegliando in quello stesso momento.
Uno dei quattro marine delle Nazioni Unite aveva delle chiazze nere sui fianchi del casco, come se fossero le orecchie di un beagle.
Gi. Quello  proprio Snoopy disse Bobbie. L'hanno fatto uscire con tutte le squadre di pattuglia, oggi. Chiss che ha combinato.
Durante le missioni di pattugliamento attorno alle serre di Ganimede bisognava fare quel che si poteva per tenersi occupati. Incluso mettersi a fare congetture sulla vita dei marine dall'altra parte.
L'altra parte. Diciotto mesi prima, non c'erano state parti. I pianeti interni erano tutti come una grande famiglia felice e vagamente disfunzionale. Poi c'era stato Eros, e ora le due superpotenze avevano cominciato a spartirsi il sistema solare, ma l'unica luna che nessuna delle due era disposta a cedere era Ganimede, il granaio dell'intero sistema gioviano.
In quanto unica luna dotata di magnetosfera, era l'unico luogo in cui le piantagioni da serra avevano la possibilit di sopravvivere nella difficile fascia radioattiva di Giove, e anche cos le cupole e gli abitanti dovevano comunque disporre di scudi che proteggessero i civili dagli otto rem quotidiani che scorticavano la superficie di Giove e quella della sua luna.
L'armatura di Bobbie era stata progettata per permettere a un soldato di attraversare il cratere lasciato da una testata nucleare pochi minuti dopo l'esplosione. Funzionava bene anche quando si trattava di impedire a Giove di friggere i marine marziani.
Alle spalle dei soldati terrestri di pattuglia, la loro cupola brillava in un raggio di debole luce solare catturata da giganteschi specchi orbitali. Perfino con gli specchi, la maggior parte delle piante terrestri sarebbe morta per mancanza di luce solare. Soltanto le versioni pi pesantemente modificate, prodotte in vitro dagli scienziati di Ganimede, potevano sperare di sopravvivere nel filo di luce che concedevano loro gli specchi.
Presto arriver il tramonto disse Bobbie, continuando a osservare i marine terrestri all'esterno della loro piccola postazione di guardia, ben sapendo che anche loro la stavano guardando. Insieme a Snoopy individu quello che chiamavano Corto perch non poteva essere molto pi alto di un metro e trenta. Si chiese quale fosse il nomignolo che le avevano affibbiato loro. Forse la Rossa. La sua armatura aveva ancora la superficie mimetica marziana. Non era stata su Ganimede abbastanza a lungo da farla ricoprire con un mimetico a chiazze grigie e bianche.
Uno dopo l'altro, in cinque minuti gli specchi orbitali riflessero un ultimo lampo di luce e si spensero mentre Ganimede passava alle spalle di Giove per qualche ora. Il bagliore della serra alle sue spalle si fece blu attinico non appena si attivarono le luci artificiali. Bench il livello generale d'illuminazione non scendesse poi di molto, le ombre cambiavano il proprio comportamento in modi strani e quasi impercettibili. Sopra di loro, il sole - che da l non era un disco, ma la stella pi brillante in lontananza - ammicc mentre svaniva oltre il bordo di Giove e, per un istante soltanto, fu visibile il tenue sistema di anelli del pianeta.
Stanno tornando indietro disse il caporale Travis. Snoop  di retroguardia. Poveraccio. Ce ne andiamo anche noi?
Bobbie si guard intorno, verso le monotone distese di ghiaccio di Ganimede. Sentiva il freddo di quella luna penetrarle in corpo con tutta l'armatura addosso.
No.
Gli uomini della sua squadra brontolarono ma ottemperarono al comando mentre li guidava in un lento pattugliamento a bassa gravit intorno alla serra. In aggiunta a Hillman e Travis, per quel giro di ronda le avevano assegnato anche un novellino di nome Gourab. E, bench fosse nei marine da poco pi di un minuto e mezzo, anche lui brontolava tanto quanto gli altri con quella sua parlata strascicata della Mariner Valley.
Bobbie non poteva biasimarli. Era un lavoro di facciata. Una cosa pensata per evitare che i soldati marziani su Ganimede se ne stessero con le mani in mano. Se la Terra avesse deciso che voleva tenersi Ganimede tutta per s, quattro pedine a passeggio intorno alla cupola della serra non avrebbero certo potuto fermarla. In una situazione di stallo tanto tesa, con decine di navi da guerra terrestri e marziane in orbita, se fossero scoppiate le ostilit, le forze armate di terra l'avrebbero saputo soltanto quando fossero cominciate a piovere bombe.
Alla sua sinistra, la cupola s'innalzava per quasi un chilometro: i pannelli di vetro triangolari erano separati da scintillanti giunzioni color rame che trasformavano l'intera struttura in una gigantesca gabbia di Faraday. Bobbie non era mai stata all'interno di una di quelle serre. Era stata inviata da Marte come parte di un contingente di truppe di rinforzo per i pianeti esterni ed era stata assegnata al pattugliamento a piedi praticamente fin dal primo giorno sul posto. Ganimede, per lei, era uno spazioporto, una piccola base marine e l'avamposto ancor pi piccolo che al momento chiamava casa.
Mentre avanzavano intorno alla cupola, Bobbie osservava il panorama anonimo che li circondava. Ganimede non cambiava molto, a meno di eventi catastrofici. La superficie era costituita in gran parte da roccia silicea e ghiaccio idrico, di pochi gradi pi calda dello spazio esterno. L'atmosfera era ossigeno tanto rarefatto che sarebbe potuto passare per vuoto industriale. Ganimede non si erodeva, n si consumava. Cambiava soltanto quando veniva colpita da un asteroide precipitato dallo spazio, o quando l'acqua calda dal suo nucleo liquido si spingeva a forza fino in superficie a creare laghi di breve durata. Nessuna di queste due cose capitava spesso. A casa, su Marte, il vento e la polvere cambiavano il panorama di ora in ora. L invece era come trovarsi a ripercorrere gli stessi passi del giorno prima, di quello precedente e di quello prima ancora. E, se anche non fosse mai tornata indietro, quelle impronte le sarebbero sopravvissute. Intimamente, Bobbie pensava che fosse piuttosto raccapricciante.
Un cigolio ritmico cominci a farsi strada tra i sibili e gli scatti normalmente attutiti dalla sua corazza potenziata. Solitamente manteneva il visore della tuta minimizzato. Si riempiva di cos tante informazioni che un marine sapeva qualsiasi cosa tranne quello che aveva concretamente di fronte agli occhi. Ora per lo attiv usando le palpebre e il movimento degli occhi per arrivare fino alla pagina di diagnostica della tuta. Una spia gialla la avvert che l'attuatore del ginocchio sinistro era a corto di fluido idraulico. Doveva esserci una perdita da qualche parte; minima, per, perch la tuta non era stata in grado di individuarla.
Ehi, ragazzi, fermiamoci un attimo disse Bobbie. Hilly, hai un po' di fluido idraulico di riserva nel tuo zaino?
S rispose Hillman, tirandolo gi fuori.
Dammi una spruzzata sul ginocchio sinistro, per favore.
Mentre Hillman s'inginocchiava di fronte a lei, intento a sistemarle la tuta, Gourab e Travis cominciarono a intavolare una discussione che sembrava vertere sullo sport. Bobbie se ne disinteress.
Questa tuta  decisamente datata disse Hillman. Dovresti davvero cambiarla. Questo genere di incidenti capiter sempre pi spesso, sai...
Gi, dovrei replic Bobbie. Ma la verit era che era pi semplice a dirsi che a farsi. Lei non aveva la stazza giusta per entrare comodamente in una delle tute standard, e ogni volta che aveva richiesto di rinnovare la sua vecchia corazza i marine le avevano fatto fare i salti mortali con triplo carpiato. Con i suoi due metri abbondanti di altezza, Bobbie era di poco sopra la media per un maschio marziano, ma, in parte grazie alla sua ascendenza polinesiana, pesava poco pi di cento chili a 1 g. Non aveva un filo di grasso, ma i suoi muscoli sembravano ingrossarsi non appena metteva anche soltanto un piede nella sala pesi. E, in quanto marine, si allenava tutti i giorni.
La tuta che indossava ora era la prima, in dodici anni di servizio attivo, che le calzava a pennello. E, anche se cominciava a manifestare i segni dell'et, era pi facile cercare di mantenerla in funzione piuttosto che pregare e supplicare per ottenerne una nuova.
Hillman stava cominciando a riporre gli attrezzi, quando la radio di Bobbie si attiv crepitando.
Avamposto quattro a pedina. Rispondi, pedina.
Ricevuto, quattro replic Bobbie. Qui pedina uno. Di' pure.
Pedina uno, dove siete? Siete in ritardo di mezz'ora e qui abbiamo qualche complicazione.
Scusate, quattro, abbiamo avuto problemi con l'equipaggiamento disse Bobbie, curiosa di sapere che genere di complicazioni potessero esserci, ma non abbastanza da chiederlo su una frequenza aperta.
Tornate immediatamente all'avamposto. Abbiamo registrato dei colpi di arma da fuoco all'avamposto delle Nazioni Unite. Stiamo per attivare il protocollo di sicurezza.
Bobbie ci mise una frazione di secondo per registrare quell'informazione. Vide i suoi uomini che la fissavano con un misto di curiosit e paura in viso.
Ehm... I terrestri vi stanno sparando? chiese alla fine.
Non ancora, ma stanno sparando. Riportate qui le chiappe.
Hillman si rimise in piedi. Bobbie flett il ginocchio una volta e la spia diagnostica divenne verde. Ringrazi Hilly con un cenno del capo, poi disse: A passo veloce fino all'avamposto. Muoviamoci.
Quando fu dato l'allarme generale, Bobbie e la sua squadra erano ancora a mezzo chilometro dall'avamposto. Il visore della sua tuta si attiv da solo, passando in modalit combattimento. Il pacchetto di sensori si mise in funzione alla ricerca di presenze ostili e si colleg a uno dei satelliti per avere una visione dall'alto. Bobbie sent lo scatto dell'arma incorporata nella sua tuta che passava in modalit d'ingaggio libero.
Se si fosse trattato di un bombardamento orbitale, ci sarebbero stati un migliaio di allarmi diversi, ma non pot impedirsi di guardare comunque verso il cielo. Nessun lampo n scia di missile. Nient'altro che la massa ingombrante di Giove.
Bobbie scatt verso l'avamposto in una lunga corsa caracollante. La sua squadra la segu senza una parola. Una persona addestrata all'uso di una tuta ad aumento prestazionale in corsa a bassa gravit poteva coprire rapidamente molto terreno. L'avamposto apparve oltre la curvatura della cupola dopo pochi secondi e, qualche altro secondo dopo, anche la causa scatenante dell'allarme.
I marine delle Nazioni Unite stavano venendo alla carica contro l'avamposto marziano. La guerra fredda durata un anno sembrava improvvisamente aver preso fuoco. Da qualche parte, oltre l'abitudine al sangue freddo e alla disciplina, Bobbie era sorpresa. Non aveva mai pensato che questo giorno sarebbe arrivato veramente.
Il resto del suo plotone era uscito dall'avamposto ed era disposto in una linea di fuoco rivolta verso le truppe delle Nazioni Unite. Qualcuno aveva portato Yojimbo sul fronte, e l'esoscheletro da combattimento torreggiava sugli altri marine dall'alto dei suoi quattro metri, come un gigante senza testa in armatura potenziata, con il suo massiccio cannone che si muoveva lento mentre inquadrava le truppe terrestri in avvicinamento. I soldati delle Nazioni Unite stavano percorrendo i due chilometri e mezzo che li separavano dal loro avamposto correndo a perdifiato.
Perch stanno tutti zitti?, si chiese Bobbie. Il silenzio del suo plotone era inquietante.
E poi, proprio quando la sua squadra aveva raggiunto le linee di fuoco, la tuta le invi un messaggio di allerta di disturbo delle frequenze. La visuale dall'alto scomparve nell'istante in cui perse il contatto con il satellite. Gli indicatori dei parametri vitali della sua squadra e dell'equipaggiamento si spensero come se il suo collegamento con le loro tute fosse stato troncato. Il crepitio di sottofondo della linea aperta svan di punto in bianco, sostituito da un silenzio ancor pi inquietante.
Bobbie posizion la sua squadra sul fianco destro con i segnali manuali, poi si spost lungo la riga alla ricerca del tenente Givens, il suo ufficiale in comando. Individu la sua tuta al centro esatto dei ranghi, quasi direttamente sotto Yojimbo. Corse verso di lui e attacc il casco a quello del tenente.
Che cazzo sta succedendo, El Tee? grid.
Lui le rivolse un'occhiata irritata e url: Ne so quanto lei. Non possiamo intimare loro di arretrare per via del disturbo di frequenza, e gli avvertimenti visivi sono stati ignorati. Prima che il contatto radio venisse interrotto, ho ricevuto l'autorizzazione ad aprire il fuoco nel caso dovessero arrivare a meno di mezzo chilometro dalla nostra posizione.
Bobbie aveva un altro paio di centinaia di domande, ma le truppe delle Nazioni Unite sarebbero arrivate al limite dei cinquecento metri di l a pochi secondi, per cui si affrett a tornare indietro per fornire supporto al fianco destro con la sua squadra. Mentre tornava in posizione, fece calcolare alla tuta le forze in avvicinamento e le segnal tutte come ostili. La tuta riport sette bersagli. Meno di un terzo delle truppe stanziate nell'avamposto delle Nazioni Unite.
Non ha alcun senso.
Fece segnare alla sua tuta una linea a cinquecento metri di distanza sul suo visore. Non disse ai suoi ragazzi che quello era il limite di ingaggio. Non ce n'era bisogno. Avrebbero aperto il fuoco non appena l'avesse fatto lei, senza bisogno di sapere perch.
I soldati delle Nazioni Unite avevano oltrepassato la linea del chilometro e non avevano ancora sparato un colpo. Correvano in formazione sparsa, con sei uomini davanti in una sorta di fronte sfilacciato e un settimo nelle retrovie, a una settantina di metri pi indietro. Il visore della sua tuta selezion la sagoma pi a sinistra del gruppo nemico, scegliendo il bersaglio pi vicino a lei come da impostazione predefinita. Qualcosa per non le tornava, cos escluse il comando automatico e selezion il bersaglio nelle retrovie, inquadrandolo e ingrandendolo.
Quella piccola sagoma s'ingrand di colpo nella griglia del suo mirino. Sent un brivido scenderle lungo la schiena e ingrand ancora.
La cosa che inseguiva i sei marine delle Nazioni Unite non indossava nessuna tuta ambientale. E non era, letteralmente parlando, umana. La sua pelle era coperta di placche chitinose, come grosse scaglie nere. La sua testa era un enorme orrore, due volte pi grande di quella che sarebbe dovuta essere e coperta di strane escrescenze.
Ma la cosa pi sconvolgente erano le mani: troppo grandi per quel corpo e troppo lunghe per quanto erano larghe. Erano mani uscite dall'incubo di un bambino. Le mani dell'orco sotto il letto, o della strega che s'intrufolava nella stanza dalla finestra. Si flettevano e stringevano l'aria con una costante energia nervosa.
I soldati terrestri non stavano attaccando. Stavano battendo in ritirata.
Sparate alla cosa che li sta inseguendo! grid Bobbie senza che nessuno potesse udirla.
Prima che i soldati delle Nazioni Unite riuscissero ad arrivare alla linea di mezzo chilometro, che avrebbe provocato l'apertura delle linee di fuoco marziane, la cosa li raggiunse.
Oh, merda sussurr Bobbie. Merda, merda.
Afferr un marine delle Nazioni Unite tra le mani enormi e lo strapp in due come fosse carta. L'armatura in titanio ceramico si dilani con la stessa facilit della carne che conteneva, riversando indiscriminatamente sul ghiaccio frammenti di tecnologia e viscere umane. I cinque soldati superstiti presero a correre ancor pi affannosamente, ma il mostro che li inseguiva rallentava a malapena mentre continuava a uccidere.
Sparate, sparate, sparate! grid Bobbie, aprendo il fuoco. Il suo addestramento e la tecnologia della sua tuta da combattimento si combinavano per renderla una macchina assassina a elevata efficienza. Non appena il suo dito premette il grilletto dell'arma incorporata nella tuta, una raffica di proiettili perforanti da due millimetri si schiant sulla creatura alla velocit di pi di un chilometro al secondo. In meno di un secondo, aveva sparato cinquanta colpi. La creatura era un bersaglio di taglia umana, relativamente lento, che veniva loro incontro in linea retta. Il sistema di puntamento di Bobbie era in grado di effettuare correzioni balistiche tali da metterla in condizione di colpire un oggetto della taglia di una palla da softball in movimento a velocit supersoniche. Ogni singolo proiettile che aveva sparato addosso al mostro and a segno.
Ma non serv.
I proiettili l'attraversarono, probabilmente senza nemmeno rallentare prima di trapassarlo. Da ogni foro di uscita, al posto del sangue, schizzarono fuori filamenti neri che chiazzarono la neve. Era come sparare nell'acqua. Le ferite si richiusero quasi pi rapidamente di quanto non si fossero aperte; l'unico segno che la cosa fosse stata davvero colpita erano quelle strisciate di fibre nere al suo passaggio.
Poi afferr un secondo marine delle Nazioni Unite. Invece di farlo a pezzi come aveva fatto con l'ultimo, lo fece roteare per aria e lo scaravent con tutta l'armatura - che in totale doveva pesare pi di cinquecento chili - verso Bobbie. Il suo visore tracci l'arco di traiettoria del soldato delle Nazioni Unite e la inform tempestivamente che il mostro non aveva tirato il marine verso di lei, ma proprio su di lei. Con una traiettoria decisamente diretta. Il che significava rapida.
Lei si tuff da un lato alla massima velocit di movimento consentita dalla sua tuta. Lo sventurato marine delle Nazioni Unite centr in pieno Hillman, che era in piedi accanto a lei, ed entrambi schizzarono via, rimbalzando sul ghiaccio a velocit letale.
Quando Bobbie torn a voltarsi verso il mostro, quello aveva gi ucciso altri due soldati.
L'intero plotone marziano apr il fuoco contro di esso, incluso il massiccio cannone di Yojimbo. I due soldati terrestri superstiti si separarono e cominciarono a fuggire in direzioni opposte, cercando di dare alla controparte marziana un'apertura per la linea di fuoco. La creatura fu colpita centinaia, migliaia di volte. Si ricuc le ferite continuando a correre a piena velocit, rallentando appena quando uno degli obici di Yojimbo le esplose accanto.
Bobbie si alz in piedi e si un al fuoco di sbarramento, ma non fece alcuna differenza. La creatura si schiant sulle linee marziane, uccidendo due marine pi rapidamente di quanto l'occhio non potesse seguirla. Yojimbo si scans di lato, ben pi agile di quanto non sarebbe dovuta essere una macchina della sua stazza. Bobbie immagin che fosse Sa'id a guidarla. Il pilota si vantava di saperle far danzare il tango, quando voleva. Anche quello per non serv. Ancor prima che Sa'id riuscisse a puntare il cannone per un colpo a bruciapelo, la creatura si arrampic su un fianco, piant le mani sul portello e lo apr, scardinandolo senza difficolt. Sa'id fu strappato via dall'imbragatura dell'abitacolo e scaraventato a sessanta metri di altezza.
Gli altri marine avevano cominciato a ritirarsi, continuando a sparare mentre indietreggiavano. Senza la comunicazione radio, non c'era modo di coordinare la ritirata. Bobbie si ritrov a correre verso la cupola insieme a tutti gli altri. Quella piccola parte distante della sua mente che non si era lasciata sopraffare dal panico sapeva bene che la serra di vetro e metallo non avrebbe offerto alcuna protezione contro una cosa in grado di dilaniare a met un uomo in armatura o di fare a pezzi un esoscheletro da nove tonnellate. Quella parte della sua mente riconosceva la futilit della fuga, tentando di controllare il terrore.
Quando raggiunse il portellone esterno della cupola, con lei era rimasto soltanto un altro marine. Gourab. Da vicino, Bobbie vide la sua faccia attraverso il vetro blindato del suo casco. Stava gridando qualcosa che lei non riusc a sentire. Lei fece per chinarsi in avanti e portare in contatto i loro caschi, quando lui la spinse via sul ghiaccio. Gourab colp i controlli di apertura della porta con un pugno guantato di metallo, cercando di forzare un passaggio, quando la creatura lo afferr e tir via il casco della sua tuta con facilit inaudita. Gourab rimase l per un istante, con la faccia nel vuoto, sbattendo le palpebre e spalancando la bocca in un grido silenzioso. Poi la creatura gli strapp via la testa con la stessa facilit del casco.
La cosa si volt e fiss Bobbie, ancora riversa a terra.
Da cos vicino, Bobbie vide che aveva gli occhi blu. Di un blu elettrico, fluorescente. Erano bellissimi. Alz l'arma e tenne premuto il grilletto per mezzo secondo prima di rendersi conto che aveva finito le munizioni da un pezzo. La creatura fiss la pistola con quella che avrebbe giurato essere curiosit, poi la guard negli occhi e inclin la testa da un lato.
Ci siamo, pens lei. Me ne vado cos, e non sapr mai che cos' stato a farmi fuori, o perch.
Poteva sopportare di morire. Ma morire senza alcuna risposta le sembr terribilmente crudele.
La creatura avanz verso di lei, poi si ferm ed ebbe un sussulto. Un nuovo paio di arti le spuntarono dal torso e si agitarono come tentacoli. La sua testa, gi grottesca, sembr gonfiarsi ancora. Gli occhi blu brillarono con la stessa intensit delle luci nella cupola.
E poi esplose in una palla di fuoco che scaravent Bobbie lontano da l, mandandola a sbattere su un crinale con tanta forza da far irrigidire il gel anti-impatto della sua tuta, immobilizzandola sul posto.
Lei rimase riversa sulla schiena, scivolando nel buio dell'incoscienza. Il cielo notturno al di sopra cominci a riempirsi di lampi. Le navi in orbita avevano cominciato a spararsi addosso.
Cessate il fuoco, pens lei, spingendo quel pensiero nell'oscurit che le si richiudeva intorno. Si stavano ritirando. Cessate il fuoco. La sua radio era ancora fuori uso, cos come la tuta. Non pot dire a nessuno che non erano stati i marine delle Nazioni Unite ad attaccarli.
N che era stato qualcos'altro, a farlo.

2.

Holden

La macchina per il caff era di nuovo rotta.
Di nuovo.
Jim Holden spinse il pulsante rosso di mescita ancora qualche volta, ben sapendo che non sarebbe servito a niente ma incapace di evitarlo. Quella massiccia, scintillante macchina automatica, progettata per preparare abbastanza caff da provvedere ai bisogni di un intero equipaggio marziano, si rifiutava di mescere anche soltanto una singola tazzina. Si rifiutava di dare segni di vita. Non si limitava a non funzionare; si rifiutava di provarci. Holden chiuse gli occhi mentre il mal di testa da astinenza da caffeina minacciava di assalirgli le tempie e pigi il pulsante sul pannello a parete pi vicino per aprire la comunicazione interna generale.
Amos disse.
Le linee non funzionavano.
Sentendosi sempre pi ridicolo, premette il tasto di apertura della linea diverse altre volte. Niente. Apr gli occhi e vide che tutte le spie del pannello erano spente. Poi si volt e not che anche le luci del frigo e dei forni lo erano. Non si trattava solo della macchina del caff: l'intera cambusa era in rivolta. Holden fiss il nome della nave, Rocinante, da poco applicato a stencil sulla paratia della cambusa, e disse: Bella mia, perch continui a ferirmi quando io ti amo cos tanto?
Tir fuori il terminale palmare e chiam Naomi.
Finalmente, dopo qualche istante di attesa, lei rispose. Ehm, s?
La cambusa non funziona. Dov' Amos?
Ci fu una pausa. Mi stai chiamando dalla cambusa? Mentre siamo entrambi sulla stessa nave? Cos', ti pesa fare un passo fino al pannello di comunicazione?
Non funziona nemmeno quello. Quando ho detto che la cambusa non funziona', non era una simpatica iperbole. Intendevo dire che non c' letteralmente niente che funzioni, in questa cambusa. Ho chiamato te perch tu ti porti appresso il terminale, mentre Amos non lo fa quasi mai. E anche perch a me non dice mai su cosa lavora, mentre tu sai sempre tutto. Allora, dov' Amos?
Naomi rise. Era un suono bellissimo, e non mancava mai di far sbocciare un sorriso sul volto di Holden. Mi ha detto che aveva intenzione di rivedere un po' di cablaggi.
Voi avete corrente, lass? O stiamo per caso precipitando nello spazio senza pi alcun controllo, e stavate cercando di trovare un modo carino per mettermi a conoscenza della cosa?
Holden sentiva il picchiettio delle dita di Naomi sulla tastiera dall'altra parte della linea. Lei canticchiava mentre lavorava.
No gli disse. L'unica zona senza corrente sembrerebbe essere proprio la cambusa. Aggiungo che Alex ci ha appena comunicato che siamo a meno di un'ora dallo scontro con i pirati dello spazio. Vuoi salire in plancia a combattere contro di loro?
Non posso combattere contro i pirati senza il mio caff. Vado a cercare Amos disse Holden, poi chiuse la comunicazione e si rimise il terminale in tasca.
Si spost verso la scala che portava alla chiglia della nave e chiam l'ascensore. La nave pirata in fuga poteva sopportare un'accelerazione di 1 g al massimo per un volo prolungato, per cui il pilota di Holden, Alex Kamal, aveva impostato la loro velocit di crociera a 1,3 g per garantire l'intercetto. Qualunque velocit pi alta di 1 g rendeva azzardato usare le scale.
Pochi secondi dopo, il portellone del ponte si apr e l'ascensore si ferm ai suoi piedi con un sussurro. Holden sal e premette il pulsante della sala macchine. L'ascensore cominci la sua lenta discesa lungo la colonna, con i portelloni che si aprivano e si richiudevano al suo passaggio.
Amos Burton era in officina, un ponte pi su della sala macchine. Sul banco di lavoro di fronte a s aveva un congegno mezzo smontato, dall'aspetto decisamente complesso, ed era intento a lavorarci sopra con un saldatore. Indossava una tuta grigia di diverse taglie troppo piccola, che faticava a contenere le sue ampie spalle quando si muoveva, con il vecchio nome della nave, Tachi, ancora ricamato sul dorso.
Holden ferm l'ascensore e disse: Amos, la cambusa non funziona.
Amos fece un gesto impaziente con il braccio muscoloso senza smettere di lavorare. Holden attese. Dopo un paio di secondi, Amos pos il saldatore e si volt.
Gi. Non funziona perch ho tolto questo piccolo bastardo da l disse, indicando il congegno che era intento a saldare.
Puoi rimetterlo a posto?
No. O perlomeno, non subito. Non ho finito di lavorarci.
Holden sospir. Era necessario che disabilitassimo la cambusa per aggiustare quell'affare appena prima di affrontare una banda di sanguinari pirati dello spazio? Perch la testa comincia a farmi un gran male, e mi piacerebbe potermi fare una bella tazza di caff prima di... sai com'... prima di fare la guerra.
S, era importante disse Amos. Vuoi che ti spieghi perch, o preferisci fidarti della mia parola?
Holden annu. Bench non sentisse la nostalgia dei suoi giorni nella marina militare terrestre, in effetti certe volte provava qualcosa di simile per quell'assoluto rispetto per la linea gerarchica. Sulla Rocinante, il titolo di capitano' sembrava avere contorni molto pi nebulosi. Ripristinare cablaggi era il lavoro di Amos, il quale pareva refrattario all'idea di dover informare Holden ogni volta che lo faceva.
Holden lasci perdere la questione.
Va bene disse. Ma mi avrebbe fatto piacere essere avvertito per tempo. Sar irritabile, senza il mio caff.
Amos gli fece un gran sorriso e si calc nuovamente il cappello sul cranio quasi calvo.
Diavolo, cap, per quello ci penso io replic, poi allung una mano e afferr un grosso thermos metallico dal banco. Ho preparato una riserva d'emergenza prima di spegnere la cambusa.
Amos, mi scuso per tutte le brutte cose che stavo pensando di te fino a un attimo fa.
Amos fece un gesto noncurante con la mano e torn al lavoro. Prendilo tu. Io mi sono gi fatto una tazza.
Holden torn sull'ascensore e sal fino in plancia, stringendo il thermos con entrambe le mani come se ne andasse della sua vita.
Naomi era seduta al pannello sensori e comunicazione, tenendo d'occhio il loro progresso nell'inseguimento dei pirati in fuga. Holden vide subito che erano molto pi vicini di quanto non avesse previsto l'ultima stima ricevuta. Si assicur con le cinghie sul sedile da combattimento. Apr uno sportello l vicino e, immaginando che si sarebbero presto trovati in bassa accelerazione gravitazionale o in caduta libera, tir fuori un bulbo per il suo caff.
Mentre lo riempiva dal beccuccio del thermos, disse: Ci stiamo avvicinando terribilmente in fretta. Che succede?
La nave pirata ha rallentato parecchio rispetto alla sua accelerazione iniziale di 1 g. Sono passati a mezzo g per un paio di minuti, poi, un minuto fa, hanno interrotto completamente l'accelerazione. Il computer ha individuato alcune fluttuazioni nelle emissioni dei reattori appena prima che rallentassero, per cui credo che gli siamo stati troppo addosso.
Hanno mandato in avaria la nave?
Hanno mandato in avaria la nave.
Holden prese un lungo sorso dal bulbo, ustionandosi la lingua nel farlo ma senza curarsene.
Tra quanto li intercettiamo?
Cinque minuti al massimo. Alex stava aspettando che salissi su e ti allacciassi le cinture per effettuare la decelerazione finale.
Holden picchiett sul pannello di comunicazione generale e disse: Amos, allaccia le cinture. Mancano cinque minuti ai cattivoni. Poi pass alla linea della cabina di pilotaggio e chiese: Alex, che si dice?
Credo che abbiano rotto la loro nave rispose Alex con la sua calata marziana da Mariner Valley.
Mi sembra che siamo tutti concordi sulla questione disse Holden.
Cos  pi difficile darsela a gambe.
La Mariner Valley era stata in origine colonizzata da cinesi, indiani e texani. Alex aveva la pelle scura e i capelli corvini di un indiano. Venendo dalla Terra, Holden aveva sempre trovato terribilmente sconcertante che un accento texano tanto marcato provenisse da quella bocca quando il suo cervello gli suggeriva che dovesse invece parlare con accento del Punjab.
E a noi facilita le cose replic Holden, facendo avviare il pannello di operazioni belliche. Portaci in stazionamento relativo a diecimila chilometri. Punter loro addosso il mirino laser e attiver i cannoni da difesa ravvicinata. Apri anche i bocchettoni esterni dei missili. Non vedo perch non dovremmo sembrare il pi minacciosi possibile.
Ricevuto, capo rispose Alex.
Naomi si volt sul suo sedile e rivolse un sorriso ironico a Holden. Combattere contro dei pirati spaziali. Com' romantico.
Holden non pot impedirsi di restituirle un sorriso. Perfino con indosso una tuta da ufficiale navale marziano di tre taglie troppo corta e cinque taglie troppo larga in vita per la sua silhouette affusolata ed esile da cinturiana, a lui sembrava bellissima. I suoi lunghi capelli mossi erano legati in una coda ribelle sulla nuca. I suoi tratti erano un misto sconcertante di Asia, Sudamerica e Africa, insolito perfino per il crogiolo di etnie della Fascia. Holden osserv il proprio riflesso da ragazzo di campagna del Montana e i suoi capelli castani, e, a confronto, si sent un tipo qualunque.
Sai quanto mi piaccia qualsiasi cosa che ti spinga a pronunciare la parola romantico' disse. Ma temo proprio di non poter condividere il tuo entusiasmo. Abbiamo cominciato salvando il sistema solare da una terribile minaccia aliena. E ora... questo?
Holden aveva conosciuto bene soltanto un poliziotto, e brevemente. Durante la lunga, sgradevole serie di inenarrabili casini che era stata sintetizzata nella definizione di incidente di Eros', per qualche tempo Holden aveva fatto squadra con un uomo magro, grigio e guasto di nome Miller. Quando si erano incontrati per la prima volta, Miller si era gi dimesso dal suo incarico ufficiale per iniziare a lavorare ossessivamente su un caso di persona scomparsa.
Non erano mai stati propriamente amici ma, insieme, erano riusciti a impedire che la razza umana fosse spazzata via dalla sociopatia autoindotta di una multinazionale che aveva recuperato un'arma aliena. Arma che, durante l'intera storia dell'umanit, era sempre stata scambiata per una delle lune di Saturno. In quest'ottica, perlomeno, si poteva dire che la loro collaborazione fosse stata un successo.
Holden era stato un ufficiale di navigazione per sei anni. Durante quel periodo aveva visto morire diversi uomini, ma soltanto sullo schermo di un radar. Su Eros invece aveva visto morire migliaia di persone, da vicino e in modi orribili. Ne aveva uccise un paio lui stesso. La dose di radiazioni a cui era stato esposto in quell'occasione lo costringeva ad assumere farmaci in continuazione per fermare i tumori che continuavano a sbocciare tra i suoi tessuti. Ma se l'era cavata comunque meglio di Miller.
Grazie a Miller, l'infezione aliena era sbarcata su Venere invece che sulla Terra. Ma non era stata debellata. In qualunque cosa consistesse quella confusa riprogrammazione aliena, stava continuando a prosperare sotto la spessa coltre di nubi del pianeta, e fino a quel momento nessuno era stato in grado di offrire un parere scientifico pi articolato di: Uhm... Strano.'
Salvare l'umanit era costato la vita al vecchio, stanco detective cinturiano.
Salvare l'umanit aveva trasformato Holden in un impiegato dell'Alleanza dei Pianeti Esterni con il compito di dare la caccia ai pirati. Anche quando era in giornata no, doveva ammettere di aver pescato la pagliuzza pi lunga.
Trenta secondi all'intercettazione disse Alex.
Holden torn a pensare al presente e chiam la sala motori. Sei a posto l sotto, Amos?
Ci sono, capo. Pronto a ballare. Cercate di non far sparare troppo alla mia ragazza.
Nessuno sparer a nessuno, oggi disse Holden, dopo aver chiuso il canale di comunicazione. Naomi lo sent e inarc un sopracciglio con fare interrogativo. Naomi, apri la comunicazione. Voglio mandare un messaggio ai nostri amici, laggi.
Un secondo pi tardi, i controlli della linea esterna apparvero sul suo pannello. Holden punt un raggio stretto sulla nave pirata e attese che il collegamento passasse sul verde. Quando si accese, disse: Nave mercantile non identificata, qui  il capitano James Holden della fregata missilistica Rocinante, dell'Alleanza dei Pianeti Esterni, che vi parla. Rispondete, prego.
Le sue cuffie restarono silenziose, tranne per il debole fruscio statico di sottofondo.
Sentite, ragazzi, non facciamola tanto lunga. So che sapete chi sono. So anche che, cinque giorni fa, avete attaccato il cargo alimentare Somnambulist, ne avete disattivato i motori e avete rubato seimila chili di proteine e tutta la loro riserva d'aria. Il che  tutto quello che mi serve di sapere su di voi.
Ancora silenzio statico.
Allora, ecco la mia proposta: mi sono stancato di corrervi appresso, e non vi permetter di guadagnare tempo mentre sistemate la vostra nave in avaria per portarmi ancora un po' a spasso. Se non mi notificherete una resa totale e incondizionata entro i prossimi sessanta secondi, vi sparer addosso un paio di testate al plasma ad alta intensit e ridurr la vostra nave a un ammasso di lamiere fuse. Dopodich me ne torner a casa e dormir come un angioletto.
Il silenzio statico fu finalmente interrotto da un ragazzo che sembrava fin troppo giovane per aver gi preso la decisione di condurre un'intera vita dedita al banditismo.
Non puoi farlo. L'APE non  un vero governo. Legalmente non potete farci un cazzo, per cui fareste meglio a togliervi di mezzo disse la voce, che sembrava essere sul punto di emettere uno squittio pubescente ad ogni parola.
Ma davvero?  il meglio che sai fare? replic Holden. Senti, lasciamo da parte il dibattito sulla legalit e su ci che, di fatto, costituisce una reale autorit governativa. Guarda che cosa vi dice il radar della mia nave. Mentre voi ve ne state in un mercantile arrabattato su cui qualcuno ha saldato alla bell'e meglio un cannone gauss fatto in casa, io mi trovo a bordo di un bombardiere marziano allo stato dell'arte che dispone di una potenza di fuoco sufficiente a polverizzare una piccola luna.
La voce dall'altra parte non rispose.
Ragazzi, anche se proprio insistete a non volermi riconoscere come autorit legale, possiamo perlomeno concordare sul fatto che posso farvi saltare in aria in qualsiasi momento?
La linea rimaneva silente.
Holden sospir e si strofin il naso tra gli occhi. Nonostante la caffeina, il suo mal di testa rifiutava di andarsene. Lasciando aperto il canale di comunicazione con la nave pirata, apr una linea con la cabina di pilotaggio.
Alex, fammi un buco in quel mercantile con i cannoni di difesa avanzati. Mira al centro.
Aspetta! grid il ragazzo dall'altra nave. Ci arrendiamo! Cristo santo!
Holden si stiracchi a gravit zero, godendosi quel momento dopo tutti i giorni passati in accelerazione, e sorrise tra s e s. Nessuno si far sparare, oggi. Proprio cos.
Naomi, dai istruzione ai nostri nuovi amici di cederti il controllo remoto della loro nave, e riportiamoli alla Stazione di Tycho per far deliberare la cosa ai tribunali dell'APE. Alex, una volta che avranno sistemato i loro motori, pianificaci un viaggio di ritorno a mezzo g, comodo comodo. Io me ne vado in infermeria alla ricerca di un'aspirina.
Holden si slacci le cinture del sedile e si spinse verso la scala della plancia. Lungo il percorso, il suo terminale palmare cominci a trillare. Era Fred Johnson, leader designato dell'APE nonch loro mentore personale sulla stazione manifatturiera della Tycho Corporation, che ora fungeva de facto anche da quartier generale dell'APE.
Ehi, Fred. Abbiamo catturato i pirati cattivoni. Te li riportiamo per il processo.
Sull'ampio volto scuro di Fred comparve un sorriso ironico. Questa s che  una novit. Ti sei stancato di farli saltare in aria?
No,  solo che ho finalmente trovato qualcuno che mi ha creduto quando gli ho detto che l'avrei fatto.
Il sorriso di Fred si trasform in un cipiglio. Ascolta, Jim, non  per questo che ti chiamavo. Ho bisogno che torni su Tycho il prima possibile. Sta succedendo qualcosa su Ganimede...

3.

Prax

Praxidike Meng and verso la porta del magazzino, rivolse lo sguardo verso i campi di foglie che ondulavano dolcemente, cos profondamente verdi da sembrare quasi nere, e cedette al panico. La cupola s'inarcava sopra di lui, pi scura di quanto non sarebbe dovuta essere. La corrente delle luci di crescita artificiale era stata tagliata, e gli specchi... non riusciva nemmeno a pensare agli specchi.
I bagliori delle navi in combattimento parevano difetti su uno schermo di bassa qualit: colori e movimenti che non sarebbero dovuti esserci. Il segno che qualcosa stava andando male. Molto male. Si umett le labbra. Doveva pur esserci un modo. Doveva esserci un modo per salvarli.
Prax disse Doris. Dobbiamo andare. Ora.
L'ultimo ritrovato della botanica agricola a consumo ridotto, il Glycine kenon, un tipo di germoglio di soia cos pesantemente modificato da essere considerato una nuova specie a s, aveva rappresentato gli ultimi otto anni della sua vita. Era il motivo per cui i suoi genitori non avevano ancora visto la loro unica nipotina in carne e ossa. Il Glycine kenon, e un paio di altre cosette, avevano messo fine al suo matrimonio. Vedeva gli otto differenti filari di cloroplasti artificiali nei campi, ognuno dei quali cercava di estrarre la maggior quantit di proteine per fotone. Gli tremavano le mani. Era sul punto di vomitare.
Mancano meno di cinque minuti all'impatto disse Doris. Dobbiamo evacuare la serra.
Io non vedo niente replic Prax.
Sta arrivando anche troppo in fretta. Quando apparir, non avrai pi il tempo di vederlo. Tutti gli altri se ne sono andati. Siamo gli ultimi. Sali sull'ascensore, ora.
I grandi specchi orbitali erano sempre stati suoi alleati, brillando sui suoi campi come un centinaio di pallidi soli. Non riusciva a credere che potessero tradirlo. Era un pensiero folle. Lo specchio che precipitava verso la superficie di Ganimede - verso la sua serra, verso i suoi germogli di soia, verso il lavoro di una vita intera - non aveva scelto di farlo. Era una vittima del principio di causa ed effetto, come tutto il resto.
Io sto per andarmene disse Doris. Se sarai ancora qui tra quattro minuti, sarai morto.
Aspetta rispose Prax. Corse fuori sotto la cupola. S'inginocchi al margine del campo pi vicino e affond le mani nella fertile, nera terra. Profumava come un buon patchouli. Affond le dita pi che pot, avvolgendo un bulbo di radici. La fragile piantina non oppose resistenza tra le sue mani.
Doris era gi sull'ascensore industriale, pronta a scendere nei tunnel sotterranei della stazione. Prax si precipit verso di lei. Con la pianta da salvare, la cupola all'improvviso gli sembrava un posto terribilmente pericoloso. Si fiond attraverso le porte e Doris premette un dito sullo schermo di controllo. L'ampia cabina metallica dell'ascensore sussult, si mosse e cominci la sua discesa. In una situazione normale, avrebbe dovuto trasportare attrezzature pesanti: il dissodatore meccanico, il trattore, le tonnellate di humus ricavata dai processori di riciclo della stazione. Ora per erano soltanto loro tre: Prax, seduto a gambe incrociate sul pavimento, la piantina di soia che gli oscillava in grembo e Doris, che si mordeva il labbro inferiore, intenta a fissare il suo terminale palmare. L'ascensore sembrava troppo grande.
Lo specchio potrebbe anche non colpire la serra disse Prax.
Potrebbe. Ma sono milletrecento tonnellate di vetro e metallo. L'impatto sar devastante.
La cupola potrebbe reggere.
No disse lei, e Prax smise di parlarle.
La cabina ronzava e sferragliava, scendendo in profondit sotto la superficie del ghiaccio, scivolando attraverso la rete di cunicoli che costituiva il nucleo della stazione. L'aria puzzava di riscaldamento elettrico e lubrificante industriale. Perfino ora, Prax non riusciva a credere che l'avessero fatto. Non riusciva a credere che quei bastardi dei militari avessero davvero cominciato a spararsi addosso gli uni con gli altri. Nessuno, in nessun luogo, poteva essere tanto miope. E invece sembrava proprio che fosse possibile.
Nei mesi scorsi, dopo che l'alleanza tra Marte e la Terra era andata in frantumi, Prax era passato da un timore costante ed erosivo a un senso di cauta speranza e compiacimento. Ogni giorno in cui le Nazioni Unite e i marziani non avevano dato fuoco alle polveri, era stato un'altra piccola prova che non sarebbe mai successo. Si era permesso di pensare che le cose fossero molto pi stabili di quanto non sembrassero. E, anche se fossero andate storte e si fosse scatenata una guerra aperta, non sarebbe arrivata fin l. Ganimede era il luogo da cui proveniva il cibo. Con la sua magnetosfera, era il posto pi sicuro per le donne in gestazione, garantendo la minor incidenza di difetti di nascita e di feti nati morti tra tutti i pianeti esterni. Era il fulcro di tutto ci che rendeva possibile l'espansione dell'umanit attraverso il sistema solare. Il loro lavoro era tanto prezioso quanto fragile, e chi amministrava il potere non avrebbe mai permesso che la guerra arrivasse fin l.
Doris esclam qualcosa di osceno. Prax alz lo sguardo verso di lei, che si pass le dita tra i sottili capelli bianchi, si volt e sput a terra.
Non c' pi collegamento disse, alzando il terminale palmare. L'intera rete  in blocco.
Chi  stato?
Il servizio di sicurezza, le Nazioni Unite, Marte... Come faccio a saperlo?
Ma se...
L'impatto fu come un pugno gigantesco che si schiantava sul tetto della cabina. I freni di emergenza si attivarono con un clangore che lo scosse fin nel midollo. Le luci si spensero e il buio li inghiott per la durata di due battiti rapidi come uno sfarfallio. Quattro LED alimentati a batteria si accesero, poi si spensero quando nella cabina torn la corrente. Il pannello di controllo cominci a eseguire la diagnostica di errore critico: motori che ronzavano, molle che scattavano, l'interfaccia di gestione che scansionava le voci di registro come un'atleta che si prepara prima della gara. Prax si alz e raggiunse il pannello di controllo. I sensori della colonna di risalita riportavano un livello minimo di pressione atmosferica, in caduta. Sent un fremito mentre i portelloni di contenimento si richiudevano da qualche parte sopra di loro e la pressione all'esterno riprendeva a salire. L'aria all'interno della colonna era stata sputata fuori prima che i sistemi di emergenza potessero intervenire sigillando il settore. La sua cupola era compromessa.
La sua cupola era andata.
Si port una mano alla bocca, senza accorgersi che si sarebbe sporcato il mento di terra finch non l'ebbe fatto. Una parte della sua mente si affannava frenetica sulle cose che andavano fatte per salvaguardare il progetto - contattare il suo manager di progetto alla RMD-Southern, ripresentare le domande di finanziamento supplementari, recuperare il backup di tutti i dati per ricostruire i prototipi d'innesto virali - mentre un'altra parte si era fatta silenziosa, spaventosamente calma. L'impressione di essere diviso in due, di essere un uomo alla disperata ricerca di soluzioni e, contemporaneamente, di essere anche un uomo gi stordito dal dolore del lutto, sembrava quella che lo aveva accompagnato nelle ultime settimane del suo matrimonio.
Doris si volt, con un sorriso stanco che le tirava le labbra carnose. Gli tese la mano.
 stato un piacere lavorare con lei, dottor Meng.
La cabina sussult mentre i freni di emergenza si ritraevano. Da grande distanza giunse un altro impatto. Uno specchio, o una nave, che si schiantavano a terra. Soldati che aprivano il fuoco in superficie. O che magari stavano gi combattendo in profondit nella stazione. Non c'era modo di saperlo. Le strinse la mano.
Dottoressa Bourne le disse.  stato un vero onore.
Rimasero cos per un lungo istante, accanto alla tomba della loro vita passata. Doris sospir.
Bene riprese. Ora vediamo di uscire da questo inferno.
L'asilo di Mei era in profondit nel corpo della luna, ma la stazione del tubo era soltanto a poche centinaia di metri dalla piattaforma di carico dell'elevatore, e per andare gi da lei non ci volevano pi di dieci minuti, con un vettore espresso. O non ce ne sarebbero voluti, se avessero potuto correre. In tre decenni di vita su Ganimede, Prax non aveva mai notato che le stazioni del tubo erano equipaggiate con portelloni di sicurezza.
I quattro soldati di fronte alla stazione sbarrata indossavano spesse corazze di piastre dipinte con linee mimetiche dello stesso colore beige e acciaio dei corridoi. Imbracciavano fucili d'assalto dalle dimensioni intimidatorie e squadravano in cagnesco una piccola folla di una dozzina di persone che si accalcava intorno a loro.
Faccio parte del comitato dei trasporti disse una donna alta e magra, dalla pelle scura, che sottolineava ogni parola picchiettando un dito sul pettorale corazzato di uno dei soldati. Se non ci lasciate passare, avrete dei guai. Guai seri.
Per quanto tempo sar fuori servizio? chiese un uomo. Devo tornare a casa. Per quanto tempo sar fuori servizio?
Signore e signori grid la soldatessa pi a sinistra. Aveva una voce potente. Sovrast il mormorio e le lamentele della folla come una maestra che rimproverasse dei bambini irrequieti. Questo insediamento  sottoposto a blocco di sicurezza. Finch le operazioni militari non giungeranno a conclusione, non sar permesso alcuno spostamento tra i livelli, ad eccezione del personale ufficiale.
Da che parte state? grid qualcuno. Siete marziani? Da che parte state?
Nel frattempo prosegu la soldatessa, ignorando la domanda dobbiamo chiedervi di essere pazienti. Non appena sar sicuro spostarsi, la rete di trasporti verr riaperta. Fino ad allora, vi chiediamo di mantenere la calma, per la vostra sicurezza.
Prax non sapeva che avrebbe detto qualcosa finch non sent la sua stessa voce. Aveva un tono supplichevole.
Mia figlia  all'ottavo livello. C' la sua scuola laggi.
Ogni livello  in stato di blocco, signore disse la soldatessa. Star bene. Non deve far altro che pazientare.
La donna dalla pelle scura del comitato per i trasporti incroci le braccia. Prax vide due uomini abbandonare la calca, allontanandosi gi per il corridoio stretto e sporco, parlando tra loro. Nei vecchi tunnel dei livelli alti, l'aria puzzava di riciclatori - plastica, calore e profumi artificiali. E ora anche di paura.
Signore e signori grid la soldatessa. Per la vostra stessa incolumit, dovete mantenere la calma e rimanere dove siete finch l'operazione militare non si sar risolta.
Qual , esattamente, questa operazione militare? chiese una donna accanto a Prax, con un tono di voce esigente.
 una situazione in rapida evoluzione rispose la soldatessa. Prax percep una nota di minaccia nella sua voce. Era spaventata come chiunque altro. Solo che aveva una pistola. Per cui non avrebbe funzionato. Doveva trovare un'altra soluzione. Con l'unico Glycine kenon rimastogli ancora tra le mani, Prax si allontan dalla stazione del tubo.
Quando suo padre si era trasferito dai centri a elevata popolazione di Europa per aiutare a costruire un laboratorio di ricerca su Ganimede, Prax aveva otto anni. La costruzione era durata dieci anni, durante i quali Prax aveva attraversato un'adolescenza turbolenta. Quando i suoi genitori avevano fatto i bagagli per trasferire la famiglia, in occasione di un altro contratto, su un asteroide in orbita eccentrica vicino a Nettuno, Prax era rimasto su Ganimede. Aveva scelto gli studi di botanica pensando che avrebbe potuto approfittarne per coltivare marijuana illegale e non tassata, ma aveva ben presto scoperto che un terzo degli studenti di botanica si era iscritto con la stessa intenzione. I quattro anni che aveva passato in cerca di un qualche anfratto dimenticato o di tunnel abbandonati che non fossero gi occupati da esperimenti idroponici illegali gli avevano lasciato in eredit una buona conoscenza dell'architettura di quei tunnel.
Attravers i vecchi corridoi stretti costruiti dalla prima generazione di coloni. Uomini e donne sedevano lungo le pareti o ai tavoli di bar e ristoranti, con i volti impassibili, adirati o spaventati. Gli schermi informativi erano stati impostati per trasmettere vecchi spezzoni di musica, teatro o arte astratta invece dei soliti notiziari. Non c'era nemmeno un terminale palmare che trillasse per l'arrivo di un messaggio o di una chiamata.
Una volta arrivato in prossimit dei condotti di aerazione centrali, Prax trov quel che stava cercando. Il servizio di manutenzione dei trasporti aveva sempre qualche vecchio scooter elettrico parcheggiato in giro. Nessuno li usava pi. Visto che era un ricercatore con alto grado di anzianit, il suo terminale palmare gli avrebbe consentito di sbloccare la schermatura a catena. Trov uno scooter dotato di sidecar e con le batterie cariche ancora per met. Erano passati parecchi anni dall'ultima volta che ne aveva guidato uno. Mise il Glycine kenon nel sidecar, avvi la procedura diagnostica e part, immettendosi nel corridoio.
Le prime tre rampe erano presidiate da soldati simili a quelli che aveva visto alla stazione del tubo. Prax non si ferm nemmeno. Alla quarta rampa, un tunnel di approvvigionamento che portava dai magazzini in superficie fin gi ai reattori, non trov nessuno. Prax ci si ferm davanti, con lo scooter silenzioso sotto di s. Nell'aria c'era un lezzo acido e pungente che non riusciva a identificare. A poco a poco, cominci a notare altri dettagli: i graffi sulle paratie, una strisciata scura lungo il pavimento. Ud uno scoppio distante; gli ci volle il tempo di tre lunghi respiri per riconoscerlo per ci che era: uno sparo.
In rapida evoluzione' a quanto pareva significava combattimenti nei tunnel. Gli venne in mente l'immagine dell'aula di Mei crivellata da fori di proiettile e fradicia del sangue dei bambini, vivida come una scena che usciva dai suoi ricordi anzich dall'immaginazione. Il panico che aveva provato sotto la cupola lo assal di nuovo, cento volte pi intenso.
Mei sta bene disse alla pianta accanto a s. Non si metterebbero a combattere in un asilo. Ci sono dei bambini, l.
Le foglie color verde scuro stavano gi cominciando ad appassire. Non avrebbero portato una guerra in mezzo ai bambini. O tra le riserve alimentari. O sulle fragili cupole alimentari. Le sue mani ricominciarono a tremare, ma non al punto da non poter guidare.
La prima esplosione deflagr proprio nel momento in cui scendeva la rampa tra il settimo e l'ottavo livello, costeggiando il fianco di una delle gigantesche caverne incomplete dove il ghiaccio della luna era stato lasciato gocciolare e ghiacciarsi di nuovo, a met strada tra un grande spazio verde e un'opera d'arte. Ci fu un lampo, poi un impatto, e lo scooter sband. La parete gli venne incontro ad alta velocit, e Prax tir via la gamba un attimo prima dello scontro. Ud delle voci gridare da sopra. Le truppe d'assalto erano in armatura e comunicavano tramite radio. O, perlomeno, cos sarebbe dovuto essere. Quindi quelle persone che urlavano lass dovevano essere civili. Una seconda esplosione scav nella parete della caverna, dislocando dal soffitto una sezione di ghiaccio azzurrino delle dimensioni di un trattore che rovin lenta e inesorabile fino al pavimento, schiantandovisi. Prax annasp per mantenere lo scooter in equilibrio. Gli sembrava che il suo cuore stesse per balzargli fuori dal petto.
Vide delle sagome corazzate sulla china superiore della rampa. Non sapeva se si trattasse delle Nazioni Unite o di Marte. Uno di loro si volt verso di lui, puntando un fucile. Prax diede gas, scivolando rapido lungo la rampa. Il brusio di armi automatiche e la puzza di fumo e materiali fusi lo segu.
Le porte della scuola erano chiuse. Non sapeva se fosse un bene o un male. Fece fermare lo scooter vacillante e salt gi. Si sentiva le gambe deboli e instabili. Avrebbe voluto bussare delicatamente sul portellone di acciaio, ma al primo tentativo si spacc la pelle delle nocche.
Aprite! C' mia figlia l dentro! Sembrava un pazzo furioso, ma qualcuno all'interno doveva averlo sentito o visto sui monitor del circuito di sicurezza interno. I pannelli articolati della porta d'acciaio sussultarono e cominciarono a salire. Prax si gett a terra e strisci all'interno.
Aveva incontrato la nuova maestra, la signorina Carrie, soltanto un paio di volte, quando era venuto a lasciare Mei o a riprenderla. Non doveva avere pi di vent'anni, era alta ed esile come una cinturiana. Prax non ricordava che avesse un viso tanto grigio.
L'aula, comunque, era intatta. I bambini erano in cerchio, intenti a cantare una canzone su una formica che viaggiava attraverso il sistema solare, con una rima per ogni corpo astrale maggiore. Non c'era n sangue, n fori di proiettile, ma la puzza di plastica bruciata filtrava attraverso le ventole di aerazione. Doveva portare Mei in un posto pi sicuro. Ma non sapeva dove potesse essere. Osserv il cerchio di bambini cercando di individuare il suo volto, i suoi capelli.
Mei non c', signore disse la signorina Carrie, con voce tesa e al contempo sfiatata. Questa mattina  venuta a prenderla sua madre.
Questa mattina? ripet Prax, ma la sua mente si agganci a quel sua madre'. Che cosa ci faceva Nicola su Ganimede? Due giorni prima aveva ricevuto un messaggio da parte sua riguardo al giudizio dell'affidamento dei minori; non poteva essere venuta su Ganimede da Ceres in due giorni soltanto...
Dopo l'ora della merenda precis la maestra.
Intende dire che  stata evacuata? Qualcuno  venuto qui e ha portato via Mei?
Un'altra esplosione squass il ghiaccio. Uno dei bambini lanci un grido acuto, spaventato. La maestra spost lo sguardo verso di lui, poi ancora su Prax. Quando parl di nuovo, la sua voce era pi bassa.
Sua madre  venuta subito dopo l'ora della merenda. Ha preso Mei con s. Non  stata qui per tutto il giorno.
Prax tir fuori il terminale palmare. La connessione era ancora inattiva, ma sullo sfondo c'era comunque una foto del primo compleanno di Mei, quando le cose andavano ancora bene. Una vita fa. Mostr la foto alla maestra e le indic Nicola, che rideva e cullava tra le braccia quel fagottino paffuto e deliziato che era stata Mei.
Lei? disse Prax. Lei  stata qui?
La confusione sul viso della maestra fu gi sufficiente come risposta. C'era stato un errore. Una donna - una nuova tata, un'assistente sociale o chiss cos'altro - era venuta a prendere una bambina e le avevano dato quella sbagliata.
Quella tizia era sul computer disse la maestra. Era nel sistema. Era registrata.
Le luci si spensero e si riaccesero. La puzza di fumo si stava facendo pi intensa e i riciclatori d'aria ronzavano sonoramente, schioccando e friggendo mentre risucchiavano con difficolt i residui particolati. Un bambino di cui Prax avrebbe dovuto sapere il nome gemette, e la maestra fece per girarsi di riflesso verso di lui. Prax l'afferr per un braccio e riport la sua attenzione su di s.
No. Si  sbagliata disse. A chi ha dato Mei?
Il sistema ha detto che era sua madre! Aveva un documento d'identit. Era tutto in regola.
Dal corridoio giunse il rumore di una raffica di spari attutiti. Fuori qualcuno stava urlando, e anche i bambini cominciarono a gridare per lo spavento. La maestra tir via il braccio. Qualcosa picchi sul portellone d'ingresso.
Era sulla trentina. Capelli scuri, occhi scuri. C'era un dottore con lei, era registrata nel sistema, e Mei non ha protestato in alcun modo.
Hanno preso la sua medicina? chiese Prax. Hanno preso la sua medicina?
No. Non lo so. Non credo.
Senza volerlo, Prax diede uno scossone alla donna. Uno soltanto, ma con forza. Se Mei non aveva con s la sua medicina, allora aveva gi saltato la dose di mezzogiorno. Sarebbe riuscita a resistere forse fino al mattino, prima che il suo sistema immunitario cominciasse a sfaldarsi.
Me la mostri disse Prax. Mi mostri la sua foto. La donna che l'ha portata via.
Non posso! Il sistema  fuori uso! grid la maestra. Si stanno ammazzando nei corridoi!
Il cerchio di bambini si sciolse, grida su grida. La maestra stava piangendo con le mani premute sul volto. La sua pelle aveva un colorito quasi bluastro. Prax percep un panico primordiale che gli attanagliava la mente. La calma che si sent scendere addosso non lo intaccava.
Avete un tunnel di evacuazione? chiese.
Ci hanno detto di restare qui rispose la maestra.
E io vi dico di evacuare ribatt Prax, ma quello che stava pensando era: devo trovare Mei.

4.

Bobbie

La coscienza le torn sotto forma di un violento ronzio misto a dolore. Bobbie sbatt le palpebre una volta, cercando di schiarirsi la testa, di capire dove fosse. Il suo campo visivo era confuso in modo esasperante. Il ronzio si rivel essere un allarme all'interno della sua tuta. Una serie di luci colorate le lampeggiavano in viso mentre il visore della tuta le segnalava dati che non riusciva a leggere. Era in pieno riavvio, e gli allarmi si attivavano uno dopo l'altro. Lei cerc di muovere le braccia e scopr che, bench debole, non era n paralizzata, n immobilizzata. Il gel antishock della sua tuta era tornato allo stato liquido.
Qualcosa si mosse oltre lo schermo fiocamente illuminato che era il suo visore. Una testa che entrava e usciva dal suo campo visivo. Poi ci fu un piccolo scatto quando qualcuno colleg un cavo di linea alla porta esterna della sua tuta. Un infermiere da campo, quindi, intento a scaricare i dati sui danni riportati.
Una voce, giovane e maschile, le parl dagli auricolari interni della tuta. Siamo qui, artigliere. Siamo qui. Starai bene. Tieni duro.
Non aveva ancora finito di pronunciare l'ultima parola, quando Bobbie perse di nuovo i sensi.
Si svegli su una barella che procedeva sobbalzando lungo un corridoio bianco. Non indossava pi la tuta. Bobbie temette che i tecnici sanitari da campo non avessero perso tempo a estrarla da essa in maniera normale, e che avessero azionato il comando prioritario di apertura di tutti i giunti e articolazioni. Era il modo pi rapido di tirare fuori un soldato ferito da un esoscheletro corazzato di quattrocento chili, ma comportava anche la distruzione della tuta. Bobbie sent una fitta di rammarico per la perdita della sua, vecchia e fedele.
Un istante dopo si ricord che il suo intero plotone era stato fatto a pezzi davanti ai suoi occhi e, di colpo, lo sconforto per la perdita della tuta le sembr futile e umiliante.
Un sobbalzo pi forte degli altri le invi una fitta lancinante lungo la spina dorsale e la fece precipitare di nuovo nel buio dell'incoscienza.
Sergente Draper disse una voce.
Bobbie cerc di aprire gli occhi e scopr che le era impossibile. Ogni palpebra sembrava pesare mille chili, e anche soltanto provarci la lasci spossata. Cerc di rispondere alla voce e fu sorpresa e un po' imbarazzata per il biascichio incomprensibile che le sfugg dalle labbra.
 appena cosciente sent dire alla voce. Era una voce maschile, profonda e suadente. Sembrava piena di calore e preoccupazione. Bobbie sper che avrebbe continuato a parlare finch non si fosse riaddormentata.
Una seconda voce, femminile e pi secca, replic: La lasci riposare. Cercare di risvegliarla del tutto ora  pericoloso.
La voce gentile disse: Non m'interessa se la uccider, dottore. Devo parlare con questo soldato, e devo farlo ora. Per cui le dia quel che serve perch possa farlo.
Bobbie sorrise tra s e s, senza registrare il significato delle parole pronunciate da quella bella voce ma soltanto il tono dolce e gentile. Era bello avere una persona del genere che si occupava di te. Fece per riaddormentarsi, e l'oscurit incombente le parve un'amica gradita.
Un fuoco rovente le avvamp nella spina dorsale, e Bobbie si tir su a sedere di scatto sul letto, pi sveglia che mai. Era come andare a dose, con quel miscuglio chimico che iniettavano ai marinai per mantenerli coscienti e allerta durante le manovre a g elevato. Bobbie spalanc gli occhi, poi li richiuse stringendoli forte quando la luce bianca della stanza parve quasi incendiarle la retina.
Spegnete le luci mormor, con le parole che le uscivano dalla gola secca in un sussurro.
La luce rossastra che le filtrava attraverso le palpebre chiuse si affievol, ma, quando lei prov ad aprire di nuovo gli occhi, era ancora troppo forte. Qualcuno le prese la mano e la trattenne, mettendole una tazza tra le dita.
Riesce a tenerla? disse la voce gentile.
Bobbie non rispose; si limit a portarsi la tazza alle labbra e a bere l'acqua in due avide sorsate.
Ancora disse, stavolta in un modo pi simile alla sua vecchia voce.
Ud i rumori di qualcuno che strusciava una sedia per terra, poi dei passi che si allontanavano da lei su un pavimento di mattonelle. Il suo breve sguardo alla stanza le aveva fatto capire di essere all'interno di un ospedale. Sentiva il ronzio elettrico dei macchinari medici vicino a lei, e gli odori di antisettico e urina facevano a gara per dominare l'ambiente. Avvilita, si rese conto che era proprio da lei che proveniva la puzza di urina. Qualcuno fece scorrere dell'acqua da un rubinetto, poi i passi tornarono verso di lei. Le rimisero la tazza tra le mani. Stavolta sorseggi lentamente, permettendo all'acqua di restarle un po' in bocca prima di ingoiarla. Era fresca e deliziosa.
Quando ebbe finito, la voce le chiese: Ancora?
Lei scosse la testa.
Magari pi tardi disse. Poi, dopo un istante, aggiunse: Sono cieca?
No. Le  stata somministrata una dose di droghe nootrope e anfetamine potenziate. Il che significa che le sue pupille sono completamente dilatate. Mi dispiace, non ho pensato ad abbassare le luci prima del suo risveglio.
La voce era ancora carica di gentilezza e calore. Bobbie voleva darle un volto, per cui arrischi uno sguardo veloce con un occhio solo. La luce non l'ustion come aveva fatto prima, ma era comunque fastidiosa. Il proprietario di quella bella voce si rivel essere un uomo molto alto e magro, in uniforme da intelligence navale. Aveva il viso allungato e stretto, con il cranio che sembrava premere per emergere da sotto la pelle. Le rivolse un sorriso spaventoso che non si estese oltre l'angolo delle labbra.
Sergente di artiglieria Roberta W. Draper, del secondo Corpo di spedizione dei marine le disse, e la sua voce contrastava a tal punto con il suo aspetto che Bobbie si sent come se stesse guardando un film doppiato da una lingua straniera.
Dopo alcuni secondi, vedendo che l'uomo non continuava, Bobbie disse: S, signore. Poi not le mostrine e aggiunse: Capitano.
Ora riusciva ad aprire entrambi gli occhi senza dolore, ma uno strano formicolio le risaliva lungo gli arti, rendendoli insensibili e tremuli insieme. Resistette al bisogno di muoversi.
Sergente Draper, sono il capitano Thorsson, e sono qui per aggiornarla sugli eventi. Abbiamo perso il suo intero plotone. Su Ganimede c' stata una battaglia di due giorni tra le forze armate delle Nazioni Unite e della Repubblica Congressuale Marziana. Secondo le stime pi recenti, i danni alle infrastrutture ammontano a pi di cinque miliardi di dollari marziani, mentre le perdite umane sfiorano le tremila unit, tra militari e personale civile.
Fece un'altra pausa, fissandola attraverso le palpebre strette con occhi che brillavano come quelli di un serpente. Non sapendo quale risposta si aspettasse il capitano, Bobbie si limit a dire: S, signore.
Sergente Draper, perch il suo plotone ha aperto il fuoco sull'avamposto delle Nazioni Unite della cupola quattordici, distruggendolo?
Quella domanda era talmente insensata che la mente di Bobbie impieg diversi secondi nel tentativo di capire che cosa intendesse dire veramente.
Chi vi ha dato l'ordine di aprire il fuoco, e perch?
Non poteva certo voler chiedere perch la sua gente avesse dato inizio alla battaglia. Non sapeva niente del mostro?
Non sa niente del mostro?
Il capitano Thorsson non si mosse, ma gli angoli della bocca gli si abbassarono in un cipiglio e le sopracciglia gli si aggrottarono cupe verso il naso.
Mostro disse, senza che la sua voce perdesse un filo di calore.
Signore, una specie di mostro... mutante... qualcosa ha attaccato l'avamposto delle Nazioni Unite. Le loro truppe sono corse verso di noi per sfuggirgli. Non abbiamo sparato contro di loro. Qualunque... qualunque cosa fosse quell'affare, ha ucciso loro e poi ha ucciso noi disse nauseata, fermandosi di tanto in tanto per deglutire e mandar via quel sapore acidulo che aveva in bocca. Voglio dire, tutti tranne me.
Thorsson si accigli per un altro istante, poi si mise una mano in tasca e ne tir fuori un piccolo registratore digitale. Lo spense, quindi lo pos su un carrello accanto al letto di Bobbie.
Sergente, le dar una seconda occasione. Finora il suo fascicolo personale  stato esemplare. Lei  un'ottima marine. Una delle migliori che abbiamo. Le va di ricominciare da capo?
Prese il registratore e pos un dito sul tasto per cancellare il file, rivolgendole un'occhiata d'intesa.
Crede forse che stia mentendo? disse lei. Il formicolio diffuso si trasform nel bisogno concreto di saltargli addosso e di spezzargli il braccio all'altezza del gomito. Gli abbiamo sparato tutti. Quella cosa che ha fatto fuori i soldati delle Nazioni Unite e che ci ha attaccato sar stata ripresa dalle telecamere a mirino dell'intero plotone. Signore.
Thorsson scosse la testa squadrata con l'accetta e strinse gli occhi fin quasi a farli sparire del tutto.
Non abbiamo nessuna trasmissione dal plotone per l'intero conflitto, e nessun file di riscontro...
Qualcuno ha disturbato le frequenze lo interruppe Bobbie. Anch'io ho perso la mia connessione radio quando mi sono trovata vicino al mostro.
Thorsson continu come se lei non avesse parlato. E tutti i sistemi hardware locali sono andati persi quando uno specchio orbitale  precipitato sulla cupola. Lei era al di fuori dell'area d'impatto, ma l'onda d'urto l'ha scaraventata via per pi di un quarto di chilometro. Ci abbiamo messo un po' per ritrovarla.
Tutti i sistemi hardware locali sono andati persi. Una maniera asettica di descrivere la situazione. Ogni uomo e donna appartenente al plotone di Bobbie era stato ridotto in poltiglia e vapore quando duemila tonnellate di specchio erano precipitate loro addosso dall'orbita stazionaria. Un monitor cominci a emettere un basso trillo di allarme, ma nessuno gli prest attenzione, e cos fece anche lei.
La mia tuta, signore. Ho sparato anche io. Il mio video dev'essere ancora l dentro.
S disse Thorsson. Abbiamo esaminato il registro video della sua tuta. Non c' nient'altro che rumore statico.
Sembra un brutto film dell'orrore, pens lei. La protagonista vede il mostro, ma nessuno le crede. S'immagin il secondo atto, in cui l'avrebbero umiliata nella corte marziale, per trovare redenzione soltanto nel terzo, quando il mostro sarebbe di nuovo uscito allo scoperto, uccidendo tutti quelli che non credevano...
Aspetti! disse. Che tipo di decompressione avete usato? La mia tuta  un vecchio modello. Usa una versione di compressione video 5.1. Lo dica al reparto tecnico e li faccia riprovare.
Thorsson la fiss per qualche istante, poi estrasse il suo terminale palmare e chiam qualcuno.
Fate portare la tuta da combattimento della sergente Draper nella sua stanza. E mandateci un tecnico con equipaggiamento video.
Mise via il terminale e rivolse a Bobbie un altro di quei suoi spaventosi sorrisi.
Sergente, devo ammettere che sono estremamente curioso di sapere che cos' che vuole mostrarmi. Se  ancora un qualche trucchetto, non far altro che guadagnare qualche minuto in pi.
Bobbie non replic, ma la sua reazione all'atteggiamento di Thorsson finalmente pass dal timore alla rabbia, e poi al fastidio. Punt le braccia sullo stretto lettino d'ospedale e si volt di lato, sedendosi sul bordo e gettando le coperte da una parte. Grazie alla sua taglia, la sua presenza fisica da vicino solitamente o spaventava gli uomini, o li eccitava. In ogni caso, li metteva a disagio. Si chin un po' verso Thorsson e fu ricompensata quando lui indietreggi con la sedia per mantenere le distanze.
Dall'espressione disgustata dell'uomo, Bobbie seppe che il capitano aveva capito che cosa aveva appena fatto. Thorsson distolse lo sguardo dal sorriso che le sbocci in volto.
La porta della stanza si apr ed entrarono un paio di tecnici della marina militare, intenti a trasportare la sua tuta su un carrello. Era intatta. Non l'avevano distrutta per tirarla fuori. Bobbie si sent un groppo in gola e deglut per mandarlo gi. Non avrebbe mostrato nemmeno un singolo istante di debolezza di fronte a questo pagliaccio di Thorsson.
Il pagliaccio punt il dito verso uno dei due tecnici e disse: Lei. Come si chiama?
Il giovane tecnico scatt in un saluto militare e rispose: Sottufficiale di marina assistente elettricista Singh, signore.
Signor Singh, la qui presente sergente Draper mi dice che la sua tuta ha un formato di compressione differente da quello delle nuove tute, ed  questo il motivo per cui non siete riusciti a decodificare i suoi file video.  cos?
Singh si picchi la fronte con il palmo della mano.
Merda.  vero disse. Non pensavo... Questa  una vecchia tuta Goliath Mark III. Quando hanno messo in produzione la Mark IV hanno completamente riscritto il firmware. Ha un sistema di immagazzinamento dati totalmente diverso. Wow, mi sento un vero stupido...
S lo interruppe Thorsson. Faccia quel che va fatto per ottenere i video memorizzati nell'esoscheletro. Prima lo far, e meno tempo avr per riflettere sui ritardi causati dalla sua incompetenza.
Singh ebbe il buonsenso di non replicare. Colleg immediatamente la tuta a un monitor e cominci a lavorare. Bobbie esamin la sua corazza. Aveva un sacco di graffi e ammaccature, ma, per il resto, sembrava integra. Le venne una gran voglia d'indossarla e di dire a Thorsson dove poteva ficcarsi il suo atteggiamento.
Una nuova ondata di tremiti le pass lungo le braccia e le gambe. Qualcosa le sfarfallava nel collo, come il battito cardiaco di un piccolo animale. Alz una mano e se lo tocc. Erano le sue pulsazioni. Prov a dire qualcosa, ma il tecnico fece un gesto di vittoria e diede il cinque al suo assistente.
Ci siamo, signore disse Singh, e fece partire il video.
Bobbie cerc di guardarlo, ma l'immagine si fece sempre pi confusa. Si allung, cercando di toccare il braccio di Thorsson per richiamare la sua attenzione, ma in qualche modo manc il bersaglio e continu a sbilanciarsi in avanti.
Ecco, ci risiamo, pens. Ci fu un breve momento di vertiginosa caduta prima del buio.
Cazzo! disse la voce secca. Ve l'avevo detto che sarebbe successo, cazzo! Questa soldatessa ha subto traumi agli organi interni e una brutta commozione cerebrale. Non potete pomparla a dose e mettervi a interrogarla.  da irresponsabili.  da criminali, cazzo!
Bobbie apr gli occhi. Era di nuovo sul lettino. Thorsson era seduto su una sedia accanto a lei. Ai piedi del letto c'era una donna bionda e tozza, con indosso un camice medico e il viso rosso per la rabbia. Quando vide che Bobbie era sveglia, la donna si spost al suo fianco e le prese una mano.
Sergente Draper, non si muova.  caduta, aggravando lo stato di alcune delle sue ferite. L'abbiamo stabilizzata, ma ora ha bisogno di riposare.
La dottoressa guard Thorsson mentre parlava, mettendo un punto esclamativo con gli occhi dopo ogni frase. Bobbie le rivolse un cenno di assenso, e quel semplice gesto la fece sentire come una tazza d'acqua in gravit variabile. Il fatto che non le facesse male probabilmente significava che l'avevano imbottita di tutti gli antidolorifici che avevano a disposizione.
L'assistenza della sergente Draper  stata fondamentale disse Thorsson, senza la bench minima traccia di un tono di scuse nella sua bella voce. Potrebbe averci appena salvato da una guerra aperta con la Terra. Rischiare la propria vita per evitare che altri debbano farlo  la definizione stessa del compito di Roberta.
Non mi chiami Roberta mormor Bobbie.
Artigliere disse Thorsson. Mi dispiace per quello che  successo alla sua squadra. Ma soprattutto mi dispiace di non averle creduto. La ringrazio per aver risposto con professionalit. Grazie a questo abbiamo evitato d'incorrere in un gravissimo errore.
Ho solo pensato che fosse uno stronzo disse Bobbie.
 il mio lavoro, soldato.
Thorsson si alz. Si riposi. La porteremo via di qui non appena si sar ristabilita a sufficienza per il volo.
Via di qui? Torner su Marte?
Thorsson non rispose. Rivolse un cenno del capo alla dottoressa e se ne and. La dottoressa premette un tasto su una delle macchine accanto al letto di Bobbie e qualcosa di freddo le risal nel braccio. Tutto si fece buio.
Gelatina. Perch negli ospedali servono sempre gelatina?
Bobbie punzecchi svogliatamente il tremulo mucchietto verde con il forchiaio. Finalmente si sentiva abbastanza in forma da mangiare qualcosa, e quel cibo molliccio e traslucido che continuavano a portarle cominciava a sembrarle sempre pi insoddisfacente. Perfino la sbobba ad alto apporto di proteine e carboidrati che stipavano sulla maggior parte delle navi della marina militare pareva pi allettante, ora. O magari una bella bistecca coltivata in vitro ricoperta di salsa, con una porzione di couscous...
La porta della sua stanza si apr scivolando di lato e la sua dottoressa, che ora Bobbie sapeva chiamarsi Trisha Pichon, ma che insisteva nel farsi chiamare da tutti dottoressa Trish', entr accompagnata dal capitano Thorsson e da un uomo che Bobbie non conosceva. Thorsson le rivolse il solito sorriso inquietante; Bobbie aveva imparato che era semplicemente cos che funzionava il viso di quell'uomo: sembrava non disporre dei muscoli necessari per sorridere normalmente. Il nuovo arrivato indossava un'uniforme da cappellano della marina militare di affiliazione religiosa non determinata.
La dottoressa Trish fu la prima a parlare.
Buone notizie, Bobbie. Domani la potremo dimettere. Come si sente?
Bene. Affamata rispose lei, poi punzecchi di nuovo la gelatina che aveva nel piatto.
In tal caso vedremo di farle avere un po' di cibo vero disse la dottoressa Trish. Quindi sorrise e lasci la stanza.
Thorsson indic il cappellano. Questo  il capitano Martens. Ci accompagner durante il viaggio. Vi lascio da soli per fare conoscenza.
Thorsson se ne and prima che Bobbie potesse dire alcunch, e Martens si accomod sulla sedia accanto al letto. Gli porse la mano, e lei la strinse.
Salve, sergente disse lui. Io...
Quando ho compilato il mio modulo 2790 spuntando la casella niente' come credo religioso, ero molto seria disse Bobbie, tagliando corto.
Martens sorrise, senza offendersi per quella interruzione o per il suo agnosticismo.
Non sono qui come uomo di fede, sergente. Sono anche uno specialista nell'elaborazione del lutto e, visto che ha assistito alla morte di ogni componente della sua unit, rischiando peraltro di rimanere uccisa lei stessa, il capitano Thorsson e la sua dottoressa hanno pensato che potesse avere bisogno del mio aiuto.
Bobbie fece per formulare una replica sprezzante, ma fu bloccata dal groppo che le risal in gola. Nascose lo sconforto bevendo un lungo sorso d'acqua, poi disse: Sto bene. Grazie per essere passato.
Martens si appoggi allo schienale della sedia senza mai smettere di sorridere.
Se stesse davvero bene dopo tutto quello che ha passato, sarebbe un chiaro segno che c' qualcosa che non va. E sta per essere coinvolta in una situazione che comporter un'elevata pressione emotiva e psicologica. Una volta arrivati sulla Terra, non potr permettersi il lusso di un crollo nervoso o di reazioni da stress postraumatico. Abbiamo parecchio lavoro da...
Terra? Bobbie pronunci la parola come un pugno. Aspetti un momento. Perch mi stanno mandando sulla Terra?

5.

Avasarala

Chrisjen Avasarala, assistente del sottosegretario dell'amministrazione esecutiva, sedeva verso la fine del tavolo. Il suo sari era arancione, l'unica chiazza di colore in tutto quel grigiobl militare della riunione. Gli altri sette seduti al tavolo erano i capi dei rispettivi settori delle forze armate delle Nazioni Unite, ed erano tutti uomini. Conosceva i loro nomi, le loro carriere e i loro profili psicologici, i loro stipendi, le loro alleanze politiche e con chi stessero andando a letto. Sulla parete di fondo, gli assistenti personali e impiegati dello staff erano in piedi immobili e a disagio, come timidi adolescenti al ballo. Avasarala prese un pistacchio dalla sua borsa, ne apr discretamente il guscio e s'infil il seme salato in bocca.
Qualunque incontro con il comando marziano dovr aspettare finch la situazione su Ganimede non sar ripristinata. Trattative diplomatiche ufficiali prima di allora avrebbero come unico risultato quello di dare l'impressione che abbiamo accettato il nuovo status quo. A parlare era l'ammiraglio Nguyen, il pi giovane tra i presenti. Un falco. Pieno di s, nel modo in cui tendevano a essere i giovani uomini di successo.
Il generale Adiki-Sandoval annu con il suo testone da toro.
Concordo. Non dobbiamo pensare soltanto a Marte, ora. Se cominciamo a mostrare debolezze di fronte all'Alleanza dei Pianeti Esterni, possiamo essere certi di un'impennata delle attivit terroristiche.
Mikel Agee, del corpo diplomatico, si appoggi allo schienale e si pass ansiosamente la lingua sulle labbra. I suoi capelli pettinati all'indietro e il viso emaciato lo facevano sembrare una sorta di ratto antropomorfo.
Signori, debbo dissentire...
Ovviamente disse secco il generale Nettleford. Agee lo ignor.
Un incontro con Marte, a questo punto,  un primo passo necessario. Se cominciamo a mettere in campo precondizioni e ostacoli, non solo questo processo sar molto pi lungo, ma le possibilit di rinnovate ostilit si faranno sempre maggiori. Se riuscissimo ad allentare la pressione, a far evaporare qualche tensione...
L'ammiraglio Nguyen annu con viso inespressivo. Quando parl, lo fece con tono casuale.
Non avete metafore pi recenti del motore a vapore, gi al dipartimento diplomatico?
Avasarala ridacchi insieme agli altri. Neanche lei aveva una buona opinione di Agee.
Marte ha gi inasprito le tensioni disse il generale Nettleford. A questo punto direi che la mossa migliore sia quella di ritirare il Settimo dalla Stazione di Ceres. Teniamoli sulla graticola. Mettiamoli alle strette, e vediamo se i marziani hanno intenzione di tirarsi indietro su Ganimede.
Sta per caso pensando di spostarli sul sistema gioviano? chiese Nguyen. O vuole riportarli verso Marte?
Riportare qualcosa verso la Terra sembra sempre molto simile a riportarlo verso Marte disse Nettleford.
Avasarala si schiar la gola.
Ci sono novit sull'attaccante iniziale? chiese.
I tecnici ci stanno lavorando disse Nettleford. Ma questo conforta la mia posizione. Se Marte sta sperimentando nuove tecnologie su Ganimede, non possiamo permetterci di lasciare che siano loro a dettare il ritmo. Dobbiamo immettere sullo scacchiere una minaccia tutta nostra.
Si tratta della protomolecola, allora? chiese Agee. Voglio dire, si tratta di quello che c'era su Eros, qualsiasi cosa fosse, quando la stazione  andata a rotoli?
Ci stiamo lavorando replic Nettleford, mangiandosi un po' le parole. Ci sono somiglianze, grosso modo, ma ci sono anche alcune differenze di base. Non si  diffusa cos come ha fatto su Eros. Ganimede non sta cambiando come  cambiata la popolazione di Eros. Dalle immagini che ci sono giunte dal satellite, sembra che la cosa si sia diretta verso il territorio marziano e che si sia autodistrutta, o che sia stata abbattuta da chi la manovrava. Se  in qualche maniera collegata alla protomolecola di Eros,  stata perfezionata.
Per cui Marte ha ottenuto un campione e ne ha fatto un'arma disse l'ammiraglio Souther. Non parlava molto. Avasarala si dimenticava sempre di quanto fosse acuta la sua voce.
 una possibilit comment Nettleford. Una possibilit molto concreta.
Sentite disse Nguyen con un sorrisino compiaciuto, come un bambino che sapesse che stava per ottenere quel che voleva. So che abbiamo deciso di accantonare l'idea di un attacco preventivo, ma dobbiamo parlare di quelli che sono i limiti di una risposta immediata. Se questa fosse una prova generale per arrivare a qualcosa di pi grosso, restare in attesa potrebbe essere deleterio quanto gettarsi fuori da un portellone pressurizzato.
Dovremmo accettare l'incontro con Marte disse Avasarala.
In sala cal il silenzio. Il viso di Nguyen si rabbui.
 davvero... disse lui, ma non fin la frase. Avasarala osserv gli uomini guardarsi l'un l'altro. Prese un altro pistacchio dalla borsetta, ne mangi il seme e butt via i pezzi di guscio. Agee cercava di non mostrarsi compiaciuto. Avasarala avrebbe dovuto scoprire chi era stato a manovrare le cose affinch fosse lui a rappresentare la delegazione diplomatica. Era una pessima scelta.
La sicurezza sar un problema disse Nettleford. Non permetteremo a nessuna delle loro navi di penetrare il nostro perimetro effettivo di difesa.
Be', non possiamo andare alle loro condizioni. Se dobbiamo farlo, sar meglio averli qui, dove abbiamo il controllo del territorio.
Potremmo farli stazionare a distanza di sicurezza e inviare loro delle navette di collegamento?
Non accetteranno mai.
E va bene. Cerchiamo di scoprire che cosa potrebbero accettare.
Avasarala si alz in silenzio e si diresse verso la porta. Il suo assistente personale, un ragazzo europeo di nome Soren Cottwald, si stacc dalla parete di fondo e la segu. I generali fecero finta di non notare la sua uscita, o forse erano talmente invischiati nel nuovo groviglio di problemi che aveva appena creato loro che non la notarono per davvero. Ad ogni modo, Avasarala era certa che fossero felici di non averla tra i piedi, tanto quanto lei era felice di andarsene da l.
I corridoi del complesso delle Nazioni Unite dell'Aia erano ampi e puliti, decorati in uno stile morbido che rendeva ogni cosa simile a un diorama museale delle colonie portoghesi degli anni Quaranta del XX secolo. Avasarala si ferm di fronte a un'unit di riciclo organico e cominci a svuotare la borsetta dai gusci.
Che cos'abbiamo, ora? chiese.
Un debriefing con il signor Errinwright.
E dopo?
Meeston Gravis, sulla questione afgana.
Cancellalo.
Che cosa devo dirgli?
Avasarala si ripul le mani battendole sopra il contenitore dei rifiuti, poi si volt e si avvi a passo svelto verso l'area centrale e gli ascensori.
Fanculo Gravis esclam. Digli che gli afgani si sono opposti al dominio esterno da prima che i miei antenati cacciassero gli inglesi a pedate. Non appena trover un modo per cambiare lo stato dei fatti, glielo far sapere.
S, signora.
Ho anche bisogno di un rapporto aggiornato su Venere. L'ultimo disponibile. E non ho tempo di prendere un'altra laurea per leggerlo; per cui, se non  scritto in maniera chiara e concisa, licenzia il figlio di puttana che l'ha redatto e trovami qualcuno che sappia scrivere.
S, signora.
L'ascensore che saliva dall'atrio centrale e dalla zona delle sale riunioni fin negli uffici scintillava come un diamante filato incastonato nell'acciaio, ed era abbastanza grande da ospitare un tavolo con quattro persone per cena. La macchina li riconobbe mentre entravano al suo interno e cominci la sua cauta ascesa attraverso i livelli. Fuori dalle finestre dell'area pubblica, la Binnenhof sembr affondare e l'enorme formicaio di edifici che costituivano l'Aia si estendeva in ogni direzione sotto un perfetto cielo blu. Era primavera, e la neve che aveva ricoperto la citt dal mese di dicembre era finalmente svanita. I piccioni risalivano sciamando dalle strade, molto pi in basso. Sul pianeta c'erano trenta miliardi di abitanti, ma non sarebbero mai riusciti a togliere spazio ai piccioni.
Sono tutti uomini del cazzo esclam.
Come dice? chiese Soren.
I generali. Sono tutti uomini del cazzo.
Pensavo che Souther fosse l'unico a...
Non intendevo dire che amassero il cazzo. Intendo dire che sono tutti uomini. Uomini del cazzo. Da quanto tempo non c' una donna a capo delle forze armate? Da prima che arrivassi io. E cos ci ritroviamo con un altro esempio di quel che succede alle politiche diplomatiche quando nella stanza dei bottoni c' troppo testosterone. A proposito: contatta Annette Rabbir, del reparto infrastrutture. Non mi fido di Nguyen. Se comincia a esserci del traffico tra lui e qualunque altro membro dell'assemblea generale, voglio esserne al corrente.
Soren si schiar la gola.
Mi scusi, signora. Mi ha appena dato istruzioni di spiare l'operato dell'ammiraglio Nguyen?
No. Ho solo fatto richiesta di un controllo approfondito su tutto il traffico di rete, e non m'importa un cazzo di qualsiasi risultato estraneo all'ufficio di Nguyen.
Ovviamente. Mi scusi.
L'ascensore sal oltre le finestre, oltre il panorama della citt, fin nella buia colonna dei livelli in cui si trovavano gli uffici privati. Avasarala si scrocchi le nocche.
Comunque sia, per precauzione disse fallo di tua spontanea iniziativa.
S, signora. Pensavo anch'io di fare cos.
A quanti conoscevano Avasarala soltanto di fama, il suo ufficio sarebbe sembrato ingannevolmente dimesso. Si trovava sul lato est dell'edificio, dove di solito cominciavano la loro carriera i funzionari di rango inferiore. Aveva una finestra che dava sulla citt, ma non un angolo. Lo schermo che occupava la maggior parte della parete a sud veniva tenuto spento quando non era usato attivamente, lasciandolo di un nero opaco. Le altre pareti erano pannellature in bamb rigato. La moquette era corta e di tipo industriale, con motivi decorativi utili a nascondere eventuali macchie. Le uniche decorazioni erano un tempietto con una scultura del Gautama Buddha dietro la scrivania e un vaso di cristallo intagliato con dentro i fiori che suo marito, Arjun, le inviava ogni gioved. Quel posto odorava di boccioli freschi e vecchio fumo di pipa, anche se Avasarala non aveva mai fumato l dentro e non conosceva nessuno che l'avesse fatto. Si avvicin alla finestra. Sotto di lei, la citt si allargava in una distesa di cemento e pietra antica.
Venere ardeva nel cielo che si andava rabbuiando.
Nei dodici anni in cui era rimasta a quella stessa scrivania, in quella stanza, tutto era cambiato. Un tempo l'alleanza tra la Terra e il suo recente fratello era stata una realt solida e incrollabile. La Fascia aveva rappresentato un fastidio e un porto sicuro per cellule di rinnegati e piantagrane il cui destino oscillava tra la morte per avaria e una corte di giustizia. L'umanit era stata sola, nell'universo.
E poi c'era stata la scoperta segreta che Phoebe, la peculiare luna di Saturno, era un'arma aliena, lanciata contro la Terra quando la vita sul pianeta era ancora poco pi che un'idea interessante avvolta da un doppio foglietto fosfolipidico. Le cose non sarebbero mai potute essere le stesse, dopo quel momento.
Eppure erano rimaste le stesse. Certo, la Terra e Marte non sapevano bene se definirsi alleati permanenti o nemici mortali. Certo, l'APE, l'Hezbollah del vuoto spaziale, stava diventando un autentico soggetto politico tra i pianeti esterni. E certo, la cosa che avrebbe dovuto rimodellare la biosfera primitiva della Terra era invece stata dirottata come un asteroide maligno tra le nubi di Venere e aveva cominciato a fare chiss che cosa.
Eppure la primavera era comunque giunta. Il ciclo elettorale continuava indisturbato. La stella della sera illuminava ancora i cieli imporporati di viola, brillando pi intensamente di qualunque citt della Terra.
In altri giorni, Avasarala trovava questi pensieri rassicuranti.
Signor Errinwright disse Soren.
Avasarala si volt verso lo schermo spento sulla parete nel momento in cui si accendeva. Sadavir Errinwright aveva la pelle pi scura di lei, con un viso tondo e morbido. Sarebbe stato perfettamente in contesto ovunque nel Punjab, ma dalla sua voce traspariva la fresca, analitica ironia britannica. Indossava un abito scuro e una cravatta stretta. Ovunque si trovasse, alle sue spalle era pieno giorno. Il collegamento video continuava a vacillare, cercando invano di bilanciare quella luce con l'oscurit, rendendolo ora un'ombra in un ufficio governativo, ora un uomo circondato da un'aureola di luce accecante.
Mi auguro che la sua riunione sia andata bene.
 andata bene disse lei. Stiamo procedendo con il summit marziano. Si stanno occupando dei dettagli riguardanti la sicurezza.
Si sono dichiarati d'accordo?
Una volta che gli ho detto che lo erano, s. I marziani invieranno i loro uomini pi importanti per un incontro con i rappresentanti ufficiali delle Nazioni Unite per porgere personalmente le loro scuse e discutere di come normalizzare le relazioni e restituire Ganimede e bla bla bla. Va bene?
Errinwright si gratt il mento.
Non sono sicuro che la nostra controparte su Marte la veda allo stesso modo disse.
Possono sempre protestare. Emaneremo notiziari ambigui e minacceremo di cancellare l'incontro fino all'ultimo minuto. Questo genere di sceneggiate ad alta tensione sono meravigliose. Pi che meravigliose: distraggono. Basta che il pupazzo non si metta a parlare di Venere o Eros.
Errinwright trasal impercettibilmente.
Per favore, potrebbe evitare di riferirsi al segretario generale come a il pupazzo'?
Perch no? Lui sa che lo faccio. Glielo dico in faccia, e non sembra importargli.
Crede che scherzi.
Perch  un fottuto pupazzo. Non dobbiamo permettergli di parlare di Venere.
E i video?
Era una buona domanda. Qualunque cosa avesse attaccato Ganimede, aveva cominciato nella zona presidiata dalle Nazioni Unite. A sentire le voci di corridoio, di cui non era bene fidarsi, Marte disponeva delle riprese dalla telecamera di un marine solitario. Avasarala aveva sette minuti di video ad alta definizione da quaranta telecamere differenti in cui quella cosa massacrava i migliori uomini che la Terra aveva sul posto. Anche se fossero riusciti a convincere i marziani a tacere quei fatti, sarebbero stati comunque difficili da insabbiare.
Mi dia tempo fino al summit disse Avasarala. Mi permetta di vedere che cosa dicono e come lo dicono. Dopo, sapr come agire. Se dovesse trattarsi di un'arma marziana, ce lo faranno capire da quello che porteranno al tavolo.
Capisco disse piano Errinwright. Il che significava che non comprendeva.
Signore, con tutto il rispetto, disse lei per il momento la cosa deve rimanere una questione tra la Terra e Marte.
Alta tensione tra le due maggiori potenze militari del sistema...  questo che vogliamo? Qual  il suo punto di vista?
Michael-Jon de Uturb mi ha inviato una segnalazione riguardante un aumento dell'attivit su Venere nello stesso istante in cui  iniziata la sparatoria su Ganimede. Non si  trattato di un picco cospicuo, e tuttavia c' stato. Il fatto che Venere mostri segni di irrequietezza quando succede qualcosa che sembra essere dannatamente simile a una manifestazione della protomolecola su Ganimede  un problema serio.
Avasarala lasci che il concetto penetrasse a fondo per un momento prima di proseguire. Gli occhi di Errinwright si spostarono come se stesse leggendo qualcosa nell'aria. Era sua abitudine farlo allorch rifletteva su qualcosa.
Abbiamo gi usato la politica delle dimostrazioni di forza disse lei. E siamo sopravvissuti.  un metodo misurabile. Ho un fascicolo di novecento pagine di analisi e piani d'emergenza per un eventuale conflitto con Marte, inclusi quattordici scenari differenti su quello che dovremmo fare se avessero inaspettatamente sviluppato una nuova tecnologia. Vuole sapere del fascicolo con i piani d'emergenza se arriva qualcosa da Venere?  lungo tre pagine, e comincia con Fase uno: Trovare Dio'.
Errinwright rimase perfettamente serio. Avasarala poteva sentire Soren alle sue spalle, un silenzio diverso e pi ansioso di quello che solitamente si portava appresso. Lei aveva appena esposto apertamente le proprie paure.
Abbiamo tre possibili alternative disse piano. La prima:  stato Marte a fare quella cosa. Sarebbe semplicemente guerra. Possiamo gestirla. La seconda:  stato qualcun altro. Ipotesi spiacevole e pericolosa ma pur sempre risolvibile. La terza: si  fatta da sola. In tal caso, non abbiamo niente.
Ha intenzione di aggiungere qualche pagina al suo fascicolo ridotto? disse Errinwright. Dal tono sembrava disinvolto. Non lo era.
No, signore. Cercher di scoprire quale delle tre alternative abbiamo davanti. Se  una delle prime due, risolver il problema.
E se fosse la terza?
Dar le dimissioni disse lei. Lascer che metta qualche altro idiota al mio posto.
Errinwright la conosceva abbastanza bene da percepire lo scherzo nel suo tono di voce. Sorrise e si pizzic distrattamente la cravatta. Era un suo tic. Era nervoso e preoccupato quanto lei. Nessuno che non lo conoscesse l'avrebbe mai detto.
Stiamo camminando su un filo. Non possiamo permettere che il conflitto su Ganimede si faccia troppo acceso.
Far in modo che rimanga marginale rispose Avasarala. Nessuno d inizio a una guerra senza il mio permesso.
Forse intendeva dire senza che il segretario generale emani il decreto esecutivo e l'assemblea generale ne ratifichi la decisione.
Sar io a dirgli quando pu farlo disse lei. Ma gli dia pure le ultime notizie. Sentirsele riferire da una vecchia nonnetta come me gli fa rimpicciolire il pisello.
Be', questo di certo sarebbe inaccettabile. Mi faccia sapere che cosa riesce a scoprire. Parler con lo staff che si occupa di redigere i discorsi e mi assicurer che il testo del suo annuncio non sia sopra le righe.
E chiunque faccia trapelare il video dell'attacco ne risponder direttamente a me aggiunse lei.
Chiunque lo faccia trapelare  colpevole di tradimento: sar giudicato da un tribunale regolare e spedito a vita nella colonia penale lunare.
Pu andar bene.
Mi dia notizie, Chrisjen. Siamo in un frangente difficile. Meno sorprese avremo, e meglio sar.
S, signore disse lei. Il collegamento si chiuse. Lo schermo si spense. Avasarala vedeva il suo riflesso come una macchia arancione sormontata dal grigio dei suoi capelli. Soren era una chiazza confusa di cachi e bianco.
Vuoi altro lavoro?
No, signora.
E allora fuori dalle palle.
S, signora.
Avasarala ud i passi dell'uomo allontanarsi alle sue spalle.
Soren!
Signora?
Portami la lista di tutti coloro che hanno testimoniato all'udienza per l'incidente su Eros. E fa' analizzare le loro testimonianze dagli analisti di neuropsichiatria, se non  gi stato fatto.
Desidera le trascrizioni?
S, anche quelle.
Gliele far avere il prima possibile.
La porta si richiuse dietro di lui, e Avasarala sprofond nella poltrona. Le dolevano i piedi, e il presentimento di un'emicrania in agguato da quella mattina si stava facendo avanti, schiarendosi la gola. Il Buddha sorrideva placido e lei ridacchi, come se condividesse con lui una battuta intima. Avrebbe voluto tornarsene a casa, sedersi sotto il portico e ascoltare Arjun che studiava pianoforte.
E invece...
Us il suo terminale palmare piuttosto che il sistema dell'ufficio per chiamare Arjun. Era un impulso superstizioso che la spingeva a cercare di tenere le due cose separate, anche in modi talmente insignificanti. Lui rispose subito. Il suo viso era spigoloso, con la barba tagliata corta e ormai quasi completamente bianca. L'allegria nei suoi occhi era sempre presente, anche quando piangeva. Le bast guardarlo in viso per sentire qualcosa rilassarsi nel suo petto.
Oggi far tardi avvert, rammaricandosi immediatamente del tono pragmatico. Arjun annu.
Sono sconvolto oltre ogni dire replic lui. Perfino il sarcasmo di quell'uomo riusciva a risultare gentile.  pesante la maschera, oggi?
La maschera, la chiamava. Come se la persona che era Avasarala quando affrontava il mondo fosse stata finta, e quella che parlava con lui o che giocava a dipingere con le loro nipotine fosse quella vera. Lei pensava che si sbagliasse, ma quell'immagine era talmente confortante che l'aveva sempre assecondato.
Molto pesante, oggi. Che cosa stai combinando, amore?
Sto rileggendo le bozze della tesi di Kukurri. C' da lavorarci su.
Sei in ufficio?
S.
Dovresti andare in giardino disse lei.
Perch vorresti esserci anche tu? Possiamo andarci insieme quando torni a casa.
Lei sospir.
Potrei tornare molto tardi disse.
Svegliami, e ci andiamo.
Lei tocc lo schermo e lui sorrise come se avesse sentito la carezza. Avasarala interruppe la connessione. Per abitudine non si salutavano mai. Era soltanto uno dei mille piccoli idiomi personali che si erano sviluppati in tanti decenni di matrimonio.
Avasarala si volt verso il sistema della sua scrivania e apr il file di analisi tattica della battaglia su Ganimede, i profili redatti dai servizi segreti sulle figure militari marziane di spicco e l'agenda principale per il summit, gi compilata per met dai generali nel poco tempo che era passato dalla riunione. Avasarala prese un pistacchio dalla borsetta, ne spacc il guscio e si lasci sommergere dalle informazioni che aveva davanti, danzandoci attraverso con la mente. Nella finestra alle sue spalle, altre stelle si sforzavano di apparire oltre l'inquinamento luminoso dell'Aia, ma Venere era sempre la pi brillante di tutte.

6.

Holden

Holden sognava di lunghi corridoi serpeggianti pieni di orrori semiumani, quando un forte ronzio lo svegli nella sua cabina buia come la pece. Armeggi un po' con le inusuali cinture della branda prima di riuscire a sganciarsi e a fluttuare libero in quella microgravit. Il pannello a parete ronz di nuovo. Holden si spinse via dal letto e premette il pulsante di accensione delle luci. La cabina era piuttosto spartana: un sedile di accelerazione vecchio di settant'anni sopra un armadietto di effetti personali incastrati addosso a una paratia, un bagno con lavandino in un angolo e, dall'altra parte della brandina, un pannello a parete con su inciso il nome Somnambulist.
Il pannello ronz una terza volta. Holden premette finalmente il tasto di risposta e disse: Dove siamo, Naomi?
Siamo in decelerazione finale per entrare in orbita alta. Non ci crederai, ma ci stanno facendo accodare.
Accodare nel senso di metterci in fila?
Gi replic Naomi. Credo che stiano salendo a bordo di tutte le navi che atterrano su Ganimede.
Merda.
Merda. Che fazione ?
Ha importanza?
Be' disse Holden. La Terra ce l'ha con me per aver rubato un paio di migliaia delle loro testate nucleari e averle consegnate all'APE. Marte soltanto perch ho rubato loro una nave. Immagino che le due cose abbiano un peso diverso.
Naomi rise. Ti rinchiuderebbero lo stesso a vita.
Sar io a essere pedante, allora.
Il gruppo a cui ci stiamo accodando sembra essere di navi delle Nazioni Unite, ma accanto a quelle c' anche una fregata marziana che pare osservare lo svolgimento delle operazioni.
Holden mormor una silenziosa preghiera di ringraziamento agli di per aver permesso che Fred Johnson, su Tycho, lo convincesse a prendere la Somnambulist, appena riparata, per andare su Ganimede, piuttosto che provare ad atterrare l con la Rocinante. Quella nave cargo era il vascello meno sospetto di tutta la flotta dell'APE, in quel momento. Era molto meno probabile che attirasse l'attenzione rispetto alla loro nave da guerra marziana rubata. Avevano lasciato la Roci parcheggiata a un milione di chilometri da Giove, in un punto dove nessuno sarebbe andato a curiosare. Alex aveva spento completamente la nave, tranne per i riciclatori d'aria e i sensori passivi; probabilmente ora se ne stava accoccolato nella sua cabina con una stufetta portatile e un sacco di coperte, in attesa di una loro chiamata.
Okay, vengo su. Invia un raggio stretto ad Alex e mettilo al corrente della situazione. Se ci arrestano, deve riportare la Roci su Tycho.
Holden apr l'armadietto sotto la brandina e tir fuori una tuta verde che gli calzava male, con la scritta Somnambulist stampata a stencil sulla schiena e il nome Philips sul taschino. Secondo i registri della nave, forniti dai maghi informatici della Tycho, Holden era un membro di prima classe, Walter Philips, meccanico e attrezzista generale sul cargo alimentare Somnambulist. Era anche terzo in comando di un equipaggio composto da tre membri. Considerando la sua reputazione all'interno del sistema solare, era stato ritenuto pi prudente non assegnargli alcun compito sulla nave che gli avrebbe richiesto di interagire con qualsiasi interlocutore in posizione di autorit.
Si sciacqu nel minuscolo lavandino della cabina - niente acqua, in realt, soltanto un sistema di salviette umide e spugne insaponate - grattandosi infelicemente la barba incolta che si era fatto crescere come parte del travestimento. Non aveva mai provato a farla crescere prima di allora, ed era indispettito per aver scoperto che gli veniva su in chiazze irregolari e arruffate. Anche Amos si era lasciato crescere la barba, per solidariet, e ora aveva una rigogliosa criniera da leone, che il meccanico stava pensando di tenere tanto gli stava bene.
Holden infil la salvietta usata nella sua unit di riciclo, si diede una spinta verso il portello e risal la scala di servizio fino in plancia.
Non che fosse un granch, come plancia. La Somnambulist aveva quasi cent'anni, ed era decisamente arrivata alla fine del suo ciclo vitale. Se non avessero avuto bisogno di una nave da sacrificare per questa missione, gli uomini di Fred si sarebbero probabilmente limitati a scaricare quella vecchia carcassa. Tanto per cominciare, il suo recente incontro con dei pirati l'aveva lasciata mezza morta. Ma aveva passato gli ultimi vent'anni della sua vita coprendo la tratta Ganimede-Ceres per il trasporto alimentare, e figurava nei registri come una visitatrice regolare della luna di Giove, una nave che era plausibile vedere arrivare con una scorta alimentare di emergenza. Fred pensava che, con il suo storico di attracchi regolarmente scanditi su Ganimede, era plausibile che la lasciassero passare oltre eventuali dogane o blocchi senza dedicarle nemmeno una seconda occhiata.
A quanto sembrava, era stato troppo ottimista.
Quando Holden arriv in plancia, Naomi era assicurata al sedile di una delle stazioni operative. Indossava una tuta verde simile alla sua, bench il nome sul taschino recitasse Estancia. Lei gli rivolse un sorriso, poi gli fece segno di avvicinarsi per guardare lo schermo.
Quello  il gruppo di navi intente a controllare tutti i carichi in transito prima dell'atterraggio.
Accidenti esclam Holden, ingrandendo l'immagine telescopica per vedere meglio gli scafi e i segni identificativi. Sembrano proprio navi delle Nazioni Unite. Qualcosa di pi piccolo si mosse nell'inquadratura da una delle navi delle Nazioni Unite alla nave cargo che si trovava all'inizio della fila. E quello sembrerebbe uno scafo d'imbarco.
Be',  un bene che tu non ti sia fatto barba e capelli per un mese disse Naomi, tiracchiandogli una ciocca. Con quel cespuglio che ti ritrovi in testa e quell'orribile barba, non ti riconoscerebbero nemmeno le tue stesse madri.
Speriamo che non abbiano reclutato le mie madri, allora rispose Holden, cercando di assumere lo stesso tono noncurante di lei. Avverto Amos che stanno arrivando.
Holden, Naomi e Amos aspettavano che il gruppo di visitatori finisse di caricare la camera stagna nel breve corridoio pieno di armadietti appena fuori dal portellone pressurizzato interno. Naomi era alta e severa, con indosso la sua uniforme da capitano appena lavata e gli stivali magnetici. Il capitano Estancia aveva guidato la Somnambulist per dieci anni prima dell'attacco pirata che le era costato la vita. Holden pens che Naomi fosse una sostituta passabilmente maestosa.
Alle spalle della cinturiana, Amos indossava una tuta con l'adesivo da capo meccanico e una smorfia annoiata. Perfino nella microgravit della loro orbita corrente intorno a Ganimede riusciva a adottare una postura stancamente stravaccata. Holden fece del suo meglio per imitare il suo contegno e l'espressione vagamente adirata.
La camera stagna fin il suo ciclo di compressione e il portellone interno si apr scivolando silenziosamente sulle sue guide. Sei marine in assetto da combattimento e un sottotenente in tuta ambientale entrarono facendo risuonare i loro stivali magnetici sul ponte. Il sottotenente diede una rapida occhiata all'equipaggio e confront quel che vedeva con qualcosa che aveva sul suo terminale palmare. Sembrava annoiato quanto Amos. Holden immagin che quel povero sottotenente fosse stato incastrato con il compito avvilente di controllare tutte le navi in entrata e che probabilmente non vedesse l'ora di sbrigarsi a finire, tanto quanto loro non vedevano l'ora di andarsene da l.
Rowena Estancia, capitano e proprietaria di maggioranza della nave cargo battente bandiera ceresiana Weeping Somnambulist.
Non era una domanda, ma Naomi rispose: S, signore.
Bel nome, mi piace disse il sottotenente senza nemmeno alzare gli occhi dal terminale.
Come dice?
Il nome della nave.  insolito. Giuro che, se mi fanno salire a bordo di un'altra nave con il nome di un qualche ragazzino o di una donna che si sono lasciati alle spalle dopo un magico fine settimana su Titano, comincer a multare la gente per mancanza di creativit.
Holden sent nascere una tensione alla base della spina dorsale, che si fece strada fino alla nuca. Quel sottotenente poteva anche essere stufo del compito che gli avevano assegnato, ma era sveglio e perspicace, e glielo stava facendo sapere senza riserve.
Be', questa nave prende il nome dai tre mesi lacrimevoli che ho passato su Titano dopo essere stata lasciata dal mio lui disse Naomi con un sogghigno. Probabilmente  stato meglio cos, a ben pensarci. Avevo pensato di darle il nome del mio pesce rosso.
La testa del sottotenente scatt su per la sorpresa; poi cominci a ridere. Grazie, capitano. Questa  la prima risata che mi faccio oggi. Tutti gli altri se la fanno sotto quando ci vedono arrivare, e questi sei pezzi di carne disse, facendo un gesto verso i marine alle sue spalle si sono fatti rimuovere chimicamente ogni senso dell'umorismo.
Holden scocc un'occhiata verso Amos. Non ci star mica provando con lei? Mi sa che ci sta provando. Il cipiglio di Amos avrebbe potuto significare qualsiasi cosa.
Il sottotenente picchiett qualcosa sul suo terminale e disse: Proteine, integratori, purificatori idrici e antibiotici. Posso dare un'occhiata veloce al carico?
S, signore rispose Naomi, con un gesto verso la stiva. Da questa parte.
Si allontan, seguita a ruota dall'ufficiale e da due marine. Gli altri quattro si misero in posizione di allerta accanto al portellone. Amos diede di gomito a Holden per attirare la sua attenzione, poi disse: Come ve la passate, oggi, ragazzi?
I marine lo ignorarono.
Stavo giusto dicendo al mio amico, qui, gli stavo dicendo: Scommetto che quelle tute a lattina da fighetto che indossano quei ragazzi stringono da morire all'inforcatura.'
Holden chiuse gli occhi e cominci a inviare messaggi telepatici ad Amos per fargli chiudere la bocca. Non funzion.
Voglio dire, vi mettono tutta quella robetta supertecnologica in ogni pizzo, e poi l'unica cosa che non potete fare  darvi una grattata alle palle. O magari, dio non voglia, vi tocca spostare di lato l'attrezzatura per dar loro un po' di spazio vitale.
Holden apr gli occhi. I marine stavano tutti fissando Amos, ora, ma non si erano mossi e non avevano detto una parola. Holden si spost verso l'angolo della stanza e cerc di sparire nella parete. Nessuno lo degn nemmeno di un'occhiata.
E insomma continu Amos, con la voce carica di amichevole buonumore. Mi sono fatto una mia teoria, e speravo che voi ragazzi poteste darmi una mano.
Il marine pi vicino fece mezzo passo avanti, ma non successe altro.
La mia teoria riprese Amos  che, per evitare direttamente il problema, non fanno altro che tagliarvi tutte quelle parti che potrebbero incastrarsi nelle vostre tute. In pi, cos facendo, c' il beneficio aggiuntivo di ridurvi la tentazione di coccolarvi l'un l'altro durante quelle lunghe, fredde notti passate a bordo.
Il marine avanz di un altro passo e Amos fece immediatamente altrettanto per ridurre ancora di pi la distanza tra loro. Con il naso tanto vicino alla visiera dell'elmo del marine da appannargli il vetro con l'alito, il meccanico disse: Allora, dimmi la verit, Joe: l'esterno di queste tute  anatomicamente corretto, dico bene?
Ci fu un lungo silenzio teso, rotto soltanto quando qualcuno si schiar la gola dal portellone e il sottotenente torn nel corridoio d'ingresso. C' qualche problema, qui?
Amos sorrise e fece un passo indietro.
Niente affatto. Sto solo conoscendo meglio gli ottimi uomini e donne che contribuisco a pagare con i dollari delle mie tasse.
Sergente? disse il sottotenente.
No, signore. Nessun problema.
Il sottotenente si volt e strinse la mano di Naomi.
Capitano Estancia,  stato un piacere. I nostri addetti vi trasmetteranno a breve via radio il permesso di atterrare. Sono certo che la gente di Ganimede sar grata di ricevere le scorte che trasportate.
Sono contenta di poter dare una mano rispose Naomi, rivolgendo al giovane ufficiale un sorriso smagliante.
Quando le truppe delle Nazioni Unite furono uscite dalla camera di compressione e se ne furono andate a bordo della loro navetta, Naomi si lasci sfuggire un lungo sospiro e cominci a massaggiarsi le guance.
Se avessi dovuto sorridere per un altro secondo, credo che mi si sarebbe spaccata la faccia.
Holden afferr Amos per la manica.
Ma che cazzo...? disse a denti stretti. Che cazzo ti  preso?
Che cosa  successo? chiese Naomi.
Amos, qui, ha fatto tutto quello che poteva per far incazzare quei marine mentre tu non c'eri. Sono sorpreso che non gli abbiano sparato, e che mezzo secondo dopo non abbiano fatto fuori anche me.
Amos abbass lo sguardo sulla mano di Holden, che gli stringeva il braccio, ma non fece niente per liberarsi dalla presa.
Cap, sei un tipo a posto, ma come trafficante fai davvero schifo.
Che cosa  successo? ripet Naomi.
Il capitano, qui, era talmente nervoso che perfino io ho cominciato a pensare che avesse qualcosa da nascondere. Per cui ho attirato l'attenzione dei marine finch non sei tornata rispose Amos. Ah, e non possono spararti a meno che non li tocchi o che non estrai un'arma. Un tempo facevi parte della Marina delle Nazioni Unite. Dovresti ricordarti le regole, no?
Quindi... fece per dire Holden.
Quindi lo interruppe Amos se il sottotenente dovesse chiedere loro di noi, avranno una storia da raccontare su quello stronzo del meccanico che li ha tirati per la giacchetta, e non sul tipo nervoso con la barba a chiazze che continuava a cercare di nascondersi in un angolino.
Merda esclam Holden.
Sei un buon capitano, e mi farei guardare le spalle da te in qualsiasi combattimento. Ma come criminale fai schifo. Non sai comportarti come nessun altro se non te stesso.
Che ne dici di tornare a fare il capitano? osserv Naomi.  davvero un lavoro del cavolo.
Torre di controllo di Ganimede, qui  la Somnambulist. Ripetiamo la richiesta di assegnazione di un punto di attracco disse Naomi. Abbiamo ricevuto l'autorizzazione ad atterrare dalla pattuglia di controllo delle Nazioni Unite, e sono gi tre ore che ci state facendo attendere in orbita stazionaria.
Naomi spense il microfono e aggiunse: Stronzi.
La voce che le rispose era differente da quella a cui avevano richiesto il permesso di attracco nelle ultime ore. Era una voce pi anziana e meno annoiata.
Scusate per l'attesa, Somnambulist, vi inseriremo in lista di attracco non appena possibile. Ma abbiamo effettuato lanci a ripetizione nelle ultime dieci ore, e abbiamo ancora una dozzina di navi da far salpare prima di poter far atterrare qualcuno.
Holden accese il suo microfono e disse: Stiamo parlando con il supervisore?
S, signore. Supervisore capo Sam Snelling, se per caso voleste prendere appunti per un formulario di protesta. Snelling, con due elle.
No, no replic Holden. Nessuna protesta. Stavamo guardando le navi in uscita dal porto. Si tratta forse di navi di rifugiati? Considerando il tonnellaggio che abbiamo visto lasciare i moli, sembra quasi che mezza luna se ne stia andando via.
No. Abbiamo alcune navi passeggeri e da crociera che stanno portando via un po' di gente, ma la maggior parte di quelle in uscita in questo momento sono cargo alimentari.
Cargo alimentari?
Solitamente spediamo fuori circa centomila tonnellate di cibo al giorno, e gli scontri hanno tenuto fermi parecchi di questi carichi. Ora che il blocco navale sta permettendo il passaggio del personale, si sono messi in viaggio per effettuare le consegne previste.
Aspetti un momento disse Holden. Io me ne sto qui ad aspettare di atterrare con delle riserve alimentari d'emergenza per la gente che sta morendo di fame su Ganimede, mentre voi spedite centinaia di migliaia di tonnellate di cibo fuori dalla luna?
Quasi mezzo milione di tonnellate, se contiamo le riserve di scorta precis Sam. Ma i proprietari di questo cibo non siamo noi. La maggior parte della produzione alimentare su Ganimede  di propriet di multinazionali che non hanno il proprio quartier generale in loco. Ci sono un sacco di soldi in ballo, con quelle spedizioni. C' stata gente che ha perso una fortuna, per ogni giorno in cui quei carichi sono rimasti a terra qui da noi.
Io... fece per dire Holden. Poi dopo una pausa, concluse: Somnambulist, chiudo.
Volt il sedile per guardare Naomi. Lei aveva in viso un'espressione che gli fece capire che era arrabbiata quanto lui.
Amos, che si gingillava vicino al pannello di controllo dei motori, intento a sbocconcellare una mela che aveva sgraffignato dalle loro stesse riserve alimentari, disse: Com' che questa storia ti sorprende, capitano?
Un'ora pi tardi, ricevettero il permesso di atterrare.
Vista dall'orbita bassa e durante il periplo di discesa, la superficie di Ganimede non sembrava molto differente dal solito. Perfino nelle migliori condizioni, la luna gioviana era una desolata distesa di grigia roccia silicea e ghiacci poco meno grigi del resto, punteggiata ovunque da crateri e laghi congelati all'istante. Aveva l'aspetto di un campo di battaglia gi da molto tempo prima che gli antenati dell'umanit cominciassero a strisciare sul suolo terrestre per la prima volta.
Eppure gli umani, con la loro grande creativit e operosit nel campo della distruzione, avevano trovato il modo di lasciare un segno. Holden individu i resti quasi scheletrici di un cacciatorpediniere sparpagliati lungo il paesaggio alla fine di una lunga cicatrice nera. L'onda d'urto del suo impatto con il terreno aveva fatto collassare le cupole pi piccole per una decina di chilometri di distanza. Piccole navi di soccorso fluttuavano tutto intorno al cadavere, meno impegnate nella ricerca di superstiti che in quella di brandelli di informazioni e tecnologie che potessero essere sopravvissute allo schianto e che non ci si poteva permettere di lasciar cadere in mani nemiche.
Il peggior danno direttamente visibile era la perdita di una delle gigantesche serre a cupola. Le cupole agricole erano immense strutture di acciaio e vetro, contenenti ettari di terreno attentamente coltivato e raccolti meticolosamente cresciuti e curati. Vedere una di queste cupole schiacciate sotto il metallo ritorto di ci che sembrava essere l'impianto di uno specchio orbitale precipitato a terra era sconvolgente e demoralizzante. Le cupole sfamavano i pianeti esterni con i loro raccolti di specie appositamente coltivate e create in vitro. Al loro interno si sviluppava la scienza agraria pi avanzata in tutta la storia dell'umanit. E gli specchi orbitali erano meraviglie di ingegneria che aiutavano a rendere possibile tutto questo. Far schiantare uno specchio su una cupola, distruggendo entrambi, colp Holden come qualcosa di ancor pi stupidamente miope che cacare nelle proprie riserve idriche per negare l'accesso all'acqua ai propri nemici.
Quando la Somnambulist pos finalmente le stanche membra sulla piattaforma di atterraggio assegnata, Holden aveva gi perso ogni pazienza nei confronti della stupidit umana.
E quindi, ovviamente, la stupidit umana non si fece attendere.
L'ispettore doganale li stava aspettando all'esterno, quando uscirono dal portellone pressurizzato. Era un uomo magro come uno stecco, con un viso bellissimo e la testa calva come un uovo. Era accompagnato da due uomini con indosso delle uniformi generiche da guardie e dei taser nelle fondine allacciate alle loro cinture.
Salve, sono il signor Vedas. Sono l'ispettore doganale del molo undici, dalla piattaforma A14 fino ad A22. Favorisca il suo manifesto di carico, per favore.
Naomi, di nuovo nei panni del capitano, si fece avanti e disse: Il manifesto  stato gi trasmesso al vostro ufficio prima dell'attracco. Non...
Holden vide che Vedas non disponeva di alcun terminale d'ispezione di carico ufficiale, e che le guardie che erano con lui non indossavano le uniformi dell'autorit portuale di Ganimede. Avvert il formicolio di premonizione che accompagnava un qualche imbroglio di bassa lega in corso d'opera. Si fece avanti e scans Naomi.
Capitano, lasci che me ne occupi io.
L'ispettore doganale Vedas lo squadr dall'alto in basso e disse: Lei chi sarebbe?
Pu chiamarmi signor Non-mi-bevo-le-tue-cazzate.
Vedas si accigli e le due guardie si avvicinarono. Holden rivolse loro un sorriso, poi allung una mano dietro la schiena e tir fuori una grossa pistola da sotto il mantello. La tenne lungo il fianco, puntata verso terra, ma gli altri uomini si fecero comunque indietro. Vedas sbianc.
Lo conosco, questo trucchetto fece Holden. Tu ci chiedi di dare un'occhiata al nostro manifesto; poi ci dici quale merce abbiamo erroneamente incluso. E, mentre ritrasmettiamo al tuo ufficio il nostro manifesto emendato di fresco, tu e i tuoi scagnozzi vi prendete la merce irregolare e la vendete in quello che immagino essere un florido mercato nero di generi alimentari e medicinali.
Sono un amministratore legalmente appuntato della Stazione di Ganimede squitt Vedas. Pensa forse di poter fare il bullo con me, con quella pistola? La far arrestare dalla sicurezza portuale e far requisire l'intera nave, se crede...
No, non ho intenzione di fare il prepotente con te rispose Holden. Ma ne ho fin sopra i capelli degli idioti che cercano di approfittarsi delle miserie altrui, e far in modo di alleviare il mio nervosismo lasciando che il mio grosso amico, Amos, qui presente, ti spacchi la faccia per aver tentato di rubare cibo e medicine destinati ai rifugiati di guerra.
Non si tratta di fare i prepotenti.  pi una sorta di allentamento dello stress intervenne Amos con tono amabile.
Holden annu verso di lui.
Quanto ti fa arrabbiare il fatto che questo tizio cerchi di derubare i rifugiati, Amos?
Mi fa incazzare parecchio, capitano.
Holden si picchiett la coscia con la canna della pistola.
La pistola serve soltanto ad assicurarmi che le tue guardie portuali', qui, non interferiscano finch Amos non abbia completamente alleviato il suo problema di gestione della rabbia.
Il signor Vedas, ispettore doganale del molo undici, dalla piattaforma A14 fino ad A22, si volt e se la diede a gambe levate come se ne andasse della sua stessa vita, seguito dappresso dai suoi sbirri a noleggio.
Ti  piaciuto, vero? disse Naomi. La sua espressione era strana, come se lo stesse soppesando, e il suo tono di voce era in quel territorio neutro tra l'accusa e il dato di fatto.
Holden rinfoder la pistola.
Vediamo di scoprire che diavolo  successo qui.

7.

Prax

Il centro di sicurezza era al terzo livello sotterraneo. Le pareti rifinite e il generatore di corrente indipendente sembravano un lusso, se paragonati alle superfici di ghiaccio grezzo degli altri luoghi all'interno della stazione, ma di fatto si trattava di segnali realmente importanti. Proprio come alcune piante mettevano in guardia dalla loro velenosit attraverso un fogliame dai colori sgargianti, il centro di sicurezza dichiarava la sua inespugnabilit. Non bastava che fosse impossibile scavare attraverso il ghiaccio per far sgattaiolare un amico o un amante fuori dalle celle di detenzione. Tutti quanti dovevano sapere che era impossibile, anche soltanto con un'occhiata, o altrimenti qualcuno avrebbe tentato di farlo.
In tutti i suoi anni su Ganimede, Prax era stato in quel posto una volta soltanto, e come testimone. Come un uomo che era l per aiutare la legge, e non per chiedere un aiuto a essa. In quell'ultima settimana per vi era tornato dodici volte, mettendosi in linea nella lunga, disperata fila di attesa, irrequieto e quasi sopraffatto dall'opprimente sensazione di dover essere altrove, a fare qualcosa, anche se non sapeva esattamente che cosa.
Mi dispiace, dottor Meng disse la donna dal microfono dietro il vetro spesso tre centimetri del bancone informativo. Sembrava stanca. Pi che stanca, e perfino pi che esausta. Traumatizzata. Morta. Niente, neanche oggi.
Non c' nessuno con cui possa parlare? Dev'esserci un modo per...
Mi dispiace disse lei, e i suoi occhi si spostarono alle spalle di Prax, verso il disperato successivo, verso l'ennesima persona spaventata e sporca per i giorni passati senza lavarsi che non sarebbe riuscita ad aiutare. Prax usc dal centro digrignando i denti con rabbia impotente. La fila era lunga due ore; uomini, donne e bambini in piedi, chini o seduti. Alcuni di loro piangevano. Una giovane donna con gli occhi cerchiati di rosso fumava una sigaretta di marijuana; l'odore delle foglie bruciate sovrastava quello dei corpi affollati, e il fumo saliva torcendosi oltre il cartello VIETATO FUMARE sulla parete. Nessuno protestava. Tutte quelle persone avevano l'aspetto tormentato dei rifugiati, anche quelli che in quel posto ci erano nati.
Nei giorni immediatamente successivi alla fine degli scontri, i militari marziani e terrestri si erano ritirati dietro le rispettive linee. Il paniere dei pianeti esterni si era ritrovato ridotto a una landa desolata tra le due fazioni, e ogni singola intelligenza strategica presente sulla stazione era impegnata in un unico compito: andarsene da l.
All'inizio i moli erano rimasti attanagliati da un blocco navale da parte delle due forze militari in conflitto, ma, ben presto, queste ultime avevano lasciato la superficie, preferendo la sicurezza delle proprie navi, e l'ondata di panico e terrore all'interno della stazione non aveva pi potuto essere contenuta. Le poche navi passeggeri che avevano ricevuto il permesso di allontanarsi erano zeppe di gente che cercava di andarsene da qualsiasi altra parte. Le tariffe per un biglietto avevano ridotto sul lastrico gente che aveva lavorato per anni in alcuni dei ruoli meglio retribuiti della comunit scientifica al di fuori della Terra. Ai pi poveri non rimaneva altro che svignarsela a bordo di droni cargo, piccole imbarcazioni o perfino tute spaziali assicurate a telai modificati e sparate nello spazio aperto, verso Europa, con la speranza di essere salvati. Il panico li spingeva da un rischio all'altro, finch non fossero finiti da qualche altra parte o nella tomba. Vicino alle stazioni di sicurezza, vicino ai moli, perfino vicino ai cordoni militari abbandonati delle Nazioni Unite e di Marte, i corridoi erano zeppi di gente che si aggrappava disperatamente a qualsiasi cosa in cui intravedesse una possibile salvezza.
Prax desider essere con loro.
Invece, il suo mondo era caduto in una sorta di routine. Si svegliava nelle sue stanze, perch la sera rientrava sempre a casa per essere l qualora Mei fosse tornata. Mangiava qualunque cosa avesse sottomano. Negli ultimi due giorni non era rimasto pi niente tra le sue scorte personali, ma alcune delle piante ornamentali lungo i viali erano commestibili. E comunque non aveva fame.
Poi controllava le consegne dei cadaveri.
Durante la prima settimana, l'ospedale aveva mantenuto un canale video a rotazione con i corpi recuperati dei morti, per facilitarne l'identificazione. Dopo i primi giorni, Prax era dovuto andare a controllare di persona. Cercava una bambina, per cui non doveva guardare la grande maggioranza dei cadaveri, ma quelli che vedeva lo tormentavano. Per due volte aveva trovato un corpo talmente mutilato che avrebbe potuto anche essere Mei, ma il primo aveva un marchio di nascita sulla nuca e le unghie dei piedi del secondo non avevano la forma giusta. Quelle due bambine morte erano la tragedia di qualcun altro.
Una volta assicuratosi che Mei non fosse sulla lista dei morti, Prax andava a caccia. La prima sera in cui sua figlia era sparita, aveva preso il suo terminale e aveva redatto delle liste. Gente da contattare che deteneva il potere ufficiale: la sicurezza, i suoi dottori, gli eserciti in guerra. Gente da contattare che avrebbe potuto avere qualche informazione: gli altri genitori della scuola, gli altri genitori nel gruppo di supporto medico, sua madre. Posti da controllare: la casa della sua migliore amica, i parchi pubblici che preferiva, il negozio di dolci con il sorbetto al lime che chiedeva sempre. Luoghi in cui qualcuno potesse andare a comprare una bambina rapita per sesso: una lista di bar e di bordelli presa da un file in cache dalla directory della stazione. La directory aggiornata doveva essere sul sistema, ma era ancora in blocco. Ogni giorno, Prax aveva spuntato pi voci possibile dalle liste e, quando finiva di spuntare, ricominciava da capo.
E la lista era diventata una tabella di marcia. Si recava dalle forze di sicurezza un giorno s e uno no, alternandole a chiunque fosse disposto a parlargli tra le forze marziane e quelle delle Nazioni Unite negli altri giorni. La mattina batteva i parchi, dopo aver controllato i cadaveri all'ospedale. La migliore amica di Mei e la sua famiglia erano fuggiti da Ganimede, per cui non c'era niente da controllare su quel fronte. Il negozio di dolci era stato bruciato durante una rivolta. Trovare i suoi dottori era il compito pi difficoltoso. La dottoressa Astrigan, la sua pediatra, aveva emesso tutti i versi di preoccupazione adeguati e gli aveva promesso che l'avrebbe contattato se avesse saputo qualcosa; poi, quando Prax era tornato da lei tre giorni dopo, la dottoressa non si ricordava nemmeno di avergli parlato. Il chirurgo che le aveva drenato l'ascesso lungo la spina dorsale quando le avevano diagnosticato il morbo non l'aveva vista. Il dottor Strickland, del gruppo di supporto e mantenimento, era disperso. L'infermiera Abuakr era morta.
Le altre famiglie del gruppo di supporto avevano i propri drammi a cui pensare. Mei non era l'unica bambina a essere scomparsa. Katoa Merton. Gabby Solyuz. Sandro Ventisiete. Prax vedeva la paura e la disperazione che gridavano in fondo alla sua mente rispecchiarsi nei volti degli altri genitori. Quelle visite erano pi dure che dover guardare i cadaveri. Rendevano la paura difficile da dimenticare.
Prax la nascondeva lo stesso.
Basia Merton - PapiKatoa, come lo chiamava Mei - era un uomo dal collo largo che profumava sempre di menta. Sua moglie era magra come una matita, con un sorriso pi simile a un tic nervoso. La loro casa era composta da sei stanze vicino al complesso di trattamento delle acque, cinque livelli sotto la superficie, decorata con pareti di seta filata e bamb. Quando Basia apr la porta, non sorrise n lo salut; si limit a voltarsi e a tornare in casa, lasciando la porta aperta. Prax lo segu.
Una volta seduti al tavolo, Basia vers a Prax un bicchiere di latte miracolosamente ancora fresco. Era la quinta volta che Prax veniva l da quando Mei era scomparsa.
Nessun segno, quindi? disse Basia. Non era veramente una domanda.
Nessuna novit replic Prax. Questa, almeno,  una certezza.
Dal retro della casa, la voce di una bambina si lev in un grido oltraggiato, seguita da quella di un bimbo pi piccolo. Basia non si volt neppure.
Niente nemmeno qui. Mi dispiace.
Il latte aveva un sapore delizioso, dolce, ricco e delicato. Prax riusciva quasi a sentire le calorie e le sostanze nutritive che venivano assorbite dalle mucose della sua bocca. Gli venne in mente la possibilit che stesse tecnicamente morendo di fame.
C' ancora speranza disse Prax.
Basia sbuff come se quelle parole fossero state un pugno nello stomaco. Aveva le labbra serrate e fissava il tavolo di fronte a s. Le grida dal retro si placarono in un basso piagnucolio infantile.
Ce ne andiamo disse Basia. Mio cugino lavora su Luna per la Magellan Biotech. Stanno inviando delle navi con dei rifornimenti di soccorso e, quando scaricheranno le scorte mediche, ci sar abbastanza spazio per farci salire a bordo.  gi tutto organizzato.
Prax pos il bicchiere di latte sul tavolo. Le stanze intorno a loro sembrarono farsi silenziose, ma sapeva che era soltanto un'impressione. Percep uno strano senso di costrizione sbocciargli in gola, fin nel petto. Il suo viso si fece di cera. Ebbe l'improvviso ricordo, fisico, di sua moglie che gli annunciava di aver compilato i documenti per il divorzio. Tradito. Si sentiva tradito.
...dopo, ancora qualche giorno stava dicendo Basia. Aveva continuato a parlare, ma Prax non l'aveva nemmeno sentito.
Ma che ne sar di Katoa? riusc a dire Prax, nonostante l'ispessimento che sentiva in gola.  qui, da qualche parte.
Basia alz lo sguardo per un istante e poi lo distolse, rapido come un batter d'ali.
Non c'. Se n' andato, fratello. Il ragazzo aveva un deserto al posto del sistema immunitario. Lo sai anche tu. Senza i farmaci, cominciava a sentirsi terribilmente male dopo tre, massimo quattro giorni. Devo prendermi cura dei due bambini che mi sono rimasti.
Prax annu. Il suo corpo rispondeva suo malgrado. Si sentiva come se un volano si fosse sganciato, da qualche parte, in fondo alla sua testa. La grana del tavolo di bamb gli parve innaturalmente nitida. L'odore del ghiaccio si dissolse. Il sapore del latte si fece acido sulla sua lingua.
Non puoi saperlo con certezza disse, cercando di mantenere un tono delicato. Non gli riusc molto bene.
Posso eccome.
Chiunque... chiunque sia stato a prendere Mei e Katoa... non gli servirebbero, da morti. Lo sapevano. Dovevano sapere che avevano bisogno di farmaci. Per cui, l'unica cosa sensata  che li abbiano portati in un posto dove potevano trovarne.
Non li ha presi nessuno, fratello. Si sono smarriti.  successo qualcosa.
La maestra di Mei ha detto...
La maestra di Mei era fuori di s per la paura. Tutto il suo mondo consisteva nell'assicurarsi che i mocciosetti non si sputassero troppo addosso l'un l'altro, ed ecco che scoppia un conflitto armato appena fuori dalla sua porta. Chi diavolo pu sapere che cosa ha visto?
Ha detto di aver visto la madre di Mei e un dottore. Ha detto che un dottore...
E poi, andiamo... Non gli servirebbero, da morti'? Questa stazione  piena di cadaveri fino al collo, e non vedo nessuno che possa servire a qualcosa.  una guerra. Quegli stronzi hanno scatenato un conflitto. Le lacrime gli riempivano gli occhi grandi e scuri, ora, e la sua voce era carica di dolore. Ma non c'era volont di lottare. La gente muore, in una guerra. I bambini muoiono. Devi... ah, merda. Devi andare avanti.
Non puoi saperlo disse Prax. Non puoi sapere se sono morti. E, finch non lo sai per certo, li stai abbandonando.
Basia abbass gli occhi a terra. La sua pelle si stava arrossando. Scosse la testa, con gli angoli della bocca rivolti verso il basso.
Non puoi andare insist Prax. Devi restare, per continuare a cercarlo.
Basta cos replic Basia. Non permetterti di gridarmi contro in casa mia.
Sono i nostri figli, e non ti  permesso di abbandonarli cos! Che razza di padre sei? Voglio dire, Cristo...
Basia si sporgeva in avanti, ora, chino sul tavolo. Alle sue spalle, una ragazzina sul punto di diventare donna li fiss dal corridoio con gli occhi sgranati. Prax sent una certezza salirgli dentro.
Rimarrai qui disse.
Il silenzio dur tre battiti. Quattro. Cinque.
 gi tutto organizzato replic Basia.
Prax lo colp. Non l'aveva previsto, non aveva avuto intenzione di farlo. Il suo braccio prese slancio dalla spalla, e il pugno chiuso si scagli di sua spontanea volont. Le nocche si piantarono nella carne della guancia di Basia, facendogli scattare la testa da un lato e mandandolo all'indietro, barcollante. L'omone gli si scagli addosso attraverso la stanza. Il primo pugno colp Prax appena sotto la clavicola, spingendolo all'indietro, poi un altro al costato, e un altro ancora. Prax sent la sedia scivolargli da sotto il corpo e si ritrov a cadere lentamente nella bassa gravit di Ganimede, incapace di ritrovare l'equilibrio. Prax scalci alla cieca. Sent il suo piede che colpiva qualcosa, ma non seppe dire se fosse il tavolo o Basia.
Rovin a terra, e il piede di Basia gli cal come un martello sul plesso solare. Il mondo esplose di luce e dolore. Da qualche parte, molto lontano, una donna stava gridando. Non riusciva a distinguere le parole. Poi, lentamente, cominci a capire.
Non sta bene. Anche lui ha perso un bambino. Non sta bene.
Prax rotol via e si sforz di rimettersi in ginocchio. C'era del sangue sul suo mento, ed era piuttosto sicuro che fosse il suo. Nessun altro sanguinava, nella stanza. Basia era accanto al tavolo, con le mani strette a pugno, le narici dilatate e il respiro affannato. Sua figlia gli si era parata di fronte, frapponendosi tra il padre infuriato e Prax. Di lei non vedeva altro che il sedere, la coda di cavallo e le mani, aperte e stese verso il padre nel gesto universale per dire fermo'. Gli stava salvando la vita.
Meglio se te ne vai, fratello disse Basia.
Va bene rispose Prax.
Si rialz lentamente e barcoll verso la porta, respirando ancora con difficolt. Usc dalla casa.
Il segreto del collasso botanico dei sistemi chiusi era il seguente: non  a ci che si rompe che bisogna fare attenzione, ma all'effetto a cascata. La prima volta che aveva perso un intero raccolto di Glycine kenon, era stato per colpa di un fungo che non era minimamente dannoso per i germogli di soia. Le spore dovevano essere giunte insieme a un carico di coccinelle. Il fungo si era radicato nel sistema idroponico, assorbendo allegramente sostanze nutritive che non gli erano destinate e alterando il pH. Questo a sua volta aveva indebolito i batteri che Prax aveva impiegato per calibrare l'azoto, al punto da renderli vulnerabili a un batteriofago che altrimenti non sarebbe mai stato in grado di danneggiarli. L'equilibrio dell'azoto nel sistema era andato a farsi benedire e, quando finalmente erano riusciti a ripristinare la popolazione iniziale di batteri, i germogli di soia erano ormai ingialliti, flosci e irrecuperabili.
Era quella la metafora che usava quando pensava a Mei e al suo sistema immunitario. Il problema all'origine era minimo: un allele mutante produceva una proteina che ripiegava a sinistra invece che a destra. Una differenza di qualche coppia di basi. Ma quella proteina catalizzava un passaggio critico nella trasduzione del segnale alle cellule T. Mei poteva anche avere tutte le parti del sistema immunitario pronte a combattere un agente patogeno ma, senza due dosi al giorno di un catalizzatore artificiale, l'allarme non sarebbe mai partito. La chiamavano immunosenescenza precoce di Myers-Skelton, e i primi studi non erano ancora stati in grado di stabilire se fosse pi comune al di fuori del pozzo gravitazionale terrestre per via di un effetto sconosciuto della bassa gravit o semplicemente perch gli alti livelli di radiazioni aumentavano in maniera generale l'incidenza delle mutazioni genetiche. Non aveva importanza. Comunque ci fosse arrivata, Mei aveva sviluppato una grave infezione spinale quando aveva quattro mesi. Se fossero stati in qualunque altro luogo dei pianeti esterni, ne sarebbe morta. Ma tutti venivano su Ganimede per i mesi di gestazione, per cui tutti i centri di ricerca per la salute infantile erano l. Quando il dottor Strickland l'aveva visitata, aveva immediatamente capito con cosa aveva a che fare, e aveva tenuto a bada l'effetto a cascata.
Prax s'incammin per i corridoi verso casa. La sua mascella si stava gonfiando. Non si ricordava di essere stato colpito alla mascella, ma si stava gonfiando e gli faceva male. Le costole gli dolevano sulla parte sinistra del costato, e sentiva una fitta se respirava troppo forte, per cui mantenne un respiro leggero. Pass da uno dei parchi per raccogliere qualche foglia per cena. Si ferm di fronte a un grosso cespuglio di pothos. Le ampie foglie a forma di picche avevano un aspetto strano: avevano ancora un colore verde ma erano troppo spesse, con una sfumatura dorata. Qualcuno aveva messo dell'acqua distillata nella riserva idroponica, invece della soluzione con additivi minerali di cui avevano bisogno i sistemi idroponici a lunga stabilit. Sarebbero riusciti a cavarsela per un'altra settimana ancora. Forse due. Poi le piante riciclatrici d'ossigeno avrebbero cominciato a morire e, quando fosse successo, l'effetto a cascata sarebbe stato ormai in fase troppo avanzata per poter essere fermato. Se non erano capaci di somministrare l'acqua giusta alle piante, Prax non riusciva a immaginare come potessero essere in grado di attivare tutti i riciclatori meccanici d'aria. Qualcuno avrebbe dovuto fare qualcosa per risolvere il problema.
Qualcun altro.
Nelle sue stanze, la sua piantina superstite di Glycine kenon tendeva le foglie verso la luce. Senza pensarci, Prax affond le dita nel terreno, esaminandolo. Il profumo complesso di quel terriccio ben bilanciato era come incenso. La piantina se la stava cavando piuttosto bene, tutto sommato. Prax guard l'ora sul suo terminale. Erano passate tre ore da quando era tornato a casa. La sua mascella era andata oltre il dolore, in una sorta di sofferenza costantemente riscoperta.
Senza la sua medicina, la flora batterica del sistema digestivo di Mei avrebbe cominciato a crescere a dismisura. I batteri benefici che risiedevano nella sua bocca e nella sua gola le si sarebbero rivoltati contro. Dopo due settimane, poteva darsi che non fosse ancora morta. Ma, anche nel migliore dei casi, sarebbe stata talmente male al punto che rimetterla in sesto sarebbe stato problematico.
Era una guerra. I bambini morivano, in guerra. Era un effetto a cascata. Prax toss e la fitta di dolore fu tremenda. Meglio che riflettere, comunque. Doveva andare. Uscire da l. Ganimede stava morendo tutto intorno a lui. Non sarebbe riuscito ad aiutare Mei in alcun modo. Era andata. La sua bambina era andata.
Piangere faceva ancor pi male che tossire.
Pi che dormire, perse conoscenza. Allorch si svegli, la sua mascella era talmente gonfia da scattare quando apriva troppo la bocca. Le costole sembravano stare un po' meglio. Si sedette sull'orlo del letto, con la testa tra le mani.
Sarebbe andato al porto. Sarebbe andato da Basia, si sarebbe scusato e gli avrebbe chiesto di partire con loro. Sarebbe uscito dal sistema gioviano. Sarebbe andato da qualche altra parte per ricominciare, senza il suo passato. Senza il suo matrimonio fallito e il suo lavoro andato in fumo. Senza Mei.
Si cambi, infilandosi una camicia leggermente meno sporca di quella che aveva indosso. Si sciacqu le ascelle con un panno umido. Si pettin i capelli all'indietro. Aveva fallito. Non aveva senso insistere. Doveva accettare quella perdita e andare avanti. Forse un giorno ci sarebbe riuscito.
Controll il suo terminale palmare. L'agenda di quel giorno prevedeva un controllo alla conta dei cadaveri marziana, un giro di ricognizione nei parchi, una visita alla dottoressa Astrigan e poi una lista di cinque bordelli in cui non era ancora stato, dove avrebbe potuto indagare sui piaceri illeciti della pedofilia, sperando di non farsi accoltellare da qualche malvivente perbene e con una coscienza civile. Anche i malviventi avevano bambini. E alcuni probabilmente li amavano. Con un sospiro, inser: Mineralizzare acqua parchi.' Doveva trovare qualcuno che disponesse dei codici di accesso agli impianti. Forse la sicurezza avrebbe potuto aiutarlo almeno in quello.
E forse, lungo il percorso, avrebbe ritrovato Mei.
C'era ancora una speranza.

8.

Bobbie

La Harman Dae-Jung era una corazzata della stessa classe della Donnager, lunga mezzo chilometro e con un quarto di milione di tonnellate di peso a secco. La sua baia di attracco interna era abbastanza spaziosa da ospitare quattro navi scorta di classe fregata oltre a una variet di shuttle leggeri e veicoli di riparazione. Al momento, per, conteneva soltanto due navi: il grosso, quasi opulento shuttle che aveva trasportato gli ambasciatori marziani e i funzionari di Stato per il volo verso la Terra, e quello della marina pi piccolo e funzionale su cui aveva viaggiato Bobbie per arrivare da Ganimede.
Bobbie stava usando lo spazio vuoto per fare jogging.
Il capitano della Dae-Jung stava ricevendo pressioni da parte dei diplomatici a bordo affinch giungessero sulla Terra il prima possibile, per cui la nave procedeva con un'accelerazione quasi costante di 1 g. E, mentre la cosa era un fastidio per la maggior parte dei civili marziani, a Bobbie andava a genio. I reparti speciali si addestravano solitamente in condizioni di g elevato, e si sottoponevano a lunghi allenamenti di resistenza a un g almeno una volta al mese. Nessuno aveva mai detto che era per prepararli all'eventualit di dover combattere una guerra. Non ce n'era bisogno.
La sua recente assegnazione su Ganimede non le aveva permesso di dedicarsi ad alcun esercizio ad alto g, e il lungo viaggio verso la Terra sembrava un'ottima occasione per rimettersi in forma. L'ultima cosa che avrebbe voluto era apparire debole ai nativi.
Qualunque cosa tu sappia fare, posso farla meglio canticchiava in un falsetto affannato tra s e s, mentre correva. Posso fare qualsiasi cosa meglio di te.
Diede una rapida occhiata al suo orologio da polso: due ore. Al ritmo rilassato che aveva mantenuto fino a quel momento, doveva aver fatto una ventina di chilometri. Forse avrebbe potuto tirare fino a trenta? La propaganda marziana avrebbe voluto farle credere che met della gente sulla Terra non aveva nemmeno un lavoro, che vivevano di sussidi governativi e spendevano le loro magre risorse economiche in droghe e locali con stimolanti artificiali. Probabilmente, per, alcuni di loro erano comunque in grado di correre per trenta chilometri. Avrebbe scommesso che Snoopy e la sua squadra di marine fossero in grado di farlo, dal modo in cui scappavano da...
Qualunque cosa tu sappia fare, posso farla meglio continu a canticchiare, poi si concentr soltanto sul rumore delle sue scarpe che calpestavano il ponte metallico sotto di s.
Non vide il furiere che faceva il suo ingresso nella baia di attracco e, quando quello la chiam, Bobbie si volt sorpresa e incespic, cadendo a terra e proteggendosi con la mano sinistra appena prima di spaccarsi la testa sul ponte. Sent qualcosa schioccare nel polso e il ginocchio destro picchi dolorosamente sul pavimento mentre rotolava per assorbire l'impatto.
Rimase prona per qualche secondo, muovendo polso e ginocchio per controllare che non ci fosse alcun danno serio. Le facevano male entrambi, ma nessuna delle due articolazioni sembrava cedere. Niente di rotto, quindi. Era appena uscita dall'ospedale, e gi andava cercando nuovi modi per rompersi un'altra volta. Il furiere corse verso di lei e le si accovacci accanto.
Cristo, marine, hai fatto una bella caduta! esclam il ragazzo. Una bella caduta davvero!
Le tocc il ginocchio destro, dove un livido stava gi cominciando ad annerire la pelle nuda appena sotto i suoi pantaloncini da ginnastica, poi sembr rendersi conto di quello che stava facendo e tir via la mano di scatto.
Sergente Draper, si richiede la sua presenza per una riunione nella sala conferenze G alle quattordici e cinquanta disse, con tono appena stridulo mentre riportava il messaggio che gli avevano affidato. Come mai non ha il suo terminale con s? Hanno avuto difficolt a rintracciarla.
Bobbie si rimise in piedi, esaminando cautamente il ginocchio per verificare che reggesse bene il suo peso.
Ti sei appena risposto da solo, ragazzo.
Bobbie arriv alla sala conferenze con cinque minuti di anticipo, con indosso l'uniforme rossa e cachi perfettamente stirata e rovinata soltanto dalla polsiera bianca che il medico di bordo le aveva dato per quella che si era rivelata essere una lieve slogatura. Un marine in completo da battaglia e armato di fucile d'assalto le apr la porta e le rivolse un sorriso mentre entrava nella sala. Era un bel sorriso, pieno di denti bianchi e regolari, sotto un paio d'occhi a mandorla tanto scuri da essere quasi neri.
Bobbie glielo restitu e diede un'occhiata al nome sulla sua tuta. Caporale Matsuke. Non si sapeva mai chi potevi incontrare nella cambusa o in sala pesi. Farsi un amico o due non poteva certo far male.
Fu attirata nella sala da qualcuno che la chiamava per nome.
Sergente Draper ripet il capitano Thorsson, facendo un cenno impaziente verso una sedia al tavolo da conferenza.
Signore replic Bobbie, scattando in un saluto militare prima di occupare il suo posto. Fu sorpresa dall'esiguo numero di persone presenti nella sala. C'erano soltanto Thorsson, dei servizi segreti, e due civili che non conosceva.
Artigliere, stiamo ripassando alcuni dettagli presenti nel suo rapporto; un suo contributo sarebbe apprezzato.
Bobbie attese che le venissero presentati i due civili al tavolo, ma, quando fu chiaro che Thorsson non l'avrebbe fatto, si limit a dire: S, signore. Far quel che posso per aiutare.
Il primo civile, una donna dai capelli rossi e dall'aspetto severo con indosso un abito estremamente costoso, disse: Stiamo cercando di creare una sequenza temporale migliore degli eventi che hanno preceduto l'attacco. Pu mostrarci dove vi trovavate, lei e la sua squadra di fuoco, quando avete ricevuto il messaggio radio in cui vi si chiedeva di tornare all'avamposto?
Bobbie mostr loro il punto, poi rievoc passo dopo passo tutti gli eventi di quella giornata. Guardando la mappa che avevano portato al tavolo, si rese conto per la prima volta di quanto fosse stata sbalzata lontano sulla superficie ghiacciata della luna dall'impatto dello specchio orbitale. A quanto pareva, era stata questione di pochi centimetri tra l'essere scagliata via e l'essere ridotta in poltiglia come il resto del suo plotone...
Sergente disse Thorsson. Il suo tono di voce le fece capire che l'aveva gi detto un altro paio di volte.
Le chiedo scusa, signore. Guardare queste immagini mi ha distratto. Non succeder pi.
Thorsson annu, ma con una strana espressione che Bobbie non riusc a interpretare.
Quello che stiamo cercando di stabilire  il punto preciso in cui  stata inserita l'Anomalia, prima dell'attacco disse l'altro civile, un uomo grassoccio con radi capelli castani.
L'Anomalia, la chiamavano ora. Si riusciva a percepire come mettevano una maiuscola a quella parola, nel pronunciarla. Anomalia, come un qualcosa che capita, semplicemente. Uno strano evento casuale. Perch ognuno aveva ancora paura di chiamarla per ci che era: l'Arma.
Dunque, disse il tipo grassoccio basandoci sul tempo in cui lei  rimasta in contatto radio e sulle informazioni riguardanti la perdita di segnale radio delle altre installazioni attorno all'area interessata, siamo in grado di stabilire con precisione che la fonte del segnale di disturbo  l'Anomalia stessa.
Aspettate un momento disse Bobbie, scuotendo la testa. Che cosa? Quel mostro non pu aver disturbato le nostre radio. Non disponeva di alcuna tecnologia. Non indossava nemmeno una maledettissima tuta spaziale per respirare! Come poteva avere con s la strumentazione necessaria al disturbo delle frequenze?
Thorsson le picchiett paternamente la mano, un gesto che non fece altro che irritare Bobbie ancora di pi, piuttosto che calmarla.
I dati non mentono, sergente. La zona del black-out radio si  spostata. E nel mezzo c'era sempre la... cosa. L'Anomalia riprese Thorsson, poi si volt per parlare con il tipo grassoccio e la rossa.
Bobbie si appoggi allo schienale della sedia, sentendo l'energia che si spostava lontano da lei nella stanza, come se fosse stata una ragazza senza accompagnatore al ballo della scuola. Ma, visto che Thorsson non l'aveva congedata, non poteva nemmeno andarsene da l.
La rossa disse: Secondo i dati che abbiamo sulla perdita di segnale radio, l'inserzione sarebbe qui indic un punto sulla mappa e il percorso verso l'avamposto delle Nazioni Unite  lungo questo crinale.
Che cosa c' in quel punto? disse Thorsson aggrottando le sopracciglia.
Il tipo grassoccio tir fuori una mappa diversa dalla prima e vi si chin sopra per qualche istante.
Sembrano essere dei vecchi tunnel di servizio per il sistema idrico della cupola. Qui dice che sono in disuso da decenni.
Ecco intervenne Thorsson. Il genere di tunnel che qualcuno potrebbe usare per trasportare qualcosa di pericoloso che dovrebbe essere mantenuto segreto.
Gi conferm la rossa. Pu darsi che la stessero consegnando all'avamposto dei marine e che sia loro sfuggita di mano. I marine se la sono data a gambe quando hanno visto che era fuori controllo.
Bobbie rise in modo sprezzante prima di riuscire a impedirsi di farlo.
Ha qualcosa da aggiungere, sergente Draper? chiese Thorsson.
Thorsson la fissava con il suo sorriso enigmatico, ma Bobbie aveva lavorato con lui abbastanza a lungo da sapere che ci che gli dava pi fastidio erano le stronzate. Se intervenivi, voleva essere sicuro che avessi qualcosa di veramente utile da dire. I due civili la stavano fissando sorpresi, come se fosse stata uno scarafaggio che si fosse improvvisamente alzato in piedi su due zampe e avesse cominciato a parlare.
Lei scosse la testa.
Quando ero una matricola, sapete qual era la seconda cosa pi pericolosa di tutto il sistema solare dopo un marine marziano, per il mio sergente?
I civili continuarono a fissarla, ma Thorsson mim le parole con le labbra insieme a lei mentre Bobbie le pronunciava.
Un marine delle Nazioni Unite.
Il tipo grassoccio e la rossa si scambiarono un'occhiata e quest'ultima rote gli occhi per entrambi. Ma Thorsson disse: Quindi non crede che i soldati delle Nazioni Unite stessero fuggendo da qualcosa che gli era sfuggito di mano.
Non c' nemmeno una cazzo di possibilit che sia cos, signore.
E allora ci dia il suo punto di vista sulla faccenda.
Quell'avamposto delle Nazioni Unite era presidiato da un intero plotone di marine. Con la stessa potenza di fuoco del nostro avamposto. Allorch hanno cominciato a fuggire, erano rimasti in sei. Sei. Hanno combattuto quasi fino all'ultimo uomo. Quando sono corsi verso di noi, non stavano cercando la ritirata. Stavano venendo da noi perch li aiutassimo a continuare il combattimento.
Il tipo grassoccio raccolse da terra una borsa a tracolla di cuoio e cominci a rovistarci dentro. La rossa lo guard fare, come se quello che stava facendo fosse molto pi interessante di qualsiasi cosa Bobbie avesse da dire.
Se quell'affare fosse stato un qualche progetto segreto delle Nazioni Unite che quei marine avevano ricevuto il compito di consegnare o proteggere, non sarebbero venuti da noi. Sarebbero morti tentando di portare a termine gli ordini piuttosto che abbandonare la propria missione.  quello che avremmo fatto anche noi.
Grazie rispose Thorsson.
Voglio dire, non era nemmeno la nostra battaglia, e abbiamo combattuto fino all'ultimo marine per fermare quella cosa. Credete che i marine delle Nazioni Unite sarebbero stati da meno?
Grazie, sergente ripet Thorsson, pi forte. Tendo a concordare con lei, ma dobbiamo esplorare tutte le possibilit. I suoi commenti saranno presi in considerazione.
Il tipo grassoccio finalmente trov quel che stava cercando. Una scatoletta di plastica piena di mentine. Ne prese una, poi la porse alla rossa perch si servisse. Un odore dolciastro di menta riemp l'aria. Con la bocca piena, il tipo grassoccio disse: S, grazie, sergente. Credo che qui possiamo andare avanti senza rubarle altro tempo.
Bobbie si alz, fece un altro saluto all'indirizzo di Thorsson e usc dalla sala. Sentiva il cuore che le batteva veloce. La mascella le doleva nel punto in cui digrignava i denti.
I civili non capivano. Nessuno capiva.
Quando il capitano Martens si present nella baia di carico, Bobbie aveva appena finito di smontare l'alloggiamento per l'arma da fuoco sul braccio destro della sua tuta da combattimento. Rimosse il mitragliatore a tre canne dal supporto e lo pos sul pavimento accanto alle altre due dozzine di componenti che aveva gi allentato. Vicino ai pezzi smontati c'era una lattina di detergente per armi e una boccetta di lubrificante, insieme alle varie bacchette e spazzole che usava per pulire i ferri del mestiere.
Martens attese finch non ebbe posato l'arma sul tappetino, poi si sedette sul pavimento accanto a lei. Bobbie attacc una spazzola d'acciaio in fondo a una delle bacchette, la bagn nel detergente e cominci a passarla attraverso la mitragliatrice, una canna per volta. Martens rimase a osservarla.
Dopo qualche minuto, Bobbie sostitu la spazzola con un panno e ripul dalle canne il detergente rimasto. Poi us un panno nuovo intinto nel lubrificante per oliarle. Quando cominci ad applicare il lubrificante alla complessa rete d'ingranaggi che componeva il meccanismo della mitragliatrice e il sistema di ricarica delle munizioni, Martens finalmente parl.
Sa... disse Thorsson fa parte dei servizi segreti della marina fin dall'inizio della sua carriera.  andato dritto alla scuola di addestramento ufficiali, primo della sua classe in accademia, e primo in comando di flotta. Non ha mai fatto nient'altro se non essere un secchione dei piani alti. L'ultima volta che ha sparato con un'arma  stato durante le sue sei settimane di addestramento sul campo, vent'anni fa. Non ha mai guidato una squadra d'assalto. Non ha mai fatto parte di un plotone da combattimento.
Una storia affascinante rispose Bobbie, posando il lubrificante e alzandosi in piedi per riassemblare l'arma. Apprezzo moltissimo il fatto che abbia voluto condividerla con me.
Perci, continu Martens, senza perdere un colpo quanto casino pensa di poter fare prima che Thorsson cominci a chiedermi se magari non  rimasta un po' stordita da una qualche psicosi postraumatica?
Bobbie lasci cadere la chiave inglese che aveva in mano, ma la recuper con l'altra mano prima che potesse toccare terra.
 una visita ufficiale? Perch, se non lo , pu anche andarsene a...
Io, invece? Non sono un secchione riprese Martens. Sono un marine. Mi sono fatto dieci anni di servizio sul campo prima che mi venisse offerto di entrare nella scuola ufficiali. Ho preso due lauree, in psicologia e teologia.
Bobbie sent un prurito sulla punta del naso e si gratt senza pensarci. L'improvviso odore di lubrificante le fece capire che si era appena spalmata il viso d'olio. Martens osserv il suo gesto, ma non smise di parlare. Lei cerc di affogare le sue parole rimettendo insieme l'arma nel modo pi rumoroso possibile.
Ho fatto addestramenti sul campo, esercitazioni di combattimento ravvicinato, ho partecipato a giochi di guerra disse lui, alzando un po' la voce. Lo sapeva che ero una matricola nello stesso campo in cui suo padre era sergente maggiore? Il sergente maggiore Draper era un grand'uomo. Per noi matricole era come un dio.
Bobbie alz la testa di scatto e strinse gli occhi. C'era qualcosa, in quello strizzacervelli che si comportava come se avesse conosciuto suo padre, che le sembrava sporco.
Dico davvero. E, se fosse stato qui ora, le direbbe di starmi ad ascoltare.
Fanculo replic Bobbie. S'immagin suo padre che trasaliva di fronte all'uso di quel turpiloquio per nascondere la paura. Lei non sa un cazzo.
Quello che so  che, quando una sergente d'artiglieria con il suo livello di addestramento e preparazione bellica viene quasi messo fuori uso da un furiere poco pi che adolescente, qualcosa sta andando maledettamente storto.
Bobbie scagli la chiave inglese a terra, rovesciando la boccetta di lubrificante, che cominci a diffondersi sul tappetino come una chiazza di sangue.
Sono caduta, cazzo! Eravamo a pieno g, e sono semplicemente... caduta.
E che mi dice dell'incontro di oggi? Mettersi a gridare in faccia a due analisti civili dei servizi segreti che i marine preferirebbero morire che fallire...
Non ho gridato precis Bobbie, senza la certezza che fosse davvero cos. Il suo ricordo della riunione si era fatto confuso, una volta uscita dalla sala.
Quante volte ha sparato con quell'arma, da quando l'ha pulita ieri?
Come? chiese Bobbie, sentendosi nauseata senza sapere bene perch.
Per quel che importa, quante volte l'ha usata da quando l'ha pulita il giorno prima? O quello prima ancora?
La smetta replic Bobbie, agitando mollemente una mano verso Martens e cercando un punto in cui potersi sedere.
Ha mai usato quell'arma da quando  salita a bordo della Dae-Jung? Perch posso dirle che l'ha pulita ogni singolo giorno in cui  stata a bordo, e in diverse occasioni l'ha pulita due volte nella stessa giornata.
No, io... disse Bobbie, sedendosi finalmente con un tonfo su una cassa di munizioni. Non ricordava di aver pulito l'arma prima di allora. Non lo sapevo.
Questo  disordine da stress postraumatico, Bobbie. Non  una debolezza, o un qualche tipo di falla morale.  quel che accade quando si attraversa un'esperienza terribile. In questo momento non  in grado di accettare ci che  successo a lei e ai suoi uomini su Ganimede, e per questo sta agendo in maniera irrazionale spieg Martens, poi si spost e venne ad accovacciarsi di fronte a lei. Per un istante Bobbie temette che avrebbe tentato di prenderle la mano perch, se l'avesse fatto, l'avrebbe colpito.
Ma non lo fece.
Lei prova vergogna, riprese lui ma non c' niente di cui vergognarsi.  stata addestrata per essere forte, competente e pronta a tutto. Le hanno insegnato che, se si limita a fare quel che le viene detto e tiene a mente l'addestramento,  in grado di affrontare qualsiasi minaccia. Ma, soprattutto, le hanno insegnato che le persone pi importanti del mondo sono quelle che le stanno accanto nella linea di fuoco.
Bobbie sent un fremito nella guancia appena sotto l'occhio e si strofin quel punto con tanta forza da far esplodere le stelle nel suo campo visivo.
E poi vi siete imbattuti in qualcosa a cui l'addestramento non poteva prepararvi in alcun modo, e contro cui non avevate difese. E ha perso i suoi compagni di squadra e amici.
Bobbie fece per replicare e si rese conto che stava trattenendo il fiato, per cui, invece di parlare, esal forte. Martens non si interruppe.
Abbiamo bisogno di lei, Roberta. Abbiamo bisogno che torni con noi. Non sono mai stato dove  lei ora, ma conosco un sacco di gente che ci  passata, e so come aiutarla. Se me lo lascer fare. Se vorr parlare con me. Non posso cambiare le cose. Non posso curarla. Ma posso farla stare meglio.
Non mi chiami Roberta replic Bobbie, cos piano che riusciva a malapena a sentirsi.
Fece qualche respiro corto, cercando di schiarirsi le idee e di non andare in iperventilazione. Gli odori della stiva le si riversarono addosso. L'odore di plastica e metallo della sua tuta. Quelli pungenti e contrastanti di lubrificante per armi e fluidi idraulici, vecchi e consumati, affondati nel metallo nonostante tutto l'impegno che potessero mettere i mozzi nello spazzolare il ponte. Il pensiero di migliaia di marinai e marine che attraversavano quello stesso spazio, intenti a lavorare per il proprio equipaggio e alla pulizia di quelle stesse paratie, la riport al presente.
Si spost verso la mitragliatrice riassemblata e la tolse dal tappetino prima che la pozza d'olio lubrificante potesse toccarla.
No, capitano. Parlare con lei non  ci che mi far stare meglio.
E che cosa la farebbe stare meglio, sergente?
Quella cosa che ha ucciso i miei amici, e ha dato inizio a questa guerra... Qualcuno ha messo quella cosa su Ganimede disse lei, rimettendo la mitragliatrice nell'alloggiamento con un forte scatto metallico. Diede un giro alla tripla canna con un movimento della mano, e quella continu a girare con il sibilo veloce e oleoso tipico dei supporti di alta qualit. Scoprir chi  stato. E lo uccider.

9.

Avasarala

Il rapporto era lungo pi di tre pagine, ma Soren era riuscito a trovare qualcuno che aveva le palle di ammettere di non sapere quando non sapeva. Su Venere stavano accadendo strane cose, pi strane di quanto Avasarala avesse saputo o immaginato. Una rete di filamenti aveva quasi inglobato il pianeta in una serie di esagoni larghi cinquanta chilometri e, a parte il fatto che sembravano trasportare acqua super riscaldata e corrente elettrica, nessuna sapeva di che si trattasse. La gravit del pianeta era aumentata del tre percento. Turbini accoppiati di benzene e idrocarburi complessi spazzavano i crateri d'impatto come atleti di nuoto sincronizzato nei punti in cui i resti della Stazione di Eros si erano schiantati sulla superficie del pianeta. Le migliori menti scientifiche del sistema rimanevano a bocca aperta di fronte a quei dati, e il motivo per cui nessuno aveva ancora ceduto al panico era che nessuno era concorde sul motivo per cui fosse opportuno cedere al panico.
Da una parte, la metamorfosi venusiana era il pi grandioso fenomeno scientifico mai osservato. Qualunque cosa stesse accadendo, era tutto in piena vista. Non esistevano accordi di non divulgazione o di non competizione di cui preoccuparsi. Chiunque disponesse di uno scanner sufficientemente sensibile poteva osservare attraverso le nubi di acido solforico tutto quello che stava succedendo laggi. Le analisi erano riservate, i risultati degli studi di settore protetti, ma i dati grezzi erano in orbita intorno al sole, a disposizione di tutti.
Soltanto che, fino a quel momento, erano come una manica di lucertole intente a guardare la Coppa del mondo. Detta in altra maniera, non sapevano bene che cos'era che avevano sotto gli occhi.
Ma i dati erano chiari. L'attacco su Ganimede e il picco di energia spesa su Venere avevano avuto luogo esattamente nello stesso momento. E nessuno sapeva dire perch.
Be', questa roba non vale un cazzo esclam.
Avasarala richiuse il suo terminale palmare e guard fuori dalla finestra. Intorno a loro, il bar mormorava piano, come nei migliori ristoranti, solo senza la fastidiosa necessit di dover pagare per ogni cosa. I tavoli erano di legno vero, attentamente disposti affinch tutti godessero della vista e nessuno potesse essere origliato a meno che non lo desiderasse espressamente. Quel giorno pioveva. Anche se le gocce non avessero picchiettato sulle finestre, rendendo indistinti citt e cielo, Avasarala l'avrebbe capito comunque per via dell'odore. Il suo pranzo - sagaloo freddo, e qualcosa che si supponeva fosse pollo tandoori - era rimasto sul tavolo, intatto. Soren era ancora seduto di fronte a lei, con un'espressione educata e attenta come quella di un golden retriever.
Non ci sono dati che corroborino l'idea di un lancio disse Soren. Qualsiasi cosa sia su Venere, sarebbe dovuta arrivare su Ganimede, e non c' alcuna traccia di un'attivit del genere.
Qualsiasi cosa si trovi su Venere crede che l'inerzia sia un optional e che la gravit non sia una costante. Ignoriamo a cosa potrebbe somigliare un lancio. Per quanto ne sappiamo noi, potrebbero anche arrivare a piedi su Giove.
Il ragazzo annu, ammettendo che aveva ragione.
A che punto siamo con Marte?
Hanno acconsentito a incontrarci qui. Le loro navi sono gi in viaggio con la delegazione diplomatica, inclusa la testimone.
La marine? Draper?
S, signora. L'ammiraglio Nguyen  incaricato della scorta.
Sta facendo il bravo?
Finora s.
Molto bene. Che altro c' da fare, ora? chiese Avasarala.
Jules-Pierre Mao la sta aspettando nel suo ufficio, signora.
Fammi avere un dossier su di lui. Qualsiasi cosa possa sembrarti rilevante.
Soren sbatt le palpebre. Un lampo illumin le nuvole dall'interno.
Ho inviato il rapporto...
Lei sent una fitta di fastidio che era per met di imbarazzo. Aveva dimenticato che il rapporto sull'uomo in questione era nella sua pila di documenti. Insieme a quello c'erano anche altri trenta documenti, e la notte prima aveva dormito male, disturbata da sogni in cui Arjun era morto inaspettatamente. Da quando suo figlio era morto in un incidente di sci, Avasarala aveva cominciato ad avere incubi in cui rimaneva vedova; la sua mente fondeva gli unici due uomini che avesse mai amato.
Aveva previsto di ripassare quelle informazioni prima di colazione. Se n'era dimenticata. Ma non l'avrebbe ammesso di fronte a quel moccioso europeo soltanto perch era intelligente, competente, e faceva tutto ci che lei gli ordinava.
So che cosa c' nel rapporto. So tutto disse, alzandosi in piedi. Questo  un test. Ti sto chiedendo che cosa ti sembra rilevante di quest'uomo.
Si allontan, spostandosi con deliberata rapidit verso le porte di quercia intarsiate, costringendo Soren ad affrettarsi per rimanere al passo.
 socio di maggioranza della Mao-Kwikowski Mercantile disse Soren, con voce abbastanza bassa da raggiungere soltanto lei prima di spegnersi. Prima dell'incidente, erano uno dei maggiori fornitori della Protogen. Equipaggiamento medico, sale per le radiazioni, infrastrutture di sorveglianza e codifica... Quasi tutto ci che la Protogen aveva messo su Eros o aveva usato per costruire la sua stazione ombra proveniva da un magazzino della Mao-Kwik, trasportato su un cargo della Mao-Kwik.
E come mai  ancora a piede libero? chiese lei, proseguendo a passo svelto oltre le porte e lungo il corridoio successivo.
Non ci sono prove che la Mao-Kwik fosse al corrente di come veniva usato l'equipaggiamento fornito rispose Soren. Dopo che la Protogen  stata smascherata, la Mao-Kwik  stata uno dei primi soggetti a fornire informazioni utili al comitato investigativo. Se la compagnia - e, quando dico la compagnia', intendo dire lui' - non avesse consegnato un terabyte di corrispondenza riservata, Gutmansdottir e Kolp avrebbero potuto non essere incriminati.
Un uomo dai capelli grigi e un ampio naso andino che camminava lungo il corridoio in senso contrario alz gli occhi dal suo terminale palmare e le rivolse un cenno di saluto col capo mentre si avvicinavano.
Victor disse Avasarala. Mi dispiace per Annette.
I dottori dicono che star bene rispose l'andino. Le dir che hai chiesto di lei.
Dille che le raccomando di uscire da quel dannato letto prima che suo marito cominci a farsi venire qualche idea maliziosa replic lei, e l'andino rise mentre li superava. Magari l'ha fatto per ottenere uno sconto di pena. Cooperazione in cambio di clemenza.
 una delle possibili interpretazioni. Ma quasi tutti hanno dato per scontato che si trattasse di una vendetta personale per ci che  accaduto a sua figlia.
Era su Eros disse Avasarala.
Era Eros precis Soren mentre salivano in ascensore. La ragazza era l'agente infettante. Gli scienziati pensano che la protomolecola abbia costruito la propria architettura usando il suo corpo e il suo cervello come modello.
Le porte dell'ascensore si chiusero; la macchina sapeva gi chi erano e dove dovevano andare. La cabina cominci dolcemente la sua discesa mentre le sopracciglia di Avasarala s'inarcavano.
Quindi, quando hanno cominciato a negoziare con quella cosa...
Stavano parlando con ci che rimaneva della figlia di Jules-Pierre Mao disse Soren. O meglio, pensano che sia andata cos.
Avasarala fece un fischio basso.
Ho superato il test, signora? chiese Soren, mantenendo un'espressione neutra e impassibile in volto, tranne per un bagliore in fondo agli occhi che le diceva che lui sapeva di esser stato menato per il naso. Suo malgrado, Avasarala sorrise.
A nessuno piacciono i saputelli rispose. L'ascensore si ferm; le porte si aprirono.
Jules-Pierre Mao sedeva alla scrivania di Avasarala; irradiava un'aura di calma tranquillit, con una minima sfumatura di divertimento. Avasarala lo studi rapidamente con lo sguardo, acquisendo i dettagli: un abito di sartoria a cavallo tra il beige e il grigio, capelli che andavano diradando senza che fosse stata effettuata nessuna terapia medica, occhi di un azzurro sorprendente che probabilmente aveva fin dalla nascita. Indossava la sua et come a voler dichiarare che la lotta ai segni del tempo e della mortalit era per lui di scarso interesse. Vent'anni prima doveva essere stato irresistibilmente bello. Ora era bello e pieno di dignit e, a un primo impatto, per impulso istintivo, Avasarala prov il desiderio di farsi piacere quell'uomo.
Signor Mao disse, con un cenno del capo. Mi scuso per averla fatta attendere.
Ho gi lavorato con il governo, prima d'ora rispose lui. Aveva un accento europeo che avrebbe fatto sciogliere chiunque. Capisco perfettamente i vostri impegni. Che cosa posso fare per lei, vicesottosegretario?
Avasarala si sedette alla sua scrivania. Il Buddha sorrideva beato dalla sua alcova nella parete. La pioggia velava le finestre, e le ombre davano quasi l'impressione che Mao stesse piangendo. Avasarala giunse i polpastrelli delle mani di fronte a s.
Gradisce del t?
No, grazie replic Mao.
Soren! Portami del t.
S, signora disse il ragazzo.
Soren.
Signora?
Fa' con calma.
Certamente, signora.
La porta si richiuse alle sue spalle. Il sorriso di Mao sembrava stanco.
Avrei forse dovuto portare con me i miei avvocati?
Quei bastardi ficcanaso? No disse lei. I processi sono finiti. Non ho intenzione di riaprire alcuna disputa legale. Ho del lavoro concreto da sbrigare.
Una cosa che rispetto osserv Mao.
Ho un problema disse Avasarala. E non so quale sia.
E crede che io lo sappia?
 possibile. Ho studiato parecchie di quelle stramaledette udienze. La maggior parte delle volte, non sono altro che un balletto per pararsi il culo. Se la pura e semplice verit fosse mai uscita fuori in una di quelle occasioni, sarebbe stato soltanto perch qualcuno ha fatto qualche cazzata.
Gli occhi azzurri di Mao si strinsero. Il sorriso si fece meno caloroso.
Intende forse dire che i miei dirigenti e io siamo stati meno che collaborativi? Ho fatto incarcerare uomini molto potenti, per voi, vicesottosegretario. Ho bruciato molti ponti.
La voce di un tuono minaccioso mormor in lontananza. La pioggia raddoppi il suo furioso tamburellare sui vetri. Avasarala incroci le braccia.
 vero. Ma questo non fa di lei un idiota. Ci sono pur sempre determinate cose che si dicono sotto giuramento, e altre cose attorno alle quali si continua a girare. Questa stanza non  sotto controllo. La nostra conversazione  confidenziale. Ho bisogno di sapere tutto ci che pu dirmi, che non sia emerso in sede di udienza, sulla protomolecola.
Il silenzio tra i due si protrasse per un lungo momento. Avasarala osserv il suo volto, il suo corpo, alla ricerca di un qualche segno, ma quell'uomo era imperscrutabile. Era un gioco che praticava da troppo tempo, ed era bravo. Un professionista.
Capita che qualcosa si perda per strada disse Avasarala. Una volta, durante la crisi finanziaria, abbiamo ritrovato un'intera divisione di revisione dei conti di cui nessuno ricordava l'esistenza. Perch  cos che funziona. Prendi parte di un problema e la metti da una parte, ci fai lavorare un gruppo di persone, poi prendi un'altra parte del medesimo problema e ci fai lavorare un altro gruppo di persone. E alla fine ti ritrovi con sette, otto, cento scatole diverse a cui lavorano gruppi diversi, e nessuno parla con gli altri perch sarebbe un'infrazione al protocollo di sicurezza.
E lei crede che...
Abbiamo fatto fuori la Protogen, e lei ci ha dato una mano. Mi sto chiedendo se, per caso, lei sappia niente di qualcuna di queste scatole che capita di smarrire chiss dove. E spero davvero che la sua risposta sia affermativa.
Si tratta forse di una richiesta del segretario generale, o magari di Errinwright?
No. Soltanto mia.
Ho gi detto tutto quello che so disse lui.
Non le credo.
Mao lasci cadere la maschera. Dur meno di un secondo, niente pi che un cambiamento nella postura e un irrigidimento nella mascella, subito svaniti. Rabbia. Questo s che era interessante.
Hanno ucciso mia figlia disse piano. Anche se avessi avuto qualcosa da nascondere, non l'avrei fatto.
Come mai proprio sua figlia? chiese Avasarala. L'avevano presa di mira? C'era qualcuno che voleva usarla contro di lei?
 stata solo sfortuna. Lei era uscita nelle orbite esterne, cercando di provare chiss che cosa. Era giovane, ribelle e stupida. Stavamo cercando di farla tornare a casa, ma... si  trovata nel posto sbagliato, al momento sbagliato.
Qualcosa solletic la mente di Avasarala. Un'intuizione. Un impulso. Lo segu.
Ha pi avuto sue notizie da allora?
Non capisco.
Da quando la Stazione di Eros si  schiantata su Venere, ha pi avuto notizie di sua figlia?
Era interessante osservarlo mentre fingeva rabbia. Era quasi come quella vera. Avasarala non avrebbe saputo dire che cosa fosse a sembrarle non autentico. L'intelligenza nei suoi occhi, forse. L'impressione che fosse pi presente di quanto non fosse stato prima. La rabbia autentica travolgeva le persone. Questa rabbia era uno stratagemma.
La mia Julie  morta rispose con la voce che tremava in modo quasi teatrale.  morta quando quell'affare alieno  precipitato su Venere.  morta per salvare la Terra.
Avasarala scelse una replica morbida. Abbass la voce, lasci che il suo viso assumesse un'espressione preoccupata, quasi da nonna. Se lui aveva intenzione di recitare il ruolo dell'uomo ferito, lei poteva fare la parte della madre.
Qualcosa  sopravvissuto, per disse.  sopravvissuto a quell'impatto, e tutti sanno che  cos. Ho motivo di credere che non sia rimasta l. Se una qualche parte di sua figlia  sopravvissuta al cambiamento, potrebbe essere venuta da voi. Aver cercato di contattarla. O di contattare sua madre.
Non c' niente che voglia di pi che riavere indietro la mia bambina disse Mao. Ma ormai  andata.
Avasarala annu.
E va bene replic.
C' altro che posso fare per lei?
Di nuovo quella finta rabbia. Avasarala si pass un polpastrello sotto i denti, riflettendo. C'era qualcosa, l, qualcosa appena sotto la superficie. Non sapeva bene che cosa avesse davanti, con Mao.
Ha saputo di Ganimede? gli chiese.
C' stato un combattimento rispose lui.
Forse qualcosa di pi precis Avasarala. La cosa che ha ucciso sua figlia  ancora l fuori. Era su Ganimede. Ho intenzione di scoprire come e perch.
Lui si appoggi allo schienale. Era autentica quell'espressione di sorpresa?
Vi aiuter, se posso disse lui, con voce flebile.
Cominci da questo: c' niente che non ha detto durante le udienze? Un partner commerciale che ha preferito non nominare... un programma di supporto o del personale ausiliario in esterna... Non m'interessa se non  legale. Posso garantirle l'amnistia per qualsiasi cosa, ma ho bisogno di saperlo adesso. Qui e ora.
Amnistia? domand, come se fosse stato uno scherzo.
Se me lo dice ora, s.
Se avessi qualcosa da darle, glielo darei replic lui. Ho detto tutto quello che sapevo.
E va bene, allora. Mi dispiace di averle rubato del tempo. E... mi dispiace di aver riaperto una vecchia ferita. Ho perso un figlio anch'io. Charanpal aveva quindici anni. Un incidente mentre sciava.
Mi dispiace disse Mao.
Se dovesse saltar fuori qualcos'altro, mi metta al corrente.
Lo far promise lui, alzandosi dalla sedia. Lei lo lasci arrivare fin quasi alla porta prima di parlare di nuovo.
Jules?
Voltando la testa per guardarsi oltre la spalla, Mao le apparve come il fermo immagine di un film.
Se scopro che sapeva qualcosa e che non me l'ha detto, non la prender bene lo avvert Avasarala. E non sono una persona con cui le conviene fare lo stronzo.
Se non l'avessi saputo quando sono venuto qui, ora lo so ribatt Mao. Era un commiato buono come un altro. La porta si richiuse alle sue spalle. Avasarala sospir, appoggiandosi allo schienale della poltrona. Spost lo sguardo verso il Buddha.
Grazie per l'aiuto, grassone compiaciuto che non sei altro disse. La statua, essendo soltanto una statua, non rispose. Avasarala spense le luci e lasci che il grigio della tempesta riempisse la stanza. C'era qualcosa, in Mao, che non la convinceva.
Poteva darsi che fosse semplicemente l'abile autocontrollo di un negoziatore aziendale di alto profilo, ma aveva avuto la sensazione di essere stata tagliata fuori. Esclusa. E anche questo era interessante. Si chiese se avrebbe cercato di contrastare la sua mossa, di scavalcarla. Probabilmente sarebbe stato opportuno avvertire Errinwright che avrebbe potuto ricevere una chiamata rabbiosa.
Avasarala era incerta. Arrivare a pensare che ci fosse qualcosa di remotamente umano su Venere era forse una forzatura eccessiva. La protomolecola, per come tutti la intendevano, era stata progettata per innestarsi su una vita primitiva e ristrutturarla in qualcosa di diverso. Ma, se... se la complessit della mente umana fosse stata troppo difficoltosa da controllare completamente e la ragazza fosse in qualche modo riuscita a sopravvivere all'impatto, se avesse cercato di contattare suo padre...
Avasarala prese il suo terminale palmare e apr un collegamento con Soren.
Signora?
Quando ho detto di prendertela comoda, non intendevo dire che dovevi prenderti un cazzo di giorno di riposo. Il mio t?
Arriva, signora. Sono stato trattenuto. Ho un rapporto per lei che potrebbe rivelarsi interessante.
Sar meno interessante se il t  freddo replic lei, e chiuse la conversazione.
Mettere sotto sorveglianza Mao, in qualsiasi modo, sarebbe probabilmente stato impossibile. La Mao-Kwikowski Mercantile doveva disporre dei propri sistemi di comunicazione, di schemi cifrati autonomi, con diverse altre compagnie rivali potenti almeno quanto le Nazioni Unite intente a ficcare il naso alla ricerca di qualche segreto aziendale. Ma dovevano esserci altri modi di intercettare eventuali comunicazioni provenienti da Venere e dirette ai sistemi della Mao-Kwik. O eventuali messaggi diretti verso quel pozzo di gravit.
Soren entr nella sala con un vassoio su cui erano posati una teiera di metallo e una tazza di terracotta senza manico. Non disse niente del buio e si limit ad avanzare cautamente verso la scrivania; pos il vassoio, vers una tazza di t fumante e scuro, poi mise il proprio terminale palmare sulla scrivania accanto a essa.
Potevi mandarmi una cazzo di copia, no? disse Avasarala.
In questo modo  pi teatrale, signora si giustific Soren. La presentazione  tutto.
Lei sbuff e prese piccata la tazza, soffiando sulla superficie scura del liquido prima di dare un'occhiata al terminale. L'ora di creazione del documento indicava che era giunto da fuori Ganimede sette ore prima, insieme al codice identificativo del rapporto associato. L'uomo nella fotografia aveva lo scheletro tarchiato di un terrestre, i capelli scuri arruffati e una particolare bellezza da ragazzino. Avasarala aggrott le sopracciglia di fronte all'immagine mentre sorseggiava il suo t.
Che cosa gli  successo in faccia? chiese.
Il funzionario che lo ha segnalato ha suggerito che la barba serva da travestimento.
Lei sbuff dal naso.
Be', grazie a dio non si  messo un paio di occhiali da sole, o avremmo rischiato di non riconoscerlo mai. Cosa cazzo ci fa James Holden su Ganimede?
 arrivato con una nave di soccorso. Non si tratta della Rocinante.
Ne abbiamo conferma? Lo sai che quei bastardi dell'APE sono capaci di falsificare i codici di registrazione.
Il funzionario che ha fatto rapporto ha eseguito un'ispezione visiva della disposizione interna e ha confrontato i registri al suo ritorno. Inoltre, l'equipaggio non includeva il pilota solitamente ingaggiato da Holden, per cui immaginiamo che la Rocinante sia stata parcheggiata da qualche parte a portata di raggio stretto disse Soren. Fece una pausa. C' un mandato di incarcerazione a vista per Holden.
Avasarala riaccese le luci. La finestra divenne nuovamente uno specchio scuro; la tempesta fu respinta fuori.
Dimmi che non l'abbiamo eseguito disse Avasarala.
Non l'abbiamo eseguito conferm Soren. Abbiamo messo lui e la sua squadra sotto sorveglianza, ma la situazione all'interno della stazione non  adatta a un pedinamento ravvicinato. Per di pi, Marte non sembra essersi ancora accorto della sua presenza sul posto, per cui stiamo cercando di tenere per noi questa informazione.
 un bene che ci sia ancora qualcuno, l fuori, che sa come condurre un'operazione con discrezione. Abbiamo una qualche idea di cosa ci faccia l?
Fino a ora, sembra essere un tentativo di sostegno alla popolazione disse Soren stringendosi nelle spalle. Non abbiamo osservato nessun incontro con personalit che rivestano un interesse speciale.  intento a fare domande. Si  quasi cacciato in una rissa con un funzionario opportunista dedito a taglieggiare le navi di soccorso, ma l'altro si  tirato indietro.  ancora presto, per.
Avasarala prese un altro sorso di t. Doveva concederglielo: il ragazzo sapeva prepararlo davvero bene. O conosceva qualcuno in grado di farlo, il che era la stessa cosa. La presenza di Holden significava che l'APE era interessata alla situazione su Ganimede. E che non aveva ancora nessuno sul campo che potesse far loro rapporto.
Che desiderasse avere informazioni, in s, non significava molto. Se anche si fosse trattato di un branco di artiglieri idioti a cui era scivolato il dito sul grilletto, Ganimede era comunque una stazione di importanza strategica per il sistema gioviano e per la Fascia. Era normale che l'APE volesse avere qualcuno sulla scena. Inviare proprio Holden, per, l'unico sopravvissuto della Stazione di Eros, sembrava pi che una semplice coincidenza.
Non sanno di che si tratta disse ad alta voce.
Signora?
Hanno infiltrato qualcuno che abbia avuto esperienza di prima mano con la protomolecola per un motivo preciso. Stanno cercando di capire che diavolo sta succedendo. Il che significa che non lo sanno. Il che significa... Sospir. Il che significa che non sono stati loro. Ed  un cazzo di peccato, visto che dispongono dell'unico esemplare vivo di cui conosciamo l'esistenza.
Che cosa desidera che faccia la squadra di sorveglianza?
Sorvegliare scatt lei. Tenerlo d'occhio, vedere con chi parla e che cosa fa. Facciano rapporto quotidiano se non c' niente da dire, e aggiornamenti in tempo reale se la situazione si fa interessante.
S, signora. Vuole che venga catturato?
Che li prendano quando cercheranno di lasciare Ganimede. Altrimenti, che si tengano alla larga e cerchino di non farsi notare. Holden  un idiota, ma non  stupido. Se si accorgesse di essere sotto sorveglianza, comincerebbe a trasmettere all'universo le foto delle nostre fonti su Ganimede o cose del genere. Non sottovalutiamo la sua capacit di incasinare ogni cosa.
Nient'altro?
Un altro lampo squarci il cielo. Un altro tuono. Un'altra tempesta, tra i milioni di miliardi di tempeste che avevano dato l'assalto alla Terra dall'inizio dei tempi, quando qualcosa aveva provato a porre fine alla vita su quello stesso pianeta. Qualcosa che ora si trovava su Venere. E che si stava diffondendo.
Trova un modo affinch io possa contattare Fred Johnson senza che Nguyen o i marziani lo vengano a sapere disse Avasarala. Potremmo avere bisogno di fare ricorso a un po' di negoziazione non ufficiale.

10.

Prax

Paskirrup es sono a questo disse il ragazzo seduto sulla branda. Pinche salad, sa-sa?
Non poteva avere pi di vent'anni. Abbastanza giovane da essere suo figlio, tecnicamente, proprio come Mei sarebbe potuta essere la figlia del ragazzo. Magro come uno stecco per via della crescita adolescenziale e di una vita trascorsa a bassa gravit, la sua secchezza era quantomeno inconcepibile. E inoltre era in chiaro stato di denutrizione.
Posso scriverti una cambiale, se vuoi disse Prax.
Il ragazzo sorrise e fece un gesto rude.
Per esperienza professionale, Prax sapeva che i pianeti interni vedevano l'idioma cinturiano come una sorta di dichiarazione di appartenenza territoriale. Grazie agli anni passati su Ganimede in qualit di botanico alimentare, sapeva anche che concerneva l'appartenenza sociale. Era cresciuto con dei tutori che parlavano cinese e inglese senza alcuna inflessione. Aveva parlato con uomini e donne provenienti da ogni parte del sistema. Dal modo in cui qualcuno pronunciava la parola allopoliploidia', Prax avrebbe saputo capire se proveniva dalle universit della zona di Pechino o del Brasile, se era cresciuto all'ombra delle Montagne Rocciose o dell'Olympus Mons o nei corridoi di Ceres. Lui stesso era cresciuto in condizioni di microgravit, ma il gergo della Fascia gli era estraneo come a un novellino qualunque. Se il ragazzo avesse voluto scavalcarlo con le parole, non gli sarebbe stato difficile. Ma Prax era un cliente pagante, e sapeva che il ragazzo stava facendo uno sforzo per farsi capire.
La tastiera di programmazione era due volte pi grande di un normale terminale palmare, con la plastica consumata dall'uso e dal tempo. Una barra di progresso si stava lentamente riempiendo da una parte, con delle note in cinese semplificato che scorrevano a ogni movimento.
Il buco era uno di quelli pi economici, vicino alla superficie della luna. Non era pi largo di tre metri, con quattro stanze grezze scavate faticosamente nel ghiaccio da un corridoio pubblico a malapena pi ampio o meglio illuminato. Le vecchie pareti di plastica scintillavano e trasudavano di condensa. Erano nella stanza pi lontana dal corridoio; il ragazzo sulla sua branda, e Prax che se ne stava chino sulla porta.
Non prometto niente di completo disse il ragazzo. Quello che , , sab?
Qualunque cosa tu riesca a trovare va benissimo.
Il ragazzo annu una volta. Prax non conosceva il suo nome. Non era una cosa da chiedere. I giorni che gli ci erano voluti per trovare qualcuno che fosse disposto a infiltrarsi nel sistema di sicurezza erano stati una lunga danza tra la sua ignoranza dell'economia grigia della Stazione di Ganimede e la disperazione e la fame crescenti perfino nelle zone pi corrotte della luna. Un mese prima, quel ragazzo poteva benissimo essere stato impegnato a trafugare dati commerciali da rivendere o da tenere sotto sequestro in cambio di credito privato facilmente riciclabile. E ora stava cercando di rintracciare Mei in cambio di foglie sufficienti per un magro pasto. Il baratto agricolo, la pi antica forma di economia della storia dell'umanit, era giunto su Ganimede.
La copia di autenticazione  andata disse il ragazzo. Succhiata dai server, infognata fino alle chiappe.
Quindi, se non puoi infiltrarti nei server della sicurezza...
Non serve. Telecamera ha memoria, memoria ha cache. Dal blocco militare, si riempie e si riempie. Nessuno guarda.
Vorrai scherzare? disse Prax. I due pi grandi eserciti del sistema si stanno confrontando, e non pensano a guardare le telecamere di sicurezza?
Si squadrano tra loro. Nessuno frega niente di noi.
La barra di progresso si riemp del tutto e mand un trillo. Il ragazzo apr un elenco di codici identificativi e cominci a scorrerne la lista, borbottando tra s e s. Dalla prima sala giunse il debole lamento di un beb. Sembrava affamato. Certo che lo era.
Il bambino  tuo?
Danni collaterali disse il ragazzo, cliccando due volte su un codice. Si apr una nuova finestra. Un grande corridoio. Una porta mezza fusa e forzata. Graffi profondi sulle pareti e, peggio ancora, una pozza d'acqua. Non avrebbe dovuto esserci dell'acqua in libera circolazione. I controlli ambientali si stavano allontanando sempre di pi dai livelli di sicurezza minimi. Il ragazzo alz gli occhi verso Prax. C'est la?
S disse Prax.  questo.
Il ragazzo annu e torn a chinarsi sulla sua console.
Ho bisogno delle immagini prima dell'attacco. Prima che lo specchio si schiantasse a terra spieg Prax.
Hokay, capo. Indietriamo. Tod  frames con null delta. Vediamo solo quando succede qualcosa, que s?
Bene. S, va bene.
Prax si fece avanti, chinandosi per dare un'occhiata oltre la spalla del ragazzo. L'immagine vacillava senza che sullo schermo cambiasse alcunch, tranne la pozza d'acqua che si rimpiccioliva a poco a poco. Stavano tornando indietro nel tempo, di giorni e settimane. Verso il momento in cui ogni cosa era andata in pezzi.
Dei medici comparvero sullo schermo, apparentemente camminando all'indietro nel mondo invertito mentre trasportavano un cadavere e lo posavano accanto alla porta. Poi un altro, accatastato su di esso. I due cadaveri rimasero immobili; poi uno dei due si mosse, grattando delicatamente il muro, poi con pi forza finch, in un batter d'occhio, non si rialz barcollante e and via.
Dovrebbe esserci una bambina. Sto cercando qualcuno che ha portato via una bambina di quattro anni.
Asilo nido, giusto? Dovrebbero essercene un migliaio.
Me ne interessa una soltanto.
Il secondo cadavere, una donna, si mise a sedere e poi si alz, tenendosi lo stomaco tra le mani. Un uomo entr nell'inquadratura, impugnando una pistola, curando la donna e risucchiando il proiettile dal suo stomaco. I due litigarono, si calmarono e si separarono pacificamente. Prax sapeva che stava assistendo alla scena in senso inverso rispetto allo svolgersi degli eventi, ma il suo cervello a corto di sonno e di calorie continuava a cercare di interpretare quelle immagini come una sequenza narrativa. Un gruppo di soldati strisci all'indietro fuori dalla porta distrutta, come in un parto podalico, poi si accovacciarono e indietreggiarono di corsa. La porta torn integra in un lampo di luce, mostrando grappoli di cariche di termite appese su di essa come frutti finch un soldato in uniforme marziana non corse in campo per recuperarle senza far danni. Una volta completato il loro raccolto tecnologico, i soldati indietreggiarono tutti rapidamente, lasciandosi dietro uno scooter appoggiato alla parete.
Poi la porta si apr e Prax si vide uscire. Sembrava pi giovane. Batt sulla porta, con le mani che rimbalzavano sulla sua superficie a intermittenza, quindi salt goffamente sullo scooter e svan in retromarcia.
La porta si fece muta. Immobile. Prax trattenne il fiato. Una donna con un bambino di cinque anni posato sull'anca cammin all'indietro fino alla porta, scomparve al suo interno, e poi riapparve. Prax dovette ricordare a s stesso che la donna non aveva lasciato l suo figlio, ma che era venuta a recuperarlo. Due figure indietreggiarono lungo il corridoio.
No. Erano in tre.
Fermo.  qui disse Prax, con il cuore che gli martellava sul costato.  lei.
Il ragazzo attese finch tutte e tre le figure non furono perfettamente inquadrate dall'occhio della telecamera, mentre uscivano nel corridoio. Mei aveva un'espressione petulante in viso; nonostante la bassa risoluzione della telecamera di sicurezza, Prax riconobbe quell'espressione. E l'uomo che la teneva in braccio...
Nel suo petto si scontrarono sollievo e indignazione, e fu il primo a prevalere. Era il dottor Strickland. Era andata via con il dottor Strickland, che sapeva della sua condizione medica, dei farmaci e di tutte le cose che andavano fatte per tenere Mei in vita. Cadde in ginocchio, chiuse gli occhi e pianse. Se era stato lui a prenderla, allora Mei non era morta. Sua figlia non era morta.
A meno che, sussurr un flebile pensiero demoniaco nella sua mente, non fosse morto anche il dottor Strickland.
La donna era una sconosciuta. Aveva capelli scuri, con dei tratti che a Prax ricordavano vagamente una delle botaniche russe con cui aveva collaborato. Tra le mani teneva un foglio di carta arrotolato. Il suo sorriso poteva essere di divertimento o d'impazienza. Prax non sapeva dirlo con certezza.
Puoi seguirli? chiese. Vedere dove sono andati?
Il ragazzo lo fiss con le labbra arricciate.
Per un'insalata? No. Scatola di pollo e salsa atche.
Non ho del pollo.
E allora hai quello che hai replic il ragazzo stringendosi nelle spalle. I suoi occhi erano spenti come biglie. Prax avrebbe voluto colpirlo, avrebbe voluto strangolarlo finch non avesse estratto quelle immagini dai computer morenti. Ma era pi che probabile che quel tizio avesse una pistola, o qualcosa di peggio, e che, a differenza di lui, sapesse come usarla.
Per favore supplic Prax.
Hai avuto il tuo favore, tu. No espressa m, s?
Prax sent l'umiliazione salirgli in fondo alla gola, e la ricacci gi.
Pollo disse.
S.
Prax apr la sua borsa a tracolla e tir fuori una doppia manciata di foglie, peperoni arancioni e cipolle di neve, posando il tutto sulla branda. Il ragazzo ne afferr una manciata e se la ficc in bocca, stringendo gli occhi in un'espressione di piacere animale.
Far quel che posso disse Prax.
Non pot fare niente.
Le uniche proteine ancora presenti sulla stazione venivano razionate dalle scorte di emergenza, oppure se ne andavano in giro su due piedi. La gente aveva cominciato a mettere in pratica la stessa strategia di Prax, spogliando le piante nei parchi e nei sistemi idroponici. Nessuno si era preoccupato di fare attenzione a cosa prendeva, per, mangiando piante non commestibili insieme alle altre, degradando le funzioni di riciclo dell'ossigeno e sbilanciando ancor di pi l'ecosistema della stazione. Una cosa portava all'altra, e non era possibile ottenere un pollo, n qualcosa che potesse fungere da sostituto. E, anche se ci fosse stato, Prax non aveva tempo per risolvere quel problema.
A casa sua, le luci erano fioche e rifiutavano di accendersi del tutto. La piantina di soia aveva smesso di crescere ma non ingialliva, il che era un dato interessante - o meglio, lo sarebbe stato.
A un certo punto, durante il giorno, si era attivato un sistema automatizzato di routine conservativa, che limitava l'uso dell'energia. In una visione pi ampia delle cose, poteva essere un buon segno. O poteva essere come l'insorgere di una febbre prima della catastrofe. Ma questo non cambiava quel che doveva fare.
Da bambino aveva cominciato presto gli studi, salpando con la sua famiglia nei recessi bui dello spazio, a caccia di un sogno fatto di lavoro e prosperit. Il suo corpo non aveva accolto bene quel cambiamento. Emicranie, attacchi di ansia e un continuo affaticamento, radicato fin nelle ossa, avevano tormentato quei primi anni in cui c'era bisogno che facesse una buona impressione sui suoi tutori, per essere ritenuto uno studente brillante e promettente. Suo padre non gli aveva mai permesso di riposarsi. La finestra  aperta finch non viene chiusa' diceva sempre, spronando Prax a fare sempre un po' di pi, a trovare un modo per riuscire a pensare quando era troppo stanco, malato o addolorato per farlo. Aveva imparato a redigere liste, note, diagrammi.
Catturando a uno a uno i suoi pensieri fuggevoli, era capace di spingersi fino alla soglia della lucidit come un rocciatore che si issava, centimetro dopo centimetro, verso la vetta. E cos, in quella penombra artificiale, continu a compilare liste. I nomi di tutti i bambini che riusciva a ricordare dal gruppo di terapia di Mei. Sapeva che erano venti, ma riusciva a ricordarne soltanto sedici. La sua mente errava. Richiam l'immagine di Strickland assieme alla donna misteriosa sul suo terminale palmare e la fiss. Una confusione di speranza e rabbia gli vortic dentro fino a placarsi. Si sent come se stesse per addormentarsi, ma il cuore gli batteva frenetico. Cerc di ricordare se la tachicardia fosse un sintomo dell'inedia.
Per un istante torn in s, lucido e presente in un modo in cui, si rese conto soltanto allora, non era stato da giorni. Stava cominciando a cedere. Il suo personale effetto a cascata stava per travolgerlo, e non sarebbe stato in grado di continuare quell'investigazione ancora per molto, se prima non si fosse riposato. Se non avesse trovato delle proteine. Era gi diventato un mezzo zombi.
Doveva trovare aiuto. Il suo sguardo and alla deriva verso la lista di nomi dei bambini. Doveva trovare aiuto, ma prima avrebbe controllato, soltanto controllato. Sarebbe andato a... alla...
Chiuse gli occhi e aggrott la fronte. Conosceva la risposta. Sapeva di saperla. Alla stazione di sicurezza. Sarebbe andato l e avrebbe chiesto di ognuno di loro. Riapr gli occhi, scrivendo stazione di sicurezza' sotto la lista non appena riacciuff quel pensiero. Poi: Avamposto delle Nazioni Unite.' Avamposto di Marte.' Tutti i posti in cui era stato prima, giorno dopo giorno, ma con nuove domande da fare. Sarebbe stato facile. E poi, quando avesse avuto le risposte, c'era qualcos'altro che avrebbe dovuto fare. Gli ci volle un minuto per capire che cosa fosse, e poi lo scrisse in fondo alla pagina.
Trovare aiuto.'
Sono scomparsi tutti disse Prax, con il fiato che sbiancava per il freddo. Sono tutti suoi pazienti, e sono scomparsi tutti. Sedici su sedici. Sa quante probabilit ci sono? Non  un caso.
L'addetto alla sicurezza non si rasava da giorni. Una lunga bruciatura da ghiaccio gli arrossava la guancia e il collo, con la ferita ancora fresca e non curata. La sua faccia doveva essere entrata in contatto con un pezzo scoperto di Ganimede. Era fortunato ad avere ancora la pelle. Indossava un cappotto spesso e dei guanti. La superficie della scrivania era ghiacciata.
Apprezzo l'informazione, signore, e far in modo che giunga alle stazioni di soccorso...
No, non ha capito. Li ha presi lui. Sono malati, e li ha presi lui.
Pu darsi che stesse tentando di metterli in salvo disse l'addetto alla sicurezza. Aveva la voce come uno straccio consunto, grigio e floscio. Qualcosa non andava. Prax sapeva che c'era qualcosa che non andava, ma non riusciva a ricordare cosa fosse. L'addetto alla sicurezza si allung verso di lui, spostandolo gentilmente da un lato, e fece un cenno del capo verso la donna alle sue spalle. Prax si ritrov a fissarla come se fosse ubriaco.
Voglio denunciare un omicidio disse lei, con voce tremante.
L'addetto alla sicurezza annu, senza alcuna sorpresa n incredulit negli occhi. Prax si ricord.
Li ha presi prima intervenne. Li ha presi prima che iniziasse l'attacco.
Tre uomini hanno fatto irruzione nel mio appartamento raccont la donna. Loro... Mio fratello era con me, e ha provato a fermarli.
Quando  successo, signora?
Prima dell'attacco intervenne di nuovo Prax.
Un paio di ore fa disse la donna. Quarto livello. Settore blu. Appartamento 1453.
Va bene, signora. Ora l'accompagner a una scrivania. Ho bisogno che mi compili un rapporto.
Mio fratello  morto. Gli hanno sparato.
Mi dispiace molto, signora. Ma ho bisogno che mi compili un rapporto perch possiamo acciuffare gli uomini che gli hanno fatto questo.
Prax li osserv mentre si allontanavano. Poi si volt verso la fila di gente disperata e traumatizzata che aspettava il proprio turno per chiedere aiuto, per avere giustizia, per essere protetta dalla legge. Sent una scintilla d'ira avvampargli dentro, poi svan. Aveva bisogno di aiuto, ma l non ne avrebbe trovato. Lui e Mei non erano che un granello di sabbia nello spazio. Non contavano niente.
L'addetto alla sicurezza era tornato; era intento a parlare con una donna bella e alta di una faccenda orribile. Prax non aveva notato che l'uomo fosse tornato, non aveva sentito l'inizio del racconto della donna. Stava fissando la gente per perdere tempo. Non era un bene. La piccola parte sana del suo cervello sussurr che, se fosse morto, nessuno avrebbe pi cercato Mei. Sarebbe stata perduta. Gli sussurr che aveva bisogno di cibo, che ne aveva bisogno da giorni. Che non gli rimaneva molto tempo.
Devo andare al centro di soccorso disse ad alta voce. La donna e l'addetto alla sicurezza non sembrarono sentirlo. Grazie lo stesso.
Ora che aveva cominciato a notare la propria condizione, Prax era stupito e allarmato. La sua camminata era strascicata; le sue braccia erano deboli e gli dolevano molto, bench non riuscisse a ricordare di aver fatto alcunch che avesse potuto provocare un simile dolore. Non aveva alzato niente di pesante, n aveva fatto arrampicate. Non ricordava di essersi dedicato alla sua routine quotidiana di esercizi da giorni. Non riusciva a rammentare quando fosse stata l'ultima volta che aveva mangiato. Si ricordava invece dell'impatto devastante dello specchio crollato dal cielo, della distruzione della sua cupola, come se si fosse trattato di qualcosa che fosse accaduto in una vita precedente. Non c'era da meravigliarsi che stesse cadendo a pezzi.
I corridoi nei pressi del centro di soccorso erano zeppi come un mattatoio. Uomini e donne, molti dei quali sembravano pi in forze e in salute di quanto non fosse lui, pressati gli uni sugli altri, rendendo angusti perfino gli spazi pi ampi. Pi si avvicinava al porto e pi si sentiva assalire dalle vertigini. L'aria era quasi calda, l, di quel calore da stalla provocato dai corpi. C'era puzza di alito chetoacido. L'alito dei santi, lo chiamava sua madre. L'odore di proteine al collasso, dei corpi che consumavano i propri muscoli per sopravvivere. Si chiese quante persone, in quella folla, sapessero cosa fosse quell'odore.
Qualcuno stava gridando. Spingendo. La folla intorno a lui si mosse avanti e indietro come immaginava che facessero le onde su una spiaggia.
E allora aprite le porte e fateci vedere dentro! grid una donna, molto pi avanti.
Ah, pens Prax.  una rivolta per il cibo.
Si spinse verso i lati della folla, cercando di uscire. Cercando di andarsene. Di fronte a lui, la gente continuava a gridare. Alle sue spalle, spingeva. File di luci a LED sul soffitto baluginavano bianche e dorate. Le pareti erano di un grigio industriale. Prax allung una mano. Era arrivato a un muro. Da qualche parte, la diga cedette e la folla si rovesci improvvisamente in avanti, e il movimento di quei corpi rischi di trascinarlo via insieme al flusso collettivo. Prax tenne la mano sulla parete. La folla si assottigli e lui barcoll in avanti. Le porte di carico del magazzino erano aperte. Accanto a esse Prax vide una faccia conosciuta, ma non riusc a ricordare chi fosse esattamente. Qualcuno del laboratorio, forse? L'uomo aveva ossa spesse e muscoli guizzanti. Un terrestre. Forse qualcuno che aveva visto durante i suoi andirivieni attraverso la stazione in rovina. Forse lo aveva visto in cerca di cibo? No, sembrava troppo ben nutrito. Le sue guance non erano per niente smunte. Era come se fosse un amico, ma anche uno sconosciuto. Qualcuno che Prax conosceva e non conosceva. Come il segretario generale o un attore famoso.
Prax sapeva che lo stava fissando, ma non riusciva a impedirsi di farlo. Conosceva quella faccia. La conosceva. Aveva a che fare con la guerra.
La mente di Prax fu attraversata da un ricordo improvviso. Era nel suo appartamento, con Mei tra le braccia, cercando di calmarla. Lei non aveva nemmeno un anno, non camminava, e i dottori armeggiavano ancora con i farmaci per trovare le giuste combinazioni che l'avrebbero tenuta in vita. Oltre i pianti per le sue coliche neonatali, i notiziari erano un subbuglio di allarme ininterrotto. Il viso di un uomo appariva in continuazione sullo schermo.
Il mio nome  James Holden e la mia nave, la Canterbury,  stata appena distrutta da una nave da guerra con tecnologia mimetica, equipaggiata con dotazioni contrassegnate da quelli che paiono essere numeri seriali marziani.
Era lui. Era per questo che riconosceva il suo volto, pur sapendo di non averlo mai visto prima di persona. Prax si sent tirare al centro del petto e si ritrov a fare un passo in avanti. Si ferm. Oltre le porte del magazzino, qualcuno lanci un grido d'incitamento. Prax tir fuori il suo terminale palmare e guard la sua lista. Sedici nomi, sedici bambini scomparsi. E, in fondo alla lista, in semplice stampatello: Trovare aiuto.'
Si volt verso l'uomo che faceva iniziare guerre e salvava pianeti, improvvisamente timido e incerto.
Trovare aiuto disse, facendo un altro passo avanti.

11.

Holden

Santichai e Melissa Supitayaporn erano una coppia di missionari, originari della Terra, appartenenti alla Chiesa dell'Umanit Ascendente, una religione che rifiutava il soprannaturalismo in tutte le sue forme e la cui teologia si riassumeva nel seguente concetto: gli umani possono essere migliori di quel che sono, per cui cerchiamo di diventarlo. Gestivano anche il quartier generale del deposito di beni di soccorso con la spietata efficienza di dittatori nati. Pochi minuti dopo essere arrivato, Holden aveva ricevuto una bella lavata di capo da Santichai, un fragile stecco d'uomo con i capelli canuti e radi, per l'alterco che aveva provocato con i funzionari della dogana gi al porto. Dopo aver cercato di spiegarsi pi volte, senza ottenere altro risultato che farsi zittire dal minuto missionario, alla fine aveva rinunciato e si era semplicemente scusato.
Non renda la nostra situazione qui ancora pi precariaripet Santichai, apparentemente addolcito dalle scuse ma deciso a mettere bene in chiaro il suo punto di vista. Agit un dito magro e marrone davanti agli occhi di Holden.
Ricevuto disse Holden, alzando le mani in segno di resa. Il resto del suo equipaggio si era dileguato alla prima sfuriata di Santichai, lasciando Holden da solo a vedersela con il vecchio. Individu Naomi dall'altra parte dell'ampio spazio del deposito dei beni di soccorso, intenta a parlare con Melissa, la moglie di Santichai. Holden sper che fosse meno irascibile del marito. Non sembrava che stesse gridando, anche se, tra le voci di diverse decine di persone, lo stridore dei macchinari, il ronzio dei motori e gli allarmi di retromarcia dei tre carrelli elevatori in continuo movimento, Melissa avrebbe potuto lanciarle addosso un grappolo di granate e probabilmente Holden non avrebbe sentito niente.
In cerca di una via di fuga, Holden indic Naomi dall'altra parte dell'hangar e disse: Mi scusi, devo...
Santichai lo interruppe con un brusco gesto della mano, che fece volteggiare la sua tonaca arancione. Holden si scopr incapace di disobbedire a quell'omino.
Queste scorte disse Santichai, puntando un dito verso le casse che venivano scaricate dalla Somnambulist non sono sufficienti.
Io...
L'APE ci aveva promesso ventidue tonnellate di proteine e integratori per la settimana scorsa. Qui ci sono meno di dodici tonnellate disse Santichai, sottolineando la sua valutazione con un colpetto stizzito delle dita sul bicipite di Holden.
Non sono io che...
Perch prometterci cose che poi non hanno intenzione di consegnare? Promettete dodici tonnellate, se  tutto quello che avete. Non promettete ventidue tonnellate, per poi consegnarne dodici disse, accompagnando le parole con altri colpetti.
Sono d'accordo replic Holden, indietreggiando fuori portata da quei colpetti e alzando le mani. Lei ha perfettamente ragione. Chiamer immediatamente il mio contatto sulla Stazione di Tycho per capire dove si trovi il resto delle scorte promesse. Sono certo che siano gi in viaggio.
Santichai si strinse nelle spalle, agitando di nuovo la tonaca arancione.
Veda di farlo disse, poi si avvi furioso verso uno dei carrelli di scarico. Tu! Dico a te! Lo vedi quel cartello che dice FARMACI? Perch stai mettendo l cose che non sono farmaci?
Holden approfitt di quel momento di distrazione per la sua fuga e si diresse corricchiando da Naomi e Melissa. Naomi aveva un formulario aperto sul suo terminale palmare ed era intenta a riempirne i moduli, sotto lo sguardo concentrato di Melissa.
Holden si guard intorno nell'ampio deposito mentre Naomi lavorava. La Somnambulist era soltanto una delle quasi venti navi che erano arrivate nelle ultime ventiquattr'ore, e quell'enorme spazio si stava rapidamente riempiendo di casse e rifornimenti. L'aria fredda sapeva di polvere, ozono e lubrificante surriscaldato dei carrelli elevatori, ma sotto quegli odori c'era un lezzo vagamente sgradevole, di marcio, come di vegetazione in stato di decomposizione. Mentre Holden si guardava in giro, Santichai si avvi correndo attraverso il pavimento del deposito, gridando istruzioni a un paio di operai intenti a trasportare una cassa dall'aspetto piuttosto pesante.
Suo marito  un vero fenomeno, signora disse Holden a Melissa.
Melissa era pi alta e pi pesante del suo piccolo consorte, ma aveva la stessa nuvola scompigliata di capelli canuti e radi attorno alla testa. Aveva anche un paio di occhi azzurri che quasi le scomparivano nel viso quando sorrideva. Come stava facendo ora.
Non ho mai conosciuto nessuno che avesse pi a cuore il benessere delle altre persone, e a cui importasse di meno urtarne la sensibilit rispose lei. Almeno per si assicura che siano tutti ben nutriti prima di dir loro tutte le cose che hanno fatto nel modo sbagliato.
Credo che ci siamo annunci Naomi, passando un dito sul pulsante per inviare il formulario compilato al terminale di Melissa - un modello tanto obsoleto da risultare quasi affascinante - che la donna tir fuori dalla tasca quando trill per segnalare l'avvenuta ricezione.
Signora Supitayaporn disse Holden.
Melissa.
Melissa, da quant' che tu e tuo marito siete su Ganimede?
Saranno almeno... inizi lei, picchiettandosi le dita sul mento e fissando lo sguardo nel vuoto. Dieci anni? Possibile che sia gi passato tutto questo tempo? Possibile, perch Dru aveva appena avuto il suo bambino, e...
Me lo chiedevo perch l'unica cosa che nessuno sembra sapere, al di fuori della gente di Ganimede,  come tutto questo spieg Holden facendo un gesto a indicare tutto quello che avevano intorno abbia avuto inizio.
La stazione?
La crisi.
Be', i soldati marziani e quelli delle Nazioni Unite hanno cominciato a spararsi addosso; poi abbiamo iniziato a ricevere errori di sistema...
S disse Holden, interrompendola di nuovo. Questo l'avevo capito. Ma perch? Non era stato sparato un colpo, durante tutto l'anno in cui la Terra e Marte hanno gestito congiuntamente questa luna. C'era la guerra, prima di tutta quella faccenda su Eros, e non l'avevano portata fin qui. Poi, all'improvviso, tutti si mettono a sparare all'impazzata? Che cos' stato a innescare il conflitto?
Melissa sembr interdetta, un'altra espressione che le faceva quasi scomparire gli occhi tra un mucchio di rughe.
Non saprei rispose. Avevo dato per scontato che si stessero sparando l'un altro in tutto il sistema. Non riceviamo molte notizie da fuori, ormai.
No disse Holden. Solo qui, e solo per un paio di giorni. E poi si sono fermati senza un motivo apparente.
Strano osserv Melissa. Ma non so quanto possa essere importante. Qualsiasi cosa sia successa, non cambia ci che dobbiamo fare ora.
Immagino di no convenne Holden.
Melissa sorrise, lo abbracci calorosamente, poi si allontan per controllare i formulari di qualcun altro.
Naomi pass un braccio intorno a quello di Holden e si diressero verso l'uscita del magazzino per raggiungere il resto della stazione, scansando casse di rifornimenti e operai indaffarati lungo il percorso.
Com' possibile che si sia scatenata una vera e propria battaglia domand Naomi senza che nessuno sappia il perch?
Lo sanno replic Holden. Qualcuno lo sa.
La stazione sembrava messa peggio da terra che dallo spazio. Le piante vitali che producevano ossigeno, allineate lungo i corridoi, stavano virando a un giallo malsano. Molti corridoi non erano illuminati e le porte pressurizzate ad apertura automatica erano state forzate a mano, aperte a forza; se una zona della stazione si fosse improvvisamente depressurizzata, lo stesso sarebbe accaduto a molti settori adiacenti. Le poche persone che incontrarono evitavano di guardarli negli occhi, o li fissavano con aperta ostilit. Holden si trov a desiderare di poter indossare apertamente una pistola, piuttosto che averla in una fondina nascosta sulla schiena.
Chi  il nostro contatto? chiese piano Naomi.
Come dici?
Immagino che Fred abbia qualcuno, qui rispose lei sottovoce mentre sorrideva rigidamente, rivolgendo un cenno del capo a un gruppo di uomini di passaggio. Erano tutti apertamente armati, bench perlopi si trattasse di armi da taglio e di tipo contundente. Loro la fissarono con sguardi indagatori sui volti. Holden spost la mano sotto la giacca, verso la pistola, ma gli uomini proseguirono per la loro strada, concedendogli appena qualche sguardo all'indietro prima di voltare l'angolo e sparire.
Non ci ha organizzato nessun incontro? concluse Naomi tornando a parlare con voce normale.
Mi ha dato alcuni nomi. Ma le comunicazioni con questa luna sono state talmente saltuarie che non  stato in grado di...
Holden fu interrotto da una forte esplosione proveniente da un'altra parte del porto. Il botto fu seguito da un ruggito che, a poco a poco, si risolse in grida infuriate. Le poche persone che erano con loro nel corridoio cominciarono a correre, alcune verso il rumore, ma la maggior parte in direzione opposta.
Forse dovremmo... disse Naomi, guardando la gente che correva verso la fonte del trambusto.
Siamo qui per vedere che cosa sta succedendo replic Holden. Andiamo a vedere, allora.
Ci misero poco a perdersi tra i corridoi serpeggianti del porto di Ganimede, ma non aveva importanza, fintantoch continuavano a muoversi verso il rumore e insieme alla crescente ondata di persone che correvano tutte nella stessa direzione. Un uomo alto e robusto con i capelli rossi a spazzola corse accanto a loro per un po'. In ogni mano impugnava un tubo rotto di metallo nero. Sorrise a Naomi e fece per dargliene uno. Lei rifiut con un gesto della mano.
Era ora, cozzo grid quello con un accento che Holden non riusc a individuare. Quando Naomi non la prese, l'uomo offr la sbarra in pi a Holden.
Che succede? chiese quest'ultimo, accettando la sbarra.
Quei futtuti vastaddi danno i provvisti ai ricconi, e i lavorai si pigliano in saccoccia, eh? Be', fonculo, brutti crepacani succiasangue!
L'uomo dai capelli rossi ulul e agit la mazza per aria, poi acceler il passo e scomparve di corsa tra la folla. Naomi rise e ulul alle sue spalle mentre si allontanava. Quando Holden le scocc un'occhiata in tralice, lei si limit a sorridere e a dire:  contagioso.
Un'ultima curva del corridoio li port in un altro ampio spazio di deposito, quasi identico a quello gestito dai Supitayaporn, a parte il fatto che questo era riempito da una folla di gente arrabbiata che premeva verso il molo di attracco. Le porte di accesso al molo erano chiuse, e un piccolo gruppo di ufficiali addetti alla sicurezza del porto cercavano di trattenere la folla. Quando Holden arriv sul posto, la calca era ancora tenuta a bada dai taser e dai manganelli elettrici degli agenti di sicurezza, ma, dalla tensione e dalla rabbia crescente che percepiva nell'aria, Holden cap che la situazione non avrebbe retto a lungo.
Appena dietro la linea di guardie in affitto, con i loro deterrenti non letali, c'era un gruppo di uomini che indossavano tute nere e scarpe da ginnastica. Impugnavano delle pistole con l'aria di chi non aspettasse altro che venisse dato loro il permesso di sparare.
Quella doveva essere la squadra di sicurezza dell'azienda.
Guardando in fondo alla sala, Holden sent quadrare la situazione. Oltre quelle porte di carico chiuse c'era una delle poche navi mercantili rimaste a terra, carica delle ultime riserve che stavano per essere sottratte a Ganimede.
E la folla era affamata.
Holden ricord il tentativo di fuga da un casin su Eros quando era scattato il blocco di sicurezza. Ramment la folla inferocita che affrontava gli uomini con le pistole. Ricord le grida, l'odore del sangue e di cordite. Prima di sapere di aver preso una decisione, si ritrov a sgomitare per arrivare in prima fila. Naomi lo segu in mezzo alla folla, mormorando qualche scusa al suo passaggio. Lo prese per un braccio e lo ferm per un istante.
Stai per fare qualcosa di terribilmente stupido? gli chiese.
Sto per impedire che questa gente si faccia sparare per il crimine di essere affamata rispose facendo una smorfia per il tono da moralista con cui gli era uscita la frase.
Non disse Naomi, lasciandolo andare puntare l'arma contro nessuno.
Loro sono armati.
Armati, al plurale. Tu sei armato, al singolare, motivo per cui o ti tieni la pistola nella fondina, o te la dovrai cavare da solo.
 l'unico modo in cui si riesce a combinare qualcosa. Da solo. Era il genere di cose che avrebbe detto il detective Miller. Per lui, era stato proprio cos. Ed era un ottimo motivo per non fare lo stesso.
E va bene. Holden annu, poi riprese a spingersi verso la prima fila. Quando l'ebbe raggiunta, due persone erano diventate l'epicentro del conflitto: un uomo della sicurezza portuale con i capelli grigi, che indossava una mostrina bianca con su scritto supervisore', e una donna alta e dalla pelle scura, che sarebbe potuta passare per la madre di Naomi, si stavano urlando addosso mentre i loro rispettivi gruppi li osservavano gridando assenso e insulti.
Aprite quelle cazzo di porte e fateci vedere! grid la donna con un tono di voce che fece capire a Holden che si trattava di una frase che aveva ripetuto pi e pi volte.
Non otterr niente, gridandomi addosso le url di rimando il supervisore dai capelli grigi. Alle sue spalle, i suoi colleghi della sicurezza stringevano i manganelli elettrici con le nocche sbiancate e le guardie dell'azienda avevano estratto le pistole tenendole in un'impugnatura rilassata che Holden trov molto pi minacciosa.
La donna smise di gridare quando Holden si fece largo fino al supervisore, e lo fiss.
Chi...? disse.
Holden sal sulla pedana di carico accanto al supervisore. Le altre guardie agitarono un po' i manganelli elettrici, ma nessuno lo colp. Gli sbirri dell'azienda si limitarono a stringere gli occhi e a prendere posizione. Holden sapeva che la loro confusione circa la sua identit sarebbe durata poco e che, quando quel momento fosse passato, si sarebbe molto probabilmente ritrovato in uno spiacevole a tu per tu con uno di quei bastoni da bestiame, se non direttamente con una pallottola in faccia proveniente da una di quelle pistole. Prima che potesse accadere, tese la mano al supervisore e disse ad alta voce, in modo da farsi sentire anche dalla folla: Salve, sono Walter Philips, un incaricato dell'APE venuto dalla Stazione di Tycho; sono qui in qualit di rappresentante personale del colonnello Frederick Johnson.
Il supervisore gli strinse la mano come stordito. I gorilla dell'azienda si spostarono di nuovo e impugnarono con pi convinzione le proprie pistole.
Signor Philips disse il supervisore. L'APE non ha alcuna autorit...
Holden lo ignor e si volt verso la donna che stava gridando poco prima.
Signora, qual  il problema?
Su quella nave spieg lei, indicando verso la porta ci sono quasi dieci tonnellate di fagioli e riso.  abbastanza da sfamare l'intera stazione per una settimana!
La folla mormor il proprio assenso alle sue spalle e si fece avanti di un passo o due.
 vero? chiese Holden al supervisore.
Come ho gi detto, rispose l'uomo, alzando le mani e facendo segno alla folla di indietreggiare, come se potesse trattenere tutta quella gente con la sola forza di volont non siamo autorizzati a discutere dei manifesti di carico di compagnie private...
E allora aprite le porte e fateci guardare! grid di nuovo la donna. Mentre lei urlava e la folla ripeteva le sue parole - fateci guardare, fateci guardare' - Holden prese il supervisore della sicurezza per un gomito e si avvicin al suo orecchio.
Tra trenta secondi, questa folla far a pezzi lei e i suoi uomini, tentando di accedere a quella nave disse. Credo che farebbe meglio a lasciarli fare, prima che la situazione degeneri nella violenza.
Violenza? L'uomo fece una risata priva di allegria.  gi degenerata. L'unico motivo per cui questa nave non  partita da un pezzo  che uno di loro ci ha piazzato una bomba e ha fatto saltare il meccanismo di rilascio del molo di attracco. Se cercheranno di prendere la nave, noi...
Non prenderanno la nave intervenne una voce roca, e una mano pesante si pos sulla spalla di Holden. Quando lui si volt, vide uno dei gorilla della sicurezza privata in piedi accanto a s. Questa nave  di propriet della Mao-Kwikowski Mercantile.
Holden tolse la mano dell'uomo dalla sua spalla.
Una dozzina di tizi armati di taser e pistole non riuscir a fermarli disse, indicando la folla in subbuglio.
Signor lo scagnozzo lo squadr dalla testa ai piedi Philips. Non me ne frega un beneamato cazzo di quello che pensa lei o l'APE, soprattutto per quanto riguarda lo svolgimento del mio lavoro. Quindi, perch non se ne va affanculo prima che iniziamo a sparare?
Be', ci aveva provato. Holden sorrise all'uomo di fronte a s e cominci a portare la mano verso la fondina che aveva sulla schiena. Avrebbe voluto che Amos fosse l, ma non l'aveva pi visto da quando erano scesi dalla nave. Prima di riuscire a raggiungere la pistola, sent delle lunghe dita sottili avvolgergli la mano e stringerla forte.
Facciamo cos disse Naomi, comparendo improvvisamente a fianco a Holden. Che ne dite se saltiamo i convenevoli e vi dico direttamente come andranno le cose?
Holden e lo scagnozzo si voltarono entrambi e la fissarono sorpresi. Lei alz un dito facendo segno di aspettare un attimo e tir fuori il terminale palmare. Chiam qualcuno e attiv il vivavoce.
Amos disse, continuando a tenere il dito alzato.
S giunse la risposta.
Una nave sta cercando di salpare dal molo undici, piattaforma B9.  piena di provviste che ci farebbe comodo avere qui. Se dovesse riuscire ad alzarsi da terra, abbiamo una nave d'assalto dell'APE abbastanza vicina da effettuare l'intercettazione?
Ci fu una lunga pausa; poi, sghignazzando, Amos rispose: Lo sai che ce l'abbiamo, capo. Chi  che vuoi che lo sappia, in realt?
Chiama la nave e di' loro di disabilitare il mercantile. Poi fallo abbordare da una squadra dell'APE, depredatelo di ogni cosa e portatelo via.
Amos si limit a dire: Ricevuto.
Naomi chiuse il terminale e se lo rimise in tasca.
Non metterci alla prova, ragazzino disse allo scagnozzo, con una sfumatura d'acciaio nel tono di voce. Le mie parole non sono una vuota minaccia. O consegnate il carico a questa gente, o ci prenderemo tutta la cazzo di nave. Fai tu.
Lo scagnozzo la fiss per un momento, poi fece un gesto alla sua squadra e si allontan. Gli addetti alla sicurezza del porto lo seguirono, e Holden e Naomi dovettero scansarsi per evitare la folla che si precipitava verso il molo e i portelloni di carico.
Quando non ci fu pi pericolo di essere travolti, Holden disse: Sei stata davvero brava.
Farsi sparare in difesa della giustizia probabilmente ti sar sembrato un destino eroico replic lei, con quella nota dura non del tutto svanita dal tono di voce. Ma vorrei continuare ad averti intorno, per cui smettila di fare l'idiota.
Bella mossa, minacciare la nave disse Holden.
Ti stavi comportando come quello stronzo del detective Miller, per cui mi sono regolata come ti saresti regolato tu. Ho detto il genere di cose che avresti detto tu se non avessi avuto fretta di agitare la tua pistola in giro.
Non mi stavo comportando come Miller disse lui. Quell'accusa gli bruciava, perch era vera.
Non ti stavi comportando come te stesso.
Holden si strinse nelle spalle, rendendosi conto soltanto dopo che era un altro gesto tipico di Miller. Naomi si guard le mostrine da capitano sulla spalla della sua tuta della Somnambulist. Forse farei meglio a tenerle io, queste...
Un uomo minuto e scarmigliato, con i capelli sale e pepe, tratti cinesi e la barba sfatta di una settimana si avvicin loro e li salut con un cenno nervoso del capo. Si stava letteralmente torcendo le mani, un gesto che Holden era convinto facessero soltanto le vecchie signore nei film pi antichi.
L'uomo ripet il cenno del capo e disse: Lei  James Holden? Il capitano James Holden? Dell'APE?
Holden e Naomi si guardarono l'un l'altra. Holden si tiracchi la barba a chiazze. Ma serve davvero a qualcosa? Onestamente, per.
Capitano Holden, mi chiamo Prax, Praxidike Meng. Sono un botanico.
Holden strinse la mano dell'uomo.
Piacere di conoscerla, Prax. Temo che dobbiamo...
Dovete aiutarmi lo interruppe Prax. Holden vedeva chiaramente che l'uomo aveva passato un brutto paio di mesi. I suoi vestiti gli ricadevano addosso come i cenci di un affamato, e aveva il viso coperto da lividi ingialliti di un pestaggio recente.
Sicuro, se vede i Supitayaporn alla stazione di soccorso, dica loro che le ho detto...
No! grid Prax. Non ho bisogno di questo. Ho bisogno che lei mi aiuti!
Holden scocc un'occhiata verso Naomi. Lei si strinse nelle spalle. Vedi tu.
E va bene disse Holden. Qual  il problema?

12.

Avasarala

Una casa piccola  un genere di lusso pi autentico disse suo marito. Vivere in uno spazio completamente tuo, ricordare i semplici piaceri del cuocere il pane e del lavare i propri piatti.  questo che dimenticano i tuoi amici altolocati. Li rende meno umani.
Era seduto al tavolo della cucina, appoggiato allo schienale di una sedia di laminato di bamb che era stato consumato fino a sembrare noce tinto. Le cicatrici dell'operazione per il cancro erano due pallide linee nel buio della sua gola, appena visibili sotto la sottile barba bianca. Aveva la fronte pi ampia di quando lei l'aveva sposato, i capelli pi radi. Il sole della domenica mattina si rovesciava sul tavolo, abbagliante.
Sciocchezze disse lei. Soltanto perch fai finta di vivere come un contadino, questo non rende certo Errinwright, o Lus, o nessuno degli altri, meno umano. Ci sono case pi piccole di questa, con dentro sei famiglie, e le persone che le abitano sono cento volte pi simili agli animali di qualsiasi persona con cui abbia lavorato.
Lo credi davvero?
Certo che lo credo. Altrimenti perch me ne andrei a lavorare, la mattina? Se qualcuno non pensasse a tirare fuori quei poveri bastardi mezze bestie dalle baraccopoli, a chi insegnereste le vostre teorie, voi universitari?
Ottima osservazione riconobbe Arjun.
Ci che li rende meno umani  che non meditano, cazzo. Una casa piccola non  un lusso disse lei, poi fece una pausa. Una casa piccola e un sacco di soldi, forse s.
Arjun le rivolse un gran sorriso. Aveva sempre avuto un sorriso bellissimo. Lei si ritrov a restituirglielo, anche se una parte di lei voleva sentirsi offesa. Fuori, Kiki e Suri gridavano, con i loro corpicini seminudi che scorrazzavano per il giardino. La loro balia trottava mezzo secondo dietro di loro, con le mani sul fianco come se stesse allentando un punto.
Un grande giardino  un lusso disse Avasarala.
Vero.
Suri si precipit dentro dalla porta sul retro, con la mano coperta di terra nera e un gran sorriso in volto. I suoi passi lasciarono tracce scure e sgretolate sul tappeto.
Nani! Nani! Guarda cos'ho trovato!
Avasarala si spost sulla sua sedia. Sul palmo della sua nipotina, un verme contorceva gli anelli rosa e marroni del suo corpo, umido come la terra che cadeva tra le dita di Suri. Avasarala compose il viso in una maschera di meraviglia e delizia.
Ma  bellissimo, Suri. Torniamo fuori e fa' vedere alla tua Nani dove l'hai trovato.
Il prato profumava di erba tagliata di fresco e terriccio. Il giardiniere - un uomo magro appena pi giovane di quanto sarebbe stato suo figlio - era inginocchiato sul retro, intento a strappare via le erbacce a mano. Suri corse verso di lui, e Avasarala la segu con passo rilassato. Quando arriv l vicino, il giardiniere la salut con un cenno del capo, ma non c'era spazio per conversare. Suri indicava, gesticolava e ripeteva la grandiosa avventura di come aveva trovato un comunissimo verme nel fango come se si fosse trattato di un'epopea epica. Kiki apparve al fianco di Avasarala, prendendole silenziosamente la mano. Avasarala amava la loro piccola Suri, ma intimamente - o, perlomeno, parlandone soltanto ad Arjun - pensava che Kiki fosse la pi intelligente delle due. Era silenziosa, ma in fondo ai suoi occhi c'era una luce intensa, e sapeva imitare chiunque ascoltasse parlare. Non si lasciava sfuggire quasi niente.
Moglie adorata la chiam Arjun dalla porta sul retro. C' qualcuno che vorrebbe parlare con te.
Dove?
Il sistema di casa spieg Arjun. Dice che il tuo terminale  staccato.
Non  certo un caso che sia cos disse Avasarala.
 Gloria Tannenbaum.
Avasarala mise riluttante la mano di Kiki tra quelle della balia, diede un bacio sulla testa di Suri e torn verso la casa. Arjun le tenne aperta la porta. In viso aveva un'espressione dispiaciuta.
Queste troie mi rubano le mie ore da nonna disse lei.
Il prezzo del potere replic Arjun con una solennit che voleva essere divertita e seria al contempo.
Avasarala apr il collegamento al sistema nel suo studio privato. Ci fu uno scatto e un momento di distacco quando gli schermi d'isolamento si alzarono, poi il viso sottile e privo di sopracciglia di Gloria Tannenbaum apparve sullo schermo.
Gloria! Mi dispiace. Avevo spento il mio terminale, mi sono passate a trovare le bambine.
Non c' problema rispose la donna con un sorriso pulito e fragile, che era quanto di pi vicino a un'emozione genuina riuscisse a esprimere. Anzi, probabilmente  meglio cos. Diamo per scontato che quegli affari siano pi controllati delle linee civili.
Avasarala si sedette sulla sua poltrona. La pelle espir delicatamente sotto il suo peso.
Spero che vada tutto bene, con Etsepan?
Tutto bene replic Gloria.
Bene, bene. Ora, perch cazzo mi hai chiamato?
Stavo parlando con un mio amico, che ha la moglie in servizio sulla Mikhaylov. Da quel che mi dice, l'hanno rimossa dal giro di pattuglia. La faranno uscire.
Avasarala si accigli. La Mikhaylov faceva parte di una piccola riserva che controllava il traffico tra le stazioni dello spazio profondo, in orbita nella parte pi lontana della Fascia.
Uscire dove?
Ho fatto un po' di domande in giro rispose Gloria. Ganimede.
Nguyen?
S.
Il tuo amico ha la lingua piuttosto sciolta disse Avasarala.
Non gli dico mai niente di vero ribatt Gloria. Pensavo che avresti dovuto saperlo.
Ti sono debitrice disse Avasarala. Gloria annu una volta soltanto, con un movimento brusco come quello di un corvo, e interruppe il collegamento. Avasarala rimase seduta per un lungo istante, premendosi le dita sulle labbra, seguendo mentalmente la catena di implicazioni come un ruscello che fluisce sul suo letto di roccia. Nguyen stava inviando altre navi su Ganimede, e lo stava facendo con molta discrezione.
La parte del perch con discrezione' era semplice. Se l'avesse fatto apertamente, lei l'avrebbe fermato. Nguyen era giovane e ambizioso, ma non era uno stupido. Stava traendo conclusioni per conto suo, e in qualche modo era giunto all'idea che inviare un maggior numero di mezzi armati nella ferita aperta che era Ganimede avrebbe aiutato a migliorare la situazione.
Ehi, Nani! chiam Kiki. Dalla cadenza delle sue parole, Avasarala cap che stava architettando una qualche marachella. Si allontan dalla scrivania e si diresse verso la porta.
Sono qui, Kiki disse andando in cucina.
Il pallone d'acqua la colp sulla spalla senza rompersi, cadde a terra ed esplose ai suoi piedi, scurendo le mattonelle attorno a lei. Avasarala alz gli occhi, con il viso adirato. Kiki era in piedi sulla porta che dava sul giardino, con l'espressione a met tra lo spavento e la delizia.
Hai appena sporcato la mia casa? chiese Avasarala.
La bambina annu, pallida in volto.
Lo sai che cosa succede alle bambine cattive che sporcano la casa della loro Nani?
Gli fanno il solletico?
Gli fanno il solletico! esclam Avasarala, precipitandosi verso di lei. Ovviamente, Kiki riusc a fuggire. Era una bambina di otto anni. L'unica volta che le avevano fatto male le articolazioni, era perch cresceva troppo in fretta. E, ovviamente, alla fine lasci che la sua Nani l'acciuffasse e che le facesse il solletico finch non cominci a gridare. Quando Ashanti e suo marito vennero a riprendere le bambine per il volo di ritorno a Novgorod, Avasarala aveva il sari macchiato d'erba e i capelli scarmigliati in ogni direzione, ritti sulla testa, come il cartone animato di una s stessa colpita dal fulmine.
Abbracci le bambine per due volte prima di lasciarle andare, allungando loro pezzi di cioccolata ogni volta, poi diede un bacio a sua figlia, fece un cenno del capo al genero, e li salut tutti dalla porta di casa. La loro macchina fu seguita da quella della scorta. Nessuno, cos vicino a lei, era al sicuro dal pericolo di rapimento. Era soltanto un altro dato di fatto della vita.
Si fece una lunga doccia, usando una copiosa quantit d'acqua quasi troppo calda per essere gradevole. Le era sempre piaciuto farsi il bagno con acqua quasi bollente, fin da piccola. Se la sua pelle non formicolava e non le doleva un po' quando si asciugava, aveva sbagliato temperatura.
Arjun era sul letto, intento a leggere sul suo terminale palmare con espressione seria. Lei and verso l'armadio, gett l'asciugamano bagnato nel cesto per la biancheria e si avvolse in una vestaglia di cotone intessuto.
Pensa che siano stati loro a farlo disse.
Chi ha fatto cosa? chiese Arjun.
Nguyen.  convinto che dietro tutta la faccenda ci siano i marziani. Che ci sar un secondo attacco su Ganimede. Sa bene che i marziani non stanno spostando l la loro flotta, e continua a mandare rinforzi. Non gli importa di mandare a puttane i negoziati di pace, perch crede che siano tutte stronzate. Di non avere niente da perdere. Mi stai ascoltando?
S, certo. Nguyen crede che sia stato Marte. Sta radunando una flotta per rispondere all'attacco. Visto?
Sai di cosa sto parlando?
In generale? No. Ma Maxwell Asinnian-Koh ha appena postato un saggio sul postlirismo che gli procurer una valanga di lettere d'odio.
Avasarala ridacchi.
Tu vivi in un mondo a parte, caro.
Gi concord Arjun, passando il pollice sullo schermo del terminale palmare. Alz lo sguardo. A te non d fastidio, vero?
Ti amo per questo. Resta qui. Continua a leggere di postlirismo.
Tu che cosa fai?
Le stesse cose di sempre. Cerco di impedire alla civilt moderna di andare in fiamme mentre ci sono dentro i nostri bambini.
Quando era stata molto pi giovane, sua madre aveva provato a insegnarle a lavorare a maglia. Avasarala non si era rivelata molto abile, ma ne aveva tratto un'altra importante lezione. Una volta, la matassa di filo si era annodata malamente, e gli strattoni frustrati di Avasarala non avevano fatto che peggiorare le cose di volta in volta. Sua madre le aveva tolto dalle mani quel groviglio legato stretto, ma, invece di sistemarlo e di riconsegnarglielo, si era seduta a gambe incrociate sul pavimento e le aveva parlato di come fare per risolvere quel nodo. Era stata delicata, cauta e paziente, cercando i punti in cui poteva allentare un po' il groviglio finch, d'un tratto, il filo si era sciolto.
C'erano dieci navi sulla lista; andavano da una vecchia nave di trasporto truppe che aspettava soltanto di essere rottamata, a un paio di fregate capitanate da gente di cui aveva gi sentito il nome. Non era una forza massiccia, ma era abbastanza da risultare provocatoria. Con delicatezza, cautela e pazienza, Avasarala cominci a districare la matassa.
La nave da trasporto fu la prima, perch era la pi facile. Si era lavorata i ragazzi del reparto manutenzione e sicurezza per anni. Ci vollero quattro ore affinch qualcuno, con schemi e registri navali alla mano, trovasse un bullone che non era stato sostituito come da programma, e un'altra mezz'ora per emanare un richiamo tassativo alla nave. La Wu Tsao, la meglio equipaggiata delle due fregate, era capitanata da Golla Ishigawa-Marx. Il suo stato di servizio era solido, altamente professionale. Era competente, privo di fantasia e leale. Con tre conversazioni, Avasarala lo fece promuovere a capo del comitato di supervisione della costruzione, dove non avrebbe probabilmente potuto fare alcun danno. L'intera squadra di comando della Wu Tsao ricevette l'ordine di fare ritorno sulla Terra per presenziare alla cerimonia in cui gli avrebbero affibbiato un altro nastrino. La seconda fregata era pi difficile, ma Avasarala trov comunque un modo. Dopodich, il convoglio era sufficientemente ridotto da far s che la quantit di navi cargo per l'invio di beni di soccorso fosse maggiore del resto delle navi scorta.
Il nodo si sbrogli tra le sue dita. Le tre navi che non poteva sciogliere erano vecchie e sottopotenziate. Se si fosse giunti a un combattimento, sarebbero state di scarso peso. E, per questo, i marziani si sarebbero offesi soltanto qualora stessero davvero cercando una qualche scusa per attaccare briga.
Avasarala non pensava che fosse quello il caso. E, se si fosse sbagliata, anche quella situazione sarebbe stata interessante.
Non crede che l'ammiraglio Nguyen manger la foglia? chiese Errinwright. Era in una stanza d'albergo, da qualche parte, dall'altro lato del pianeta. Alle sue spalle era notte, e aveva il colletto della camicia sbottonato.
E allora? disse Avasarala. Che pu fare? Andare a piagnucolare dalla mamma perch gli ho tolto i suoi giochini? Se non sa giocare con i ragazzi pi grandi, non dovrebbe essere un cazzo di ammiraglio.
Errinwright sorrise e si scrocchi le nocche. Sembrava stanco.
Che navi andranno?
La Bernadette Koe, la Aristophanes e la Feodorovna, signore.
Gi, quelle. Che cosa dirai ai marziani di quelle?
Niente, se non affrontano l'argomento rispose Avasarala. Se invece lo faranno, sar in grado di derubricare la questione: una nave di supporto medico, un trasporto truppe e una minuscola navicella da battaglia per tenere alla larga i pirati. Voglio dire, non  che stiamo mandando un paio di incrociatori. Per cui, che si fottano.
Lo dir con pi garbo, spero.
Certo che s, signore. Non sono stupida.
Per quanto riguarda Venere?
Avasarala fece un respiro profondo, lasciandosi sfuggire l'aria tra i denti.
Quello  il fottuto uomo nero disse. Mi sto facendo recapitare rapporti quotidiani, ma non sappiamo che cosa abbiamo di fronte. La rete che ha costruito sull'intera superficie del pianeta sembra essere terminata, e ora sta crollando, ma ci sono altre strutture che stanno crescendo in un complesso modello di simmetria radiale. Solo che non  lungo l'asse di rotazione.  sul piano dell'ellittica. Per cui, qualsiasi cosa ci sia laggi, si sta orientando tenendo a modello l'intero sistema solare. E l'analisi spettrografica mostra un aumento di ossido di lantanio e oro.
Non so che cosa significhi.
Non lo sa nessuno, ma i cervelloni pensano che possa trattarsi di un insieme di superconduttori a temperatura elevatissima. Stanno cercando di replicare le strutture cristalline in laboratorio, e hanno scoperto di non capire alcune cose.  saltato fuori che quell'affare laggi  un chimico fisico migliore di noi. Il che non  certo una cazzo di sorpresa.
C' qualche collegamento con Ganimede?
Soltanto quello rispose Avasarala. Altrimenti niente. O, perlomeno, non in maniera diretta.
Che intende, per non in maniera diretta'?
Avasarala si accigli e distolse lo sguardo. Il Buddha le restitu l'occhiata.
Sapeva che il numero di sette che professano il suicidio religioso  raddoppiato, dopo Eros? disse. Io non lo sapevo finch non ho ricevuto il rapporto. L'iniziativa congiunta per ricostruire il centro di raccolta idrica al Cairo  quasi fallita, l'anno scorso, perch un gruppo di millenaristi si  messo a dire che non ci sarebbe servito.
Errinwright si spost in avanti sulla sedia. I suoi occhi erano stretti.
Crede che ci sia un qualche collegamento?
Non credo che un gruppo di uomini-baccello stia per venire fuori da Venere, rispose lei ma... ho pensato a quello che ci ha fatto. A quello che ha fatto all'intero sistema solare. A loro, a noi e ai cinturiani. Non  salutare avere Dio che ci dorme accanto, dove possiamo tutti vederlo sognare. Ci fa cacare sotto. Mi fa cacare sotto. E cos guardiamo tutti da un'altra parte e continuiamo a fare le nostre cose come se l'universo fosse ancora lo stesso di quando eravamo giovani, ma sappiamo benissimo che non  cos. Ci comportiamo tutti come se fossimo sani di mente, ma...
Scosse la testa.
L'umanit ha sempre convissuto con ci che  inspiegabile disse Errinwright. Il suo tono era duro. Avasarala lo stava mettendo a disagio. E, del resto, si stava mettendo a disagio da sola.
Ci che  inspiegabile non aveva l'abitudine di fagocitare pianeti replic lei. Anche se la cosa su Ganimede non fosse venuta da Venere,  dannatamente chiaro che c' correlazione. E se siamo stati noi...
Se siamo stati noi a costruire quella cosa,  perch abbiamo scoperto una nuova tecnologia, e la stiamo usando ribatt Errinwright. Dalle lance in selce alla polvere da sparo, alle testate nucleari;  questo, che facciamo, Chrisjen. Lasci che sia io a preoccuparmene. Lei tenga d'occhio Venere e non lasci che la situazione marziana vada fuori controllo.
S, signore disse lei.
Andr tutto bene.
Guardando lo schermo spento in cui era apparso il suo superiore, Avasarala decise che forse lo pensava davvero. Lei non ne era pi sicura. C'era qualcosa che la tormentava, e non sapeva ancora che cosa fosse. Ma era l, in agguato, appena sotto la superficie della sua mente cosciente, come una scheggia sotto l'unghia. Apr il video ripreso dall'avamposto delle Nazioni Unite su Ganimede, esegu il controllo di sicurezza obbligatorio e osserv i marine morire di nuovo.
Kiki e Suri sarebbero cresciute in un mondo in cui era successo questo, in cui Venere era stata la colonia di qualcosa di profondamente alieno, non comunicativo e implacabile. La paura che ci portava con s per loro sarebbe stata normale, qualcosa a cui non avrebbero pensato, non pi di quanto non si pensi a respirare. Sullo schermo, un uomo non pi grande di Soren svuot il caricatore sull'aggressore. Le immagini migliorate mostrarono le decine di impatti che aprivano fori nella cosa, e scie filamentose che si disperdevano dalla sua schiena come stelle filanti. Avasarala mise in pausa il video. Tracci il profilo dell'aggressore con la punta di un dito.
Chi sei? chiese rivolta allo schermo. Che cosa vuoi?
C'era qualcosa che le sfuggiva. Le capitava abbastanza spesso da saper riconoscere quella sensazione, ma non le era d'aiuto. L'avrebbe capito quando fosse stato il momento. Tutto quello che poteva fare, adesso, era continuare a grattare dove prudeva. Richiuse i documenti, aspettando che i protocolli di sicurezza accertassero che non aveva copiato niente, poi usc dall'account e si volt verso la finestra.
Si accorse che stava pensando alla prossima volta. A quali informazioni sarebbero stati in grado di accedere, la prossima volta. A quali schemi avrebbe intuito la prossima volta. Al prossimo attacco, al prossimo massacro. Era gi perfettamente chiaro nella sua mente che ci che era successo su Ganimede sarebbe successo di nuovo, prima o poi. I geni non si potevano rimettere nelle loro bottiglie una volta usciti, e, dal momento in cui la protomolecola era stata diffusa attraverso la popolazione civile di Eros solo per poter studiare quali fossero i risultati, la civilt era cambiata. Era cambiata cos in fretta e cos radicalmente che la stavano ancora rincorrendo.
Rincorrendo.
C'era qualcosa, l. Qualcosa in quella parola, come un verso di una canzone che riusciva quasi a ricordare. Avasarala strinse i denti e si alz, camminando avanti e indietro davanti alla sua finestra. Odiava quella parte. La odiava.
La porta del suo ufficio si apr. Quando lei si volt per guardare Soren, il ragazzo sussult. Avasarala modul il suo cipiglio, addolcendolo un po'. Non sarebbe stato giusto spaventare quel povero coniglietto. Probabilmente era soltanto un tirocinante che aveva pescato la pagliuzza pi corta e si era ritrovato incastrato con la vecchia scontrosa. E poi, in un certo senso, le piaceva.
S? disse.
Pensavo che avrebbe voluto sapere che l'ammiraglio Nguyen ha inviato una lettera di protesta al signor Errinwright, per interferenza nel suo campo di competenza. Non ha messo in copia il segretario generale.
Avasarala sorrise. Anche se non aveva la chiave per risolvere tutti i misteri dell'universo, era ancora in grado di mettere in riga i ragazzini. E, se non aveva fatto ricorso al pupazzo, significava che stava soltanto mettendo il broncio. Non ne sarebbe uscito niente.
Buono a sapersi. E i marziani?
Sono qui, signora.
Avasarala sospir, si sistem il sari e rialz il mento.
Andiamo a fermare questa guerra, allora disse.

13.

Holden

Amos, che alla fine era tornato qualche ora dopo la rivolta per il cibo con appresso una cassa di birra dicendo che era andato in perlustrazione', portava ora una cassetta di cibo in scatola. L'etichetta dichiarava che fosse un prodotto a base di pollo'. Holden sperava che l'hacker da cui li stava portando Prax considerasse quell'offerta perlomeno in linea con lo spirito del pagamento richiesto.
Prax li guidava con la fretta convulsa di chi aveva un'ultima cosa da fare prima di morire, e si sentiva la fine alle calcagna. Holden sospett che non fosse lontano dal vero. Il piccolo botanico sembrava davvero essersi consumato fino all'osso.
L'avevano portato a bordo della Somnambulist mentre mettevano insieme le provviste necessarie, e Holden aveva costretto l'uomo a mangiare qualcosa e a farsi la doccia. Prax aveva cominciato a spogliarsi mentre Holden gli stava ancora mostrando come si usava il bagno della nave, come se nell'aspettare di avere un po' di privacy avrebbe sprecato tempo prezioso. La vista del corpo devastato di quell'uomo l'aveva sconvolto. Nel frattempo, il botanico non parlava che di Mei, del suo bisogno di ritrovarla. Holden si rese conto che in tutta la sua vita non aveva mai avuto un bisogno cos pressante, come quello che sentiva quell'uomo di rivedere sua figlia.
Con sua grande sorpresa, la cosa l'aveva rattristato.
Prax era stato spogliato di tutto, ogni filo di grasso era stato bollito via; era stato ridotto al minimo sindacale di umanit. Tutto ci che gli rimaneva era il bisogno di ritrovare la sua bambina, e Holden lo invidiava per questo.
Quando Holden stava morendo, intrappolato nell'inferno della Stazione di Eros, aveva scoperto di aver bisogno di rivedere Naomi almeno un'ultima volta. O, non potendo farlo, di sapere che lei era al sicuro. Era per questo che non era morto. Per questo, e perch aveva Miller al suo fianco, con un'altra pistola. E quel legame, perfino ora che lui e Naomi erano amanti, non era che un'ombra pallida se paragonato a ci che spingeva Prax ad andare avanti. Quel pensiero aveva dato a Holden la sensazione di aver perso qualcosa di importante, senza che se ne fosse nemmeno reso conto.
Mentre Prax si faceva la doccia, Holden era risalito in plancia, dove Naomi era al lavoro per forzare il sistema di sicurezza gi in affanno di Ganimede. L'aveva tirata via dal sedile e l'aveva abbracciata per un lungo istante. Lei si era irrigidita per la sorpresa, poi si era rilassata tra le sue braccia. Ciao gli aveva sussurrato all'orecchio. Poteva anche essere un'ombra pallida, ma era quello che aveva, ed era dannatamente bello.
Prax si ferm a un incrocio, picchiettandosi le cosce con le mani come a mettersi fretta da solo. Naomi era tornata a bordo della nave, per tenere sotto controllo il loro percorso grazie a dei localizzatori che avevano addosso e a quel che restava delle telecamere di sicurezza della stazione.
Alle spalle di Holden, Amos si schiar la gola e disse a voce bassa, per non farsi sentire da Prax: Se perdiamo questo tizio, non credo che avremo molte possibilit di ritrovare rapidamente la strada del ritorno.
Holden annu. Amos aveva ragione.
Anche nei momenti migliori, Ganimede era un labirinto di corridoi grigi identici gli uni agli altri, intervallati da occasionali caverne che fungevano da parchi. E la stazione non era certo in uno dei suoi momenti migliori, ora. La maggior parte dei chioschi d'informazione pubblica erano spenti, malfunzionanti o semplicemente distrutti. La rete era inaffidabile, nella migliore delle ipotesi. E i cittadini del posto si muovevano come saprofagi sul cadavere di quella che un tempo era stata la loro grande luna, con aria alternativamente terrorizzata o minacciosa. Holden e Amos indossavano apertamente armi da fuoco, e il secondo aveva perfezionato una sorta di broncio continuo che faceva s che la gente lo inserisse automaticamente nella lista di quelli a cui era meglio non rompere le palle. Non per la prima volta, Holden si chiese che razza di vita avesse avuto Amos prima di firmare il documento d'ingaggio per un giro sulla Canterbury, il vecchio cargo frigorifero su cui avevano servito entrambi.
Prax si arrest di colpo davanti a una porta che somigliava a un centinaio di altre porte che avevano superato, incastrata nel muro di un corridoio grigio uguale a tutti gli altri corridoi.
 questa.  qui dentro.
Prima che Holden potesse dire alcunch, Prax aveva gi cominciato a bussare freneticamente alla porta. Holden fece un passo indietro e di lato, lasciandosi una visuale aperta dell'ingresso oltre Prax. Amos si allarg dall'altro lato, infilandosi la cassetta di pollo sotto il braccio sinistro e agganciando la cintura con il pollice destro, appena davanti alla fondina. Un anno di pattuglia lungo la Fascia, a ripulire la zona dai peggiori sciacalli che il vuoto governativo si era lasciato dietro, aveva instillato alcuni automatismi nel suo equipaggio. Holden li apprezzava, ma non era certo che la cosa gli piacesse. Lavorare nel campo della sicurezza non aveva certo reso migliore la vita di Miller.
La porta fu bruscamente aperta da un ragazzo macilento, a petto nudo, che impugnava un grosso coltello nella mano libera.
Che cazzo... fece per dire, poi si ferm quando vide Holden e Amos accanto a Prax. Diede un'occhiata alle pistole ed esclam: Ah.
Ti ho portato il pollo replic Prax, indicando la cassetta che Amos aveva con s. Ho bisogno di vedere il resto del video.
Avrei potuto pensarci io, disse Naomi nell'orecchio di Holden se me ne davate il tempo.
Il problema era la parte in cui dovevamo dartene il tempo' le rispose sottovoce Holden. Ma sta' pur certa che rimane il piano B.
L'adolescente ossuto si strinse nelle spalle e apr del tutto la porta, facendo segno a Prax di entrare. Holden lo segu, e Amos chiuse la fila.
Allora disse il ragazzo. Fammi vedere, sab?
Amos pos la cassetta sul tavolo sporco e ne tolse una sola lattina. La tenne in alto, dove il ragazzo poteva vederla.
Salsa? domand il tizio.
Che ne dici di una seconda lattina, invece? rispose Holden, avvicinandosi al ragazzo e sorridendo affabile. Va' a prenderci il resto del video, e ci togliamo dai piedi. Che te ne pare?
Il ragazzo alz il mento e spinse Holden un passo indietro.
Non starmi addosso, macho.
Le mie scuse replic Holden, senza lasciare che il suo sorriso vacillasse. Ora va' a prendere quel dannato video che hai promesso al mio amico, qui.
Magari no disse il ragazzo. Batt una mano su Holden. Adinerado, s no?Quizas che avete pi di un pollo, per pagare. Magari parecchio.
Lascia che ti spieghi come stanno le cose replic Holden. Stai per caso cercando di fregarci? Perch, se cos fosse, sarebbe...
Una manona si pos sulla spalla di Holden, interrompendolo.
Ci penso io, cap disse Amos, mettendosi tra lui e il ragazzo. Aveva una lattina di pollo in mano, e cominci a giochicchiarci tirandola in aria e riprendendola con noncuranza.
A quest'uomo inizi Amos, indicando Prax con la mano sinistra mentre continuava a giochicchiare con il pollo con la destra hanno rapito la figlia. Vuole soltanto sapere dove si trova. Ed  disposto a pagare il prezzo richiesto per avere questa informazione.
Il ragazzo si strinse nelle spalle e fece per parlare, ma Amos gli alz un dito davanti alle labbra e lo zitt.
E ora, quando quel prezzo  pronto a essere pagato riprese Amos, con tono amichevole e colloquiale cerchi di fregarlo, sfruttandolo, perch sai che  disperato. Darebbe qualsiasi cosa pur di riavere la sua bambina. C' da farsi un bel gruzzolo, vero?
Il ragazzo si strinse di nuovo nelle spalle. Que no...
Amos schiant la lattina di pollo in faccia al ragazzo cos rapidamente che, per un istante, Holden non riusc a capire come mai l'hacker fosse improvvisamente sdraiato a terra, con il naso che spillava sangue. Amos gli mise un ginocchio sul petto, inchiodandolo al pavimento. La lattina di pollo sal per aria e affond di nuovo sul viso del ragazzo con uno schianto sonoro. Quello cominci a urlare, ma Amos gli tapp la bocca con la mano sinistra.
Pezzo di merda grid il meccanico, senza pi la minima traccia di calma nella voce, con una rabbia animale che Holden non aveva mai sentito prima in lui. Vuoi tenere in ostaggio una bambina per dell'altro schifosissimo pollo?
Amos schiant la lattina sull'orecchio dell'hacker, che si fece immediatamente rossa di sangue. La mano del meccanico si tolse dalla bocca del ragazzo, e quello cominci a gridare in cerca di aiuto. Amos alz di nuovo la lattina di pollo, ma Holden gli afferr il braccio e lo tir via dal ragazzo terrorizzato.
Basta cos disse, tenendo Amos e sperando che l'omone non decidesse di picchiare anche lui con quella lattina. Il meccanico era sempre stato il tipo che si ficcava nelle risse da bar perch lo divertivano.
Stavolta per era diverso.
Basta cos ripet Holden, poi trattenne Amos finch non smise di dimenarsi. Non pu aiutarci se gli spacchi la testa.
Il ragazzo indietreggi strisciando sul pavimento fino a mettersi con le spalle al muro. Annu alle parole di Holden, tenendosi il naso sanguinante tra pollice e indice.
Ah, s? disse Amos. Lo aiuterai?
Il ragazzo annu di nuovo e si mise in piedi barcollando, continuando a premersi contro il muro.
Andr con lui disse Holden, dando una pacca sulla spalla ad Amos. Perch non resti qui, e fai un bel respiro?
Prima che Amos potesse rispondere, Holden indic l'hacker terrorizzato.
Meglio mettersi al lavoro.
Ecco disse Prax quando furono di nuovo al momento in cui Mei veniva portata via. Quella  Mei. Quell'uomo  il suo dottore, il dottor Strickland. Quella donna, invece, non la conosco. Ma la maestra di Mei ha detto che nel registro risultava come sua madre. Con una foto e l'autorizzazione a venirla a prendere. I controlli di sicurezza sono ottimi, a scuola. Non lascerebbero mai andare via un bambino, senza autorizzazione.
Trova dove sono andati ordin Holden all'hacker. Poi, rivolgendosi a Prax: Perch il suo dottore?
Mei ... cominci a dire Prax, poi si ferm e ricominci da capo. Mei ha una rara malattia genetica, che le disabilita il sistema immunitario se non viene trattata regolarmente con dei farmaci. Il dottor Strickland lo sa. Sono scomparsi anche altri sedici bambini con la sua stessa malattia. Lui saprebbe come tenerli... saprebbe come tenere Mei in vita.
Ci stai ascoltando, Naomi?
S. Sto leggendo la traccia dell'hacker attraverso il sistema di sicurezza. Non avremo pi bisogno di lui.
Bene disse Holden. Perch sono piuttosto sicuro che questo ponte sia bello che bruciato, una volta che saremo usciti da qui.
Abbiamo sempre dell'altro pollo replic Naomi ridacchiando.
Amos si  assicurato che la prossima cosa che richieder il ragazzo sar una bella chirurgia facciale.
Ahia esclam lei. Sta bene?
Holden sapeva che stava chiedendo di Amos. S. Ma... c' forse qualcosa che non so di lui, che potrebbe rendere le cose problematiche? Perch  davvero...
Aqui disse l'hacker, indicando lo schermo.
Holden osserv il dottor Strickland portare Mei lungo un corridoio dall'aspetto pi vecchio, seguito dalla donna dai capelli scuri. Arrivarono a una porta che sembrava un antico portellone pressurizzato. Strickland fece qualcosa sul pannello accanto al portello, e i tre entrarono nell'apertura.
Niente occhi, dopo questo punto disse l'hacker, sussultando come se si aspettasse di essere punito per le mancanze del sistema di sicurezza di Ganimede.
Naomi, dove conduce questo portellone? chiese Holden, facendo segno all'hacker che non era colpa sua.
Sembrerebbe una vecchia parte dell'escavazione originale rispose lei, intervallando le parole con qualche pausa mentre lavorava sul suo terminale. La zona  stata assegnata a deposito. Non dovrebbe esserci nient'altro che polvere e ghiaccio, oltre quel portellone.
Sapresti portarci fin l? chiese Holden.
Naomi e Prax dissero all'unisono: S.
E allora andiamoci.
Fece segno a Prax e all'hacker di tornare nella prima stanza, poi li segu. Amos era seduto al tavolo, intento a far girare una lattina sul tavolo come se fosse stata una moneta molto spessa. Nella bassa gravit della luna, dava l'impressione di voler girare per sempre. L'espressione del meccanico era distante e imperscrutabile.
Hai fatto il tuo lavoro disse Holden all'hacker, che fissava Amos con il viso che passava dal timore alla rabbia, e poi di nuovo al timore. E verrai pagato. Non abbiamo intenzione di fregarti.
Prima che il ragazzo potesse rispondere, Amos si alz e prese la cassetta di pollo in scatola. La rivolt e scaric tutte le lattine rimaste sul pavimento, dove alcune rotolarono fin negli angoli della minuscola stanzetta.
Tieni il resto, stronzo disse, poi gett la scatola vuota sul cucinino.
E con questo concluse Holden prendiamo congedo.
Dopo che Amos e Prax furono usciti dalla porta, Holden li segu camminando all'indietro, tenendo d'occhio l'hacker per essere certo che non tentasse un qualche malsano atto di vendetta. Ma non c'era da preoccuparsi. Non appena Amos fu fuori dalla porta, il ragazzo si precipit a raccogliere le lattine da terra e a impilarle sul tavolo.
Mentre Holden usciva e si richiudeva la porta alle spalle, Naomi disse: Lo sai che cosa significa, vero?
Che cosa? rispose lui. Poi, rivolto ad Amos: Torniamo alla nave.
Prax ha detto che sono stati rapiti tutti i bambini con la stessa malattia di Mei continu Naomi. Ed  stato il suo dottore a portarla via da scuola.
Quindi possiamo probabilmente immaginare che sia stato lui, o gente che lavora con lui, a prendere gli altri bambini convenne Holden.
Amos e Prax camminavano vicini lungo il corridoio. L'omone aveva ancora in viso quell'espressione distante. Prax gli pos una mano sul braccio e Holden lo sent sussurrare: Grazie. Amos si limit a scrollare le spalle.
Perch mai dovrebbe volere quei bambini? chiese Naomi.
Secondo me la domanda giusta : come faceva a sapere di doverli prendere appena qualche ora prima che iniziassero a sparare?
Gi disse Naomi, con voce pensosa. Gi, come faceva a saperlo?
Perch  lui la ragione per cui le cose sono andate a rotoli rispose Holden, dicendo ad alta voce quello che stavano pensando entrambi.
Se ha rapito tutti quei bambini ed  in grado, lui o la gente con cui lavora, di scatenare una guerra aperta tra Marte e la Terra per coprire il misfatto...
Comincia a sembrare molto simile a una strategia che abbiamo gi visto prima d'ora, vero? Dobbiamo scoprire che cosa c' dall'altra parte di quella porta.
Delle due l'una, disse Naomi o niente perch dopo il colpo se la sono svignata da questa luna...
Oppure continu Holden un sacco di gente con le pistole.
Gi.
La cambusa della Somnambulist era silenziosa mentre Prax e l'equipaggio di Holden riguardavano il filmato. Naomi aveva messo in sequenza tutte le riprese del rapimento di Mei in un unico lungo video a ciclo continuo. Rimasero a guardare mentre il suo dottore la portava attraverso diversi corridoi, su per un ascensore, e finalmente alla porta della zona abbandonata della stazione. Dopo aver rivisto le immagini una terza volta, Holden fece segno a Naomi di interrompere il filmato.
Che cosa sappiamo? disse, tamburellando sul tavolo con la punta delle dita.
La bambina non  spaventata. Non sta cercando di scappare rispose Amos.
Conosce il dottor Strickland da sempre replic Prax. Per lei  praticamente come uno di famiglia.
Il che significa che l'hanno comprato concluse Naomi. O che questo piano  in atto da...
Quattro anni disse Prax.
Quattro anni ripet Naomi. Un imbroglio dannatamente lungo da tenere in piedi, a meno che la posta in gioco non sia decisamente alta.
Che sia un semplice rapimento? Se vogliono un riscatto...
Non funziona. Un paio di ore dopo che Mei scompare in quel portello, disse Holden, indicando l'immagine congelata sullo schermo di Naomi la Terra e Marte cominciano a spararsi addosso. Qualcuno si  dato molto da fare per rapire sedici bambini e nascondere il fatto.
Se la Protogen non fosse un ricordo lontano, disse Amos direi che  esattamente il genere di merdate che farebbero loro.
Chiunque sia stato, dispone di importanti risorse tecnologiche disse Naomi. Sono riusciti a hackerare il sistema della scuola prima che la rete di sicurezza di Ganimede collassasse per via dello scontro, e a inserire i dati di quella donna nel registro di Mei senza lasciare traccia di manomissione.
Alcuni dei bambini della sua scuola avevano genitori molto ricchi o potenti disse Prax. Il sistema di sicurezza doveva essere perfetto.
Holden tamburell un ultimo ritmo sul tavolo con entrambe le mani, poi disse: Il che ci riporta alla domanda principale: che cosa ci aspetta dall'altra parte di quella porta?
Scagnozzi corporativi rispose Amos.
Niente disse Naomi.
Mei azzard Prax piano. Potrebbe esserci Mei.
Dobbiamo essere pronti a tutte e tre le eventualit: violenza, indizi da raccogliere o bambini da soccorrere. Per cui vediamo di tirare fuori un piano come si deve. Naomi, voglio un terminale con un collegamento radio che io possa inserire in qualsiasi rete trovassimo dall'altra parte, per darti un punto di accesso.
Ricevuto rispose Naomi, alzandosi dal tavolo e dirigendosi verso la scala di chiglia.
Prax, dovrai inventarti qualcosa per far s che Mei si fidi di noi, e darci informazioni dettagliate su qualsiasi complicazione che potrebbe essere causata dalla sua malattia durante il salvataggio. Quanto tempo abbiamo per riportarla qui prima che abbia di nuovo bisogno dei suoi farmaci, e cose del genere.
Va bene disse Prax, tirando fuori il suo terminale e cominciando ad annotare.
Amos?
S, cap.
A noi rimane la violenza. Attrezziamoci.
Il sorriso iniziava e finiva negli occhi del meccanico.
Cazzo, s.
...
.
...
FINE Parte 1.